Edizione n.16 di mercoledì 12 maggio 2021

Tumori all'ovaio, avanza la ricerca genetica

Studio finanziato tra l'Università dell'Insubria e la multinazionale Astra Zeneca su 90 pazienti ricoverate negli ultimi anni all'Ospedale di Varese

Fino ad oggi si riteneva che solo una certa categoria di donne affette da tumori all'ovaio potesse accedere a una proteina che combatte le cellule cancerogene senza intaccare quelle sane. Ora la genetica annunzia una speranza in più anche per loro. Uno studio - condotto su un gruppo di novanta pazienti ricoverate negli ultimi anni all'Ospedale di Circolo di Varese e finanziato grazie a un accordo tra l'Università dell'Insubria e la multinazionale Astra Zeneca – ha concluso che potevano beneficiare di una terapia a base di Parp-inibitori, una proteina che combatte le cellule cancerogene senza intaccare quelle sane.
Il progetto "Profilo genetico dei carcinomi dell'ovaio in pazienti senza mutazione genetica" vede impegnato da ormai due anni un gruppo di lavoro supervisionato dal professor Fausto Sessa, direttore del Dipartimento di anatomia patologica di Asst Sette Laghi e docente all'Università dell'Insubria, e coordinato dalla genetista Maria Grazia Tibiletti. I risultati del lavoro sono stati ampiamente approfonditi da prestigiose riviste scientifiche internazionali, dapprima l'International journal of molecular sciences e ora anche la rivista Popular Science, che nell'edizione italiana ha intervistato la dottoressa Tibiletti.
La terapia avanza con successo. Le prove sul campo effettuate dall'equipe di Sessa e Tibiletti hanno portato a concludere che anche un 20% delle pazienti non affette da mutazione possono guarire grazie a farmaci Parp inibitori. Se confermato, questo risultato apre ovviamente scenari nuovi e insperati per tante donne affette da una malattia che tutt'oggi è ritenuta inguaribile nella prospettiva di un significativo incremento delle loro aspettative di sopravvivenza. «La ricerca – conclude una nota dell' ASST Sette Laghi -prosegue allo scopo di consolidare l'analisi della metilazione dei geni BRCA 1 e BRCA2 e di renderla così utilizzabile da tutti i laboratori che si occupano di genetica oncologica».