Edizione n.30 di mercoledì 22 settembre 2021

Pandemia gallery, l'obiettore vaccinale e il malato declassato

Le nuove urgenze sanitarie e lo "scarto" dei fragili

C'è - in Italia come in gran parte del mondo - grande attenzione alle manifestazioni di novax e no greenpass, ma nessuna mobilitazione in nome dei malati cronici. La rivendicazione del diritto alla “libertà” (dei sani) invade piazze e mass media, evapora invece nel silenzio il diritto alla salute dei pazienti gravi e a rischio vita.
Da inizio pandemia i contagiati covid, alla stregua del cuculo, distolgono negli ospedali posti letto e personale sanitario dalle operazioni di oncologia, cardiochirurgia e altre pericolose criticità. Lo “scarto” dei cronici si abbatte anche su ambulatori e laboratori, dove viene sconvolta la programmazione di visite ed esami alle patologie recidive. Così, mentre i paladini della mobilità invocano libertà da vaccinazioni e green pass, i malati critici finiscono in stand by; in caso però di necessità, i primi hanno precedenza nel ricovero, i secondi invece perdono appuntamenti già fissati.
Contro questa diseguaglianza finalmente comincia a levarsi qualche voce anche nel Palazzo. In Lombardia ha preso posizione il consigliere regionale e capodelegazione del Pd in commissione sanità Samuele Astuti. Con un ordine del giorno al bilancio di assestamento il 22 luglio 2021 ha chiesto che la Regione avvii da subito un piano straordinario per recuperare visite, ricoveri e screening saltati per l’emergenza covid.
«Secondo uno studio di Agenas - afferma Astuti - nei mesi dell’emergenza in Lombardia c'è stata una riduzione dei ricoveri programmati rispetto agli stessi mesi del 2019 davvero allarmante. Gli interventi chirurgici per tumore al seno si sono ridotti del 35%, quelli alla prostata e per tumore al colon di oltre il 42,%, mentre gli interventi per bypass sono calati del 50,6%». Drammatici anche i dati degli screening mammografici che sono diminuiti del 35,5%. «Saluteequità – aggiunge Astuti - ha evidenziato come nel 2020 sia raddoppiata la percentuale di cittadini che ha rinunciato alle cure».
Sconvolgenti quanto poco divulgate le conseguenze di un simile stallo. «Il prezzo in termini di salute per i cittadini è altissimo - sottolinea Astuti - soprattutto per i pazienti fragili e cronici. Per questo chiediamo alla giunta di finanziare da subito un piano straordinario per ridurre i tempi di attesa e recuperare entro la fine dell’anno tutte le prestazioni ambulatoriali, screening e ricovero ospedaliero, non erogate durante l’emergenza covid. Per questo è necessario il prolungamento giornaliero e l’estensione nei giorni di sabato e domenica dell’attività sanitaria in tutte le strutture e l’assunzione di medici e infermieri dedicati a questa attività».
Dopo l'obiettore di coscienza, l'antimilitarista, l'obiettore fiscale e altri alfieri di diritti (propri), con la pandemia le piazze e le reti sociali hanno scoperto l'obiettore vaccinale. Troverà mai il malato declassato pari voce e spazio nell'affollata galleria di rivendicazioni e proteste?