Edizione n.39 di mercoledì 1 dicembre 2021

Valganna

Lago di Ganna, controllo sullo stato di salute

Finanziamento regionale di 230mila euro al progetto di Valganna e Parco Campo dei Fiori

Uno studio approfondito determinerà lo stato di salute della Riserva Lago di Ganna, nell'alto Varesotto, in relazione a possibili criticità legate al restringimento e all’interramento del bacino. L’intervento, richiesto dal Parco Campo dei Fiori e dal comune di Valganna e sostenuto da un finanziamento regionale di 233.000 euro, ha come finalità principale la conservazione di questo specchio d’acqua, importante per la sua biodiversità oltre che per il valore paesaggistico.
Dal primo momento al progetto sul lago di Ganna si è interessato il capogruppo di Lombardia Ideale in consiglio regionale, Giacomo Cosentino, che, come ricorda nell'annuncio dello stanziamento regionale, ha promosso un incontro tra comune e Parco Campo dei Fiori. «Ci siamo confrontati sulle esigenze e abbiamo trovato una misura di finanziamento e, grazie a questa sinergia, siamo riusciti a ottenere il finanziamento per far partire i lavori di un progetto atteso da anni. Dopo le risorse stanziate per la pista ciclopedonale sul lago di Ghirla, l’ampliamento del cimitero di Ganna, gli interventi per il rischio idrogeologico e la messa in sicurezza delle strade, si sta proseguendo con ulteriori investimenti».
PROGETTO
Oltre alla riqualificazione dello specchio principale, il progetto si concentra sulla riqualificazione delle aree umide, stagni o pozze considerati habitat prioritari per le specie autoctone. Ulteriori interventi sono finalizzati alla riformazione e/o rigenerazione del prato da lisca e del micro-habitat collegato, al taglio e contenimento di specie esotiche e ad una riduzione di un eccesso di vegetazione tra la strada provinciale e la riva del lago, oltre alla ripiantumazione di specie autoctone.
Altro effetto non secondario del progetto sarà quello di migliorare l’aspetto paesaggistico e la fruizione didattica e ricreativa della Riserva. È prevista la costruzione di un percorso che dalla Badia di Ganna si estende fino a San Gemolo sul versante orientale con la creazione di punti di osservatore per la flora e la fauna dell’area palustre e cartelli didattici.

Grotte della Valceresio, trent’anni di esplorazioni e studi

Scoperte dagli speleologi oltre 70 grotte e una quarantina di risorgenze
speleologia

Oltre un trentennio di ricerche, esplorazioni e studi condotti sulle principali aree carsiche della Valceresio, alle porte di Varese. La scoperta di oltre 70 grotte e una quarantina di risorgenze, patrimonio naturale di grande importanza per la conoscenza e gestione delle risorse idriche locali. Informazioni preziose ed esclusive raccolte dagli speleologi e donate alla collettività attraverso una pubblicazione di elevato spessore scientifico.
Sono, queste, le coordinate del volume scientifico “Le grotte e le sorgenti carsiche dei Monti Monarco, Rho, Minisfreddo e Useria (Valceresio–Va)-Meteorologia e idrologia ipogea Chimismo delle acque" recentemente realizzato da Gian Paolo Rivolta, Guglielmo Ronaghi ed Edoardo Raschellà con la collaborazione del Gruppo Speleologico Prealpino e il sostegno della Fondazione Comunitaria del Varesotto. L'opera è stata presentata il 28 settembre a Villa Recalcati a Varese e ha inaugurato la mostra "Speleologia: immagini dal mondo sotterraneo", aperta dal 29 settembre all'1 ottobre a cura di Provincia di Varese, Cersaiac (Centro Ricerche e Studi su Ambiente, Ipogei e Acque Carsiche), Gruppo speleologico prealpino, Gruppo Grotte Cai Carnago.

CATASTO DELLE GROTTE
Le grotte si formano prevalentemente sulle montagne calcaree, aree caratterizzate da roccia di colore grigiastro formatasi anticamente da fondali marini.
Un esempio di casa nostra è rappresentato dal monte Campo dei Fiori, dalla Valceresio e dalla Valganna, luoghi ove sono presenti alcune centinaia di cavità naturali scoperte dagli speleologi. La più profonda di esse si trova sul monte Campo dei Fiori. La grotta Schiaparelli, scoperta nella seconda metà degli anni ’80, è stata esplorata sino ad oltre 700 metri di profondità, superando pozzi, gallerie, sale, cunicoli e ambienti ostili e pericolosi che impegnano gli esperti per lunghe ore, a volte per giorni interi, durante le loro ispezioni sotterranee.
Grazie all’opera di questi specialisti del sottosuolo, si è potuto istituire il catasto delle grotte, importante ed esclusivo archivio dove sono riportate tutte le grotte scoperte, l’esatta ubicazione dell’ingresso, la loro lunghezza e profondità, nonché le caratteristiche idrologiche e meteorologiche della cavità.
Al coraggio e alla preparazione di questi ricercatori si deve l'esplorazione delle acque sotterranee e la conoscenza di forme di coleotteri e insetti che, in molti casi, vivono esclusivamente negli ambienti bui e umidi delle grotte, formazioni minerali spettacolari e rare, creazioni della natura che devono assolutamente essere preservate. 

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