Edizione n. 27 di mercoledì 28 luglio 2021

teatro

Dario e Franca, lui di Sangiano, lei di Parabiago

Franca Rame in una foto degli anni Settanta

Articolo pubblicato il 6 marzo 2002 su Il Corriere del Verbano

DARIO E FRANCA
LUI DI SANGIANO, LEI DI PARABIAGO

Hanno 150 anni in due. Instancabili e inesauribili, girano ancora sui palcoscenici di mezza Europa per raccontarci la loro versione della vera storia del mondo. Dario Fo e Franca Rame, lui di Sangiano e lei di Parabiago, possono sembrare due lombardi anomali, ma a ben vedere sono proprio figli di quell’alacrità passionale che da sempre informa lo spirito della generosa caparbietà lombarda, dagli eroi risorgimentali fino a Mani Pulite. 50 anni di teatro, di idee, una vita da ‘rompiballe’, insomma, sempre dalla parte scomoda di chi sta fuori dal coro. La tournée, partita da Modena a settembre, ora approda e termina a Milano. Al Teatro Strehler, dal 12 al 28 marzo, sono ormai quasi introvabili i biglietti. Tutto esaurito, come sempre. La gente affolla il botteghino, ma gli ultimi saranno i primi, perché troveranno posto sul palcoscenico, seduti accanto ai ‘mostri sacri’.

C’é chi non si preoccupa neppure del titolo dello spettacolo a cui assisterà (cinque i testi proposti dalla coppia sul palco del Teatro Strehler), l’importante è esserci, forse anche e soprattutto per emozionarsi con “quelli che...” del variopinto popolo della sinistra rappresentano ancora la parte più irriverente e genuina. A Dario e Franca nessuno dà del lei. Con loro ci si sente parte di una grande famiglia allargata. Ogni sera è una festa popolare, come ai tempi di Shakespeare, insieme per divertirsi e condividere l’antico rito del teatro, capace, attraverso il riso e il paradosso, di trasformare i fatti della quotidianità in metafore storiche e religiose universali. Per Dario e Franca ‘mettere in scena’ significa infatti farsi voce dell’indignazione popolare, costruire un grande specchio del mondo in tempo reale, per renderlo decifrabile a un pubblico il più vasto possibile. Ma non solo. Si contano ormai a migliaia gli spettacoli della ‘Strana Coppia’ i cui incassi sono stati devoluti per le cause sociali e civili più disparate.

Tra queste mi preme citare la campagna partita nel ‘98: un Nobel per i disabili, 4 miliardi di lire raccolti complessivamente e utilizzati per acquistare pulmini speciali Volkswagen (75 milioni di lire l’uno) destinati alle associazioni di volontariato che si occupano della cura e del trasporto dei disabili. «I volontari sono gli eroi del Terzo Millennio» ricorda Dario, testimoni della passione generosa di chi continua ad amare e ad aiutare il prossimo gratis. Ed è proprio la ricca e alacre Milano, “ex” capitale morale del ‘Bel Paese’, la città italiana in cui più è vivo e diffuso il volontariato, campo in cui Dario e Franca hanno speso molte energie. Anche per questo motivo il Premio Nobel per la letteratura ricevuto nel ‘97 da Dario appare ampiamente meritato, un premio per il lavoro svolto con costanza in 50 anni, ma anche una testimonianza alla lotta tenace in sostegno delle classi sociali meno protette.
Cinque gli spettacoli in cartellone al Teatro Strehler: Dario proporrà alternativamente Mistero Buffo, Fabulazzo Osceno e Lo Santo Jullare Francesco, Franca porterà in scena gli atti unici Grasso è bello e Una Giornata Qualunque e l’esilarante Sesso, grazie, tanto per gradire. Una vetrina esauriente per gustare i molteplici aspetti della Strana Coppia, dal grammelot surreale di Dario, pregno di allusioni satiriche a sfondo storico-religioso, fino alla tenerezza della quotidianità del mondo femminile di Franca, dei suoi ritratti fedeli e divertenti di donne, siano esse sole e abbandonate, sessualmente liberate o gioiosamente ciccione.
 

Attenti a quei due

Dario nasce a Sangiano, vicino a Laveno, il 24 marzo del 1926. Suo padre si chiamava Fo Felice, un nome incoraggiante (leggi Fo= faccio... Felice) tanto che la signorina Pina Rota, nativa della Lomellina se ne innamora e induce il fratello Nino (mio padre) a raggiungerla a Luino. Negli anni ‘40 Dario fa il pendolare verso Milano, dove più tardi inizia gli studi all’Accademia di Brera e poi alla facoltà di Architettura. Nel dopoguerra Dario si trasferisce a Milano, dove scoppia il suo amore per il teatro. Nel 1950 si presenta a Franco Parenti (allora Dario ha 24 anni), gli racconta a modo suo la storia di Caino e Abele, Parenti ride di gusto e lo accoglie nella sua compagnia. Con lui e Durano realizzerà la commedia Il Dito nell’occhio.
Franca nasce a Parabiago per caso, durante una recita della famiglia Rame, antica e celebre compagnia teatrale di giro, attiva dal 1600, che usa recitare ‘all’improvviso’, muovendosi con dimestichezza in un repertorio vastissimo della Commedia dell’Arte. A otto giorni ‘Franchina’ è già sul palcoscenico nelle vesti di una poppante, ovviamente. La sua vita è tutta, da subito, all’insegna del teatro e della passione politica. La madre Emilia le insegna a recitare, i fratelli Tommaso e Domenico la avvicinano alla fede socialista. Un imprinting molto significativo. Nel 1950 con la sorella Pia (che è oggi titolare della più prestigiosa sartoria teatrale italiana) lascia la compagnia e lavora con Tino Scotti, nello spettacolo Ghe pensi mi.

Nel ‘51 Dario conosce Franca (entrambi recitano nello spettacolo Sette giorni a Milano) e se ne innamora follemente. Franca lo mette alla prova e l’allampanato e simpatico ‘dentone’ la supera brillantemente, conquistando il cuore della fanciulla. Nel ‘54 si sposano nella basilica di Sant’Ambrogio a Milano. Il 31 marzo del 1955 nasce Jacopo, a Roma, dove la coppia si trasferisce per dedicarsi momentaneamente al cinema, Franca come attrice, Dario come sceneggiatore e battutista. Nel ‘57, dopo l’insuccesso del film Lo svitato, Dario e Franca tornano a Milano e fondano la compagnia Fo-Rame. Nel ‘61 arriva la televisione e nel ‘62 Canzonissima. Censura e contestazioni portano la coppia ad abbandonare la produzione in diretta. Dalla Rai resteranno fuori per 16 anni.

Dal ‘63 la produzione teatrale prende una svolta più dichiaratamente politica: Settimo, ruba un po’ meno, La Signora è da buttare . E poi via via fino a Mistero Buffo. E’ il momento della cooperazione culturale. Nel ‘68 nasce Nuova Scena, nel ‘73 il Collettivo la Comune, che occupa e ristruttura la fatiscente Palazzina Liberty, punto di riferimento politico e culturale della Milano degli anni 70. Nel ‘78 Dario è il regista de l’Histoire du Soldat di Stravinsky, realizzato per il bicentenario del Teatro alla Scala. Tra i mimi in scena anche Paolo Rossi e Marco Columbro. Seguono altri spettacoli corali che affrontano temi di cronaca (come Pum! Pum! Chi é? La polizia o Guerra di popolo in Cile) alternati a testi e monologhi in grammelot come La storia della Tigre e Fabulazzo Osceno. Franca porterà in scena con successoTutta casa, letto e chiesa e Coppia aperta.

Da allora la Strana Coppia ha realizzato numerossissimi spettacoli, in Italia e all’estero, i testi dei quali sono pubblicati da Einaudi e/o disponibili in videocassetta e audiocassetta. Tutto il materiale relativo al lavoro svolto da Dario e Franca è visionabile sul sito internet www.francarame.it.
Davide Rota 

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