Edizione n. 27 di mercoledì 28 luglio 2021

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Impianti a fune, niente più “vita tecnica”

Via libera al decreto attuativo che cancella la scadenza temporale introdotta quasi trent’anni fa
monti

In via di abolizione la vita tecnica degli impianti a fune italiani, introdotta quasi trent’anni fa. Il ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha predisposto la sua eliminazione con un decreto attuativo di una norma del 2014. Il vincolo prevedeva un termine massimo dai 30 ai 60 anni, in base al tipo di impianto, oltre il quale era necessario sostituirli.
Il concetto di “vita tecnica” era stato introdotto dalla normativa italiana 30 anni fa (D.M. del 2 gennaio 1985). Nel 2000 l’Unione Europea aveva varato una direttiva per definire i requisiti di sicurezza obbligatori negli impianti a fune che trasportano persone. L’Italia aveva recepito la direttiva nel 2003 (decreto legislativo n. 210), eliminando la scadenza per gli impianti costruiti dopo tale data e dotati di marchio CE, ma mantenendolo per tutti quelli precedenti.
«Finalmente sarà garantita la sicurezza senza penalizzare le nostre montagne» spiegano l’eurodeputato Alberto Cirio e il vice ministro Enrico Costa. «Il concetto di vita tecnica non esiste in Europa. Dopo il parere dell’Ue eravamo riusciti ad ottenerne la cancellazione anche nel nostro Paese con un emendamento al Decreto “Sblocca Italia”, approvato il 6 novembre 2014. Senza questo decreto attuativo, però, la modifica alla legge rischiava di restare solo sulla carta e di non diventare operativa a tutti gli effetti».
OLTRE 400 IMPIANTI
Gli impianti a fune in Italia sono più di 400. Il giro d’affari sfiora un miliardo di euro, circa il 10% del valore dell’intero “sistema neve italiano”, che nella passata stagione è salito a 10,1 miliardi di euro in crescita del+3,3% (Dati stagione 2014/2015 - Osservatorio Skipass Panorama Turismo/JFC tourism&management).
«In pratica - proseguono Cirio e Costa - l’Italia aveva mantenuto un vincolo introdotto quasi 30 anni fa, aggiungendo per il nostro Paese un ulteriore obbligo a quelli richiesti dall’Europa. Con questo decreto, finalmente, è stata riequilibrata la situazione: viene garantita la sicurezza, ma senza penalizzare la competitività delle nostre imprese con aggravi burocratici e costi non necessari. Ora è importante che si proceda rapidamente agli ulteriori passaggi ed alla pubblicazione del decreto, perché alcuni impianti sono già in scadenza a fine anno». 

Attività estive per i ragazzi, 13 milioni per 146 progetti

In provincia di Varese finanziati i progetti di Arsago Seprio, Casale Litta, Castello Cabiaglio, Castronno, Gazzada Schianno, Marchirolo, Mornago

Saranno finanziati con 373.600 euro i progetti presentati da sette comuni della provincia di Varese per il bando regionale 'E-State Insieme' rivolto a bambini e ragazzi da 0 a 17 anni. I progetti ammessi vengono dai comuni di Arsago Seprio, Casale Litta, Castello Cabiaglio, Castronno, Gazzada Schianno, Marchirolo, Mornago,
Le graduatorie sono state pubblicate sul Bollettino Regionale della Lombardia del 9 luglio 2021 insieme con relative procedure e modalità di assegnazione. I progetti dei comuni e ambiti ammessi e finanziati sono 146 e lo stanziamento ammonta a 13 milioni di euro.
È stata finanziata una sola proposta per Comune in ordine di arrivo e fino a esaurimento delle risorse, con un importo che va da un minimo di 16.800 euro fino a un massimo di 180.000 per Comuni con un programma che coinvolge più di 350 minori. «Il bando – ha spiegato l'assessora regionale Alessandra Locatelli - è stato pensato per dare la possibilità di riattivare alcune realtà del territorio, quali ad esempio quelle del Terzo settore, per organizzare attività che sono sovrapponibili a quelle attivate anche in autonomia da Comuni e scuole. Parliamo di attività anche accessibili e inclusive, quindi pensate per coinvolgere anche minori con disabilità e fragilità personali o legate al nucleo familiare». 

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