Edizione n.16 di mercoledì 12 maggio 2021

pesca locale

Coregone, trota fario e iridea, salmerino, «elemento fondante della pesca»

La Lombardia contraria allo stop ministeriale sulla loro immissione nelle acque regionali

Il coregone lavarello, la trota fario e iridea e il salmerino alpino sono presenti da oltre un secolo in Lombardia e rappresentano un elemento fondante della pesca locale. Di qui una deroga, sollecitata il 13 aprile 2021 dall'assessore regionale Fabio Rolfi al ministro della transizione ecologica, Roberto Cingolani, alla direttiva ministeriale che prevede lo stop all'immissione nelle acque lombarde di diverse specie considerate alloctone.
La pesca professionale lombarda conta circa centocinquenta imprese e genera un indotto di alcuni milioni di euro. Il prelievo di coregone lavarello rappresenta la quota maggiore del pescato professionale dei laghi lombardi e l'interruzione delle immissioni causerebbe, secondo Rolfi, danni irreparabili a un comparto già in difficoltà e a tutto l'indotto del commercio e della ristorazione. «La riproduzione naturale non è in grado di soddisfare le esigenze di mercato e per questo la Regione da anni sostiene il settore con consistenti immissioni di questa specie attraverso incubatoi di proprietà e gestione pubblica».
Da oltre un secolo - ricorda Rolfi - la pesca dilettantistica nelle acque dei torrenti montani lombardi, che coinvolge decine di migliaia di appassionati, si alimenta di immissioni di trota fario, che avvengono in quasi tutti gli innumerevoli torrenti alpini di Lombardia, con esemplari prodotti in oltre venti impianti ittiogenici di proprietà e gestione pubblica e privata. «Per questo – spiega - sono necessarie deroghe alla direttiva per le specie già da lungo tempo presenti nelle nostre acque. Il coregone lavarello è in Lombardia da oltre un secolo e la trota fario che è di ceppo mediterraneo dovrebbe addirittura essere ritenuta autoctona. È necessario inoltre, in attesa di valutazione di queste richieste, prevedere anche un periodo di transizione adeguato all'applicazione della norma, altrimenti il sistema gestionale della pesca lombarda si troverebbe in condizioni di illegittimità senza aver avuto il tempo necessario per adeguarsi».

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