Edizione n.16 di mercoledì 12 maggio 2021

Mediterraneo

Anguilla, progetto europeo contro rischio di estinzione

In campo anche Regione Lombardia e otto partner

Tutela della migrazione verso il Mar dei Sargassi degli esemplari adulti, che assicurano il maggior successo riproduttivo, e realizzazione di un programma di riproduzione e allevamento in cattività, con lo scopo di produrre giovani da rilasciare in natura. Tappa successiva, deframmentare l'habitat fluviale e ripristinare l'accesso ad aree vocate per la specie, per favorire la mobilità di giovani e adulti nella rete idrografica.
Sono gli obiettivi principali di un accordo sottoscritto il 19 aprile 2021 tra Regione Lombardia, ente capofila, e otto partner per il progetto europeo “Life19 Nat/It/000851-Lifeel”, riguardante le misure urgenti nel Mediterraneo orientale per la conservazione a lungo termine dell'anguilla, dichiarata a rischio di estinzione. «Un progetto quadriennale mira a tutelare l'anguilla europea, specie in estinzione in Italia e nel suo intero areale con un decremento del 99% dello stock dagli anni '80» ha dichiarato l'assessore regionale lombardo Fabio Rolfi. «L'anguilla è inserita nelle liste internazionali come specie a elevato rischio di estinzione ed è oggetto di un regolamento della Comunità Europea».
Il partenariato comprende Regione Emilia-Romagna, il Parco Lombardo della Valle del Ticino, il Parco Regionale Veneto del Delta del Po, l'Ente Parco del Delta del Po dell'Emilia-Romagna, l'Università di Bologna, l'Università di Ferrara, Graia srl (Gestione e ricerca ambientale ittica acque) e l'Istituto ricerca ittica 'Demeter' (Grecia).
PROGETTO E RETE
Il progetto ha un valore di oltre 5 milioni di euro ed è finanziato per il 50% dalla Unione Europea, con la compartecipazione di finanziatori esterni (Fondazione Cariplo, Enel Green Power, Canton Ticino, Associazione italiana pesca sportiva e ricreativa). «Una rete istituzionale ampia e di alto profilo - ha aggiunto Rolfi - per rendere concrete azioni di tutela delle popolazioni di anguilla del bacino del Po in Italia e dell'Est Macedonia e Tracia in Grecia, e azioni di governance in Italia e in Grecia».
È prevista la pianificazione di azioni di conservazione con la redazione di un piano di deframmentazione del bacino idrografico padano, specifico per l'anguilla. «Vogliamo ridurre - ha concluso Rolfi - l'impatto delle turbine degli impianti idroelettrici sulle anguille in discesa nei corsi d'acqua, mediante un sistema di barriera fotoelettrica e linee guida per i produttori idroelettrici. Provvederemo anche a sensibilizzare i pescatori e l'opinione pubblica sul problema della conservazione dell'anguilla».

"Il ponte dei due mari" da Rotterdam a Genova

Nel 2017 anche la linea ferroviaria di Luino nel Corridoio 24 con l’apertura di AlpTransit

Il pianeta terra si fa sempre più piccolo grazie alla moderna tecnologia e l'uomo accorcia anche gli spazi siderali. Cadono le frontiere, le aree commerciali fuoriescono dagli angusti ambiti nazionali e i continenti si avvicinano sempre più all'Europa. Da queste aspirazioni non potevano restare esclusi i collegamenti ferroviari.
Traffico merci
Gli orizzonti dei treni si allargano con nuove strutture, maggiori velocità, aumentate potenzialità di prestazioni e l'Europa crea un reticolo di binari chiamati "corridoi". La linea ferroviaria di Luino fa parte del Corridoio 24, un tracciato che si estende da Rotterdam a Genova. Un corridoio lungo 2500 chilometri, che attraversa Paesi Bassi, Belgio, Germania, Svizzera e Italia, definito anche "Il ponte dei due mari", dall'Atlantico al Mediterraneo, con il porto di Genova struttura strategica per le "autostrade del mare" fino a Palermo e verso i Balcani e per i collegamenti con i paesi emergenti del nord Africa.
Accordo italo-elvetico del 2001
Nel 2000 la Rotterdam-Genova viene inserita nell'elenco di 6 assi ferroviari e nel 2011 si colloca al primo posto fra gli aumentati 9 corridoi europei. La linea di Luino, quindi, con l'apertura di "AlpTransit" nel 2017 entrerà di diritto nel Corridoio 24 e sarà impegnata da oltre 90 treni merci giornalieri. Lasciata così come è oggi risulterà inadeguata a far fronte alla circolazione di convogli moderni più lunghi (700 metri), più pesanti (1600 tonnellate) e dal più alto profilo (4 metri). Si impongono, pertanto, indispensabili ammodernamenti individuati dalle ferrovie svizzere e italiane in un documento sottoscritto l'11 maggio 2001.
Destinazione fondi svizzeri
Ma ora dalle Fs quel progetto viene ripudiato lamentando carenze finanziarie. Non così per la Svizzera, il cui Consiglio Federale si proietta nel futuro stanziando 940 milioni di franchi per opere nel suo territorio da realizzare entro il 2020 e ha lanciato una ciambella di salvataggio verso l'Italia, destinandone 230 di cui ben 170 per Luino, affinché si adeguino binari, gallerie, linee di contatto, deviatoi, passaggi a livello e ponti. Purtroppo da noi Regione e Governo centrale guardano all'immediato e in barba alla lungimiranza elvetica il contributo destinato a Luino lo si vuol dirottare sul versante di Chiasso-Seregno-Bergamo-Milano, un percorso che non ha nulla a che vedere con la Rotterdam-Genova.
Rischio "collo di bottiglia"
Il tracciato del nord Verbano, abbandonato così a sé stesso con le sue carenze strutturali, vanificherebbe gli ammodernamenti dell'AlpTransit. Un "collo di bottiglia" lo ha definito l'ex assessore regionale Raffaele Cattaneo. Una strettoia che danneggerà il traffico merci su rotaia, incrementerà il trasporto su gomma e sarà di intralcio anche all'esercizio passeggeri, sottraendo al territorio luinese possibili vantaggi occupazionali. I nostri governanti così facendo si meriterebbero il giudizio espresso da Alcide De Gasperi: «La differenza fra un politico ed uno statista sta nel fatto che un politico pensa alle prossime elezioni mentre lo statista pensa alle prossime generazioni».
E' desolante riconoscere che da parte svizzera si guarda al futuro mentre da noi, in Lombardia e nei palazzi romani, si dirottano finanziamenti ispirandosi al successo elettorale. Se i politici e governanti nostrani fossero stati in auge nell'800 saremmo forse costretti a viaggiare ancora a bordo delle diligenze per superare le Alpi.
Ruolo locale
Sarà bene, a questo punto, che il territorio del nord Verbano si faccia sentire. Sindaci, comunità montana, provincia e gli eletti nelle istituzioni locali e regionali hanno il dovere di reagire tessendo un file rouge con le autorità svizzere e con le istituzioni genovesi. In quella città si sono da tempo mobilitati per il Corridoio 24.
Lo scorso 23 ottobre si è tenuto un convegno (vedi Il Corriere del Verbano del 24/10) dal titolo: "Genova-Rotterdam: un corridoio sostenibile" al quale il comune di Luino, invitato dall'ambasciata svizzera in Italia organizzatrice dell'evento, ha partecipato con l'assessore Alessandra Miglio. Relatori il sindaco di Genova, le autorità portuali, la camera di commercio, il direttore dell'Ufficio federale dei trasporti di Berna, il direttore dell'Hupac e numerosi operatori impegnati nel traffico merci. Ne parleremo nel prossimo numero. (La foto è tratta dalla pubblicazione "I cento anni della Stazione internazionale di Luino", a cura dell'Amministrazione comunale di Luino, Centrostampa Luino, 1982).
Giovanni Mele
ninomele35@gmail.com
(1. continua) 

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