Edizione n. 27 di mercoledì 28 luglio 2021

Garda

Sirmione, nuovo volto del Castello Scaligero

Restaurati i prospetti esterni della darsena
Castello Scaligero_restauro_prospetti_(foto fornite da Studio Esseci)

Anche per il gioiello del lago di Garda, come per molti altri musei e monumenti italiani, la pandemia non è stata solo una sventura. La chiusura al pubblico ha consentito alla Direzione regionale Musei Lombardia - l’istituto del ministero della cultura che gestisce questo e altri centri - di avviare, e in parte completare, nei primi mesi del 2021, l’ambizioso progetto di restauro dei prospetti esterni della darsena del Castello Scaligero di Sirmione.
L’intervento si pone in continuità rispetto ai lavori eseguiti a partire dal 2017 all’interno della darsena e sul fronte nord, a cui erano seguiti l’apertura al pubblico del braccio settentrionale del porto fortificato a marzo 2018, un convegno di studi internazionale nella primavera 2019 e una pubblicazione scientifica dopo pochi mesi.
Nel corso del 2020 è stato redatto il progetto e affidato l’appalto per il restauro dei prospetti esterni nord, est e sud della darsena. A cantiere ultimato, grazie alle opere di pulitura, consolidamento e protezione previste che rimuoveranno annerimenti e patine biologiche, consolideranno distacchi e colmeranno lacune (per citare solo i degradi più diffusi), si potranno apprezzare nuovamente cromie e tessiture delle superfici, in pietra e intonacate. L’edificio riacquisterà un aspetto unitario senza mascherare sia i materiali originali sia i segni lasciati dal passare del tempo. L’impegno di risorse è previsto in circa 600.000 euro per nove mesi di lavori.
PROGETTO E LAVORI
Il primo lotto di lavori, iniziato a fine marzo 2021 e del valore di circa 200.000 euro, si è concentrato sul prospetto sud della darsena, il primo che appare alla vista di chi raggiunge il centro storico di Sirmione. Di comune accordo con l’impresa esecutrice, la Piacenti Spa di Prato, si è deciso di procedere per campate verticali, così da poter ulteriormente ridurre i tempi di permanenza dei ponteggi. Ora si inizia a scoprire circa i due terzi del fronte meridionale, dove i lavori sono già ultimati. Contemporaneamente il cantiere si sposterà sul prospetto est, dove si lavorerà fino all’inizio dell’autunno, per passare successivamente a quello nord.
L’impegno della Direzione regionale non si esaurirà con quest’anno. In vista dell’appuntamento con Brescia-Bergamo capitali italiane della cultura 2023, si sta definendo in questi giorni la prosecuzione del recupero anche delle porzioni affacciate sul porto turistico cittadino. Si prevede che i lavori proseguiranno non solo nel 2021, ma per buona parte del 2022.
Nell’attesa, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio che si terranno il 25 e 26 settembre, la Direzione regionale sta organizzando – in coincidenza con le Giornate Nazionali dei Castelli – un’apertura straordinaria della darsena, chiusa al pubblico ormai da inizio pandemia per la difficoltà di garantire il necessario distanziamento. Grazie al piano di valorizzazione finanziato dal ministero della cultura sarà possibile partecipare a visite guidate per piccoli gruppi, accompagnati dagli architetti e storici dell’arte che lavorano nel museo. Nella stessa occasione, in concomitanza con gli eventi organizzati dall’Istituto Italiano dei Castelli, verranno anche presentati alcuni video che racconteranno il cantiere di restauro, consentendo al pubblico di comprendere il lavoro svolto dietro le quinte da tecnici e restauratori.
FOTO: fasi dei lavori (immagini fornite da Studio Esseci).

Nel fiume Po ritornano gli storioni

Nel Piacentino avanza il corridoio ittico sostenuto da Lombardia, Emilia e Unione Europea – Il progetto replicabile nell'area della diga di Salionze, sul fiume Mincio, dove potrebbe permettere alle anguille la risalita nel lago di Garda

Cinquant'anni fa, la diga della centrale idroelettrica di Isola Serafini, nel Piacentino, bloccò la risalita dei pesci verso la sorgente. All'inizio del 2017 dovrebbe essere consegnato il corridoio realizzato adiacente alla diga, che dovrebbe consentire a undici specie protette, tra cui lo storione, di superare la centrale e completare il loro ciclo riproduttivo.
Il Progetto Life-Conflupo - costo di 4.800.000 euro sostenuto da Lombardia ed Emilia Romagna, e cofinanziato dall'Unione europea che nel 2012 lo ha selezionato tra le candidature presentate da tutti i 27 paesi comunitari - avanza. Al sopralluogo dei lavori del 23 maggio hanno partecipato gli assessori all’agricoltura di Lombardia, Gianni Fava, ed Emilia-Romagna, Simona Caselli.
DALLO STORIONE ALLE ANGUILLE
Il passaggio punta a ripristinare definitivamente le rotte migratorie degli storioni e di altre 10 specie ittiche protette dalla direttiva europea Habitat. Oltre il ripopolamento del fiume Po, dovrebbe anche consentire il monitoraggio di alcune specie ittiche a scopi di studio o anche di turismo, grazie a una speciale vetrata per l'osservazione dei pesci lungo la scala di risalita.
Secondo Fava, «il corridoio di risalita potrebbe essere replicato anche nell'area della diga di Salionze, sul fiume Mincio. In questo caso avremmo la possibilità di permettere la risalita nel Lago di Garda alle anguille».
INVESTIMENTO
Il corridoio dell’Isola Serafini è, come ha dichiarato l’assessora Caselli, «il più importante intervento di questo tipo in Italia e uno dei principali a livello europeo, che va a completare l'opera di ripristino della continuità fluviale, che si sta realizzando anche attraverso la conca di navigazione».
Capofila del progetto è la Regione Lombardia. Sono partner: Regione Emilia-Romagna, Agenzia Interregionale per il fiume Po, Autorità di Bacino del fiume Po, Consorzio Parco Lombardo della Valle del Ticino, Provincia di Piacenza e Provincia di Rovigo, Graia srl-Gestione e Ricerca Ambientale Ittica Acque. Enel Green Power spa, concessionario della diga, è cofinanziatore dell'iniziativa.
L'investimento complessivo è di 7,5 milioni di euro, di cui 3,5 pagati dall'Ue, e altri 3 dal capofila e dai partner e 500.000 euro cofinanziati da Enel Green Power. 

Festival dei Laghi, sigillo regionale su un progetto nato a Luino

Dal 6 ottobre al 15 dicembre dieci spettacoli di musica, teatro e letteratura tra i laghi Maggiore, Lario, Garda, Iseo, Varese e Ceresio

In sei laghi della Lombardia andrà in scena, dal 6 ottobre al 15 dicembre 2017, un calendario di dieci spettacoli di teatro, musica e letteratura. La rassegna, organizzata dall'associazione Festival del teatro e della comicità Città di Luino con la direzione artistica di Francesco Pellicini e la direzione organizzativa di Oscar Masciadri, è stata presentata il 14 settembre a Milano dall'assessora regionale alle Culture, identità e autonomie Cristina Cappellini.
«Il festival dei laghi lombardi rientra nel ricco palinsesto di eventi e iniziative che caratterizzano l'Anno della Cultura, iniziato il 29 maggio a Cremona e che si concluderà il 29 maggio 2018» ha dichiarato Cappellini. Il progetto, che ha riscosso i complimenti anche del presidente Roberto Maroni, ha l'obiettivo di riunire il patrimonio artistico e culturale dei principali laghi lombardi attraverso un grande tour teatrale che coinvolgerà artisti legati direttamente o indirettamente ai luoghi degli spettacoli.

Gli artisti
Sul Lago Maggiore saranno protagonisti la musica di Giorgio Conte e l'umorismo di Marina Massironi; sul Lago di Como il rock di Omar Pedrini e il recital di Enrico Bertolino; sul Lago di Garda le parole di Andrea Vitali e il racconto di Francesco Pellicini & i Delfini di Acqua Dolce; sul Lago di Iseo la poesia di Mogol e il teatro dei Legnanesi; sul Lago di Varese la musica di Angelo Branduardi e sul Lago di Lugano quella dei Sulutumana.
«Ho seguito da vicino le prime idee di Pellicini - ha raccontato Cappellini - e ho apprezzato siano state attuate in breve tempo. Il festival dei laghi lombardi vuole raccontare e trasmettere la valorizzazione delle nostre identità locali e del patrimonio immateriale posto al centro della nostra legge di riordino della cultura e ha anche valenza turistica. La Lombardia non ha il mare ma ha laghi e paesaggi stupendi e da parte dei turisti stranieri c'è un'attenzione crescente per i nostri territori». 

Corridoio ecologico Ceresio-Adriatico, via al progetto tutela delle anguille

All’intesa, finanziata anche da UE e Canton Ticino, partecipano Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto e Aipo
CREVA-Corridoio pesci, lavori 2014

Il corridoio ecologico Ceresio-Adriatico, che passa per il fiume Tresa a Luino, il lago Maggiore, i fiumi Ticino e Po, sta per entrare in servizio. Primi “clienti” della “Autostrada dei pesci” dal lago di Lugano al Mare Adriatico, riattivata dopo oltre mezzo secolo, saranno le anguille, che accusano dagli anni '80 un decremento pari al 99%, tanto che la specie è stata classificata come 'critically endangered'.
L’11 settembre 2017 è stato presentato Il progetto per la conservazione della specie Life per l'anguilla, che coinvolge Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto, Aipo e le Università di Bologna e Ferrara. Il finanziamento è sostenuto anche da Unione Europea (60%), Canton Ticino (già messi 200.000 franchi) e altri cofinanziatori.
GESTIONE UNITARIA DELLA PESCA
Il progetto di tutela e conservazione dell'anguilla, naturale sviluppo del progetto 'Conflupo', è stato inserito tra le azioni previste dal protocollo 'Pesca sostenibile Fiume Po', redatto dal Tavolo tecnico divenuto, il 15 giugno 2017, Consulta per la gestione della pesca e la tutela del patrimonio ittico nel Po. «Un primo tentativo, sottolineava nell'occasione l’assessore regionale all'agricoltura della Lombardia Gianni Fava, per superare, tra le altre cose, una gestione divisa e non coordinata tra 13 province con 13 regolamenti autonomi e indipendenti della pesca».
AZIONI PREVISTE
L’area abbraccia il bacino idrografico del Po nelle quattro regioni interessate dalla specie e comprende la riconessione e sviluppo dell'anguilla nei laghi Maggiore, Lugano e Garda.
Tra le principali azioni previste lungo i corsi d'acqua figurano: 1) passaggi specifici per pesci e anguille e sistemi di monitoraggio; 2) interventi di 'restituzione' verso il mare aperto dei riproduttori maturi, per supportare la riproduzione della specie; 3) supporto alla popolazione selvatica tramite riproduzione artificiale, anche a salvaguardia delle attività socio-economiche collegate allo sfruttamento della specie.
DA CREVA A ISOLA DEI SERAFINI
A Creva di Luino (Varese), il 5 maggio 2014, fu inaugurata la “scala” alla centrale idroelettrica sul fiume Tresa, che consente gli spostamenti delle specie ittiche dei laghi Maggiore e Ceresio.
L’ultima tappa dei lavori è stata, il 27 febbraio 2017, la messa in funzione del passaggio per pesci sulla diga della centrale idroelettrica di Isola Serafini (Piacenza). Dopo oltre 50 anni è stata così ripristinata la connessione ecologica del Po e riaperto il corridoio che, attraverso il fiume Ticino e il lago Maggiore, collega l'Adriatico sino a Lugano.
Il contesto agisce direttamente sulla conservazione di 40 specie ittiche native; di queste almeno 15 sono endemismi o sub-endemismi, presenti nel reticolo idrografico del Po, come lo storione cobice e l'anguilla. 

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