Edizione n.20 di mercoledì 9 giugno 2021

Carlo Toniato

“La donna il lavoro il sogno”, il mondo femminile e la sua forza di trasformazione tra ottocento e novecento

“La donna il lavoro il sogno” è il titolo di un agile e colto volume contenente dodici saggi di autori vari che analizzano l’universo femminile da prospettive differenti e che insieme vanno a costituire l’immagine completa della donna nell’arco di tempo di circa un secolo, tra ottocento e novecento.
Il libro, curato da Enrico Grandesso e Carlo Toniato, presenta cinque capitoli che individuano gli ambiti d’azione, le interferenze, gli apporti, le innovazioni in cui la presenza della donna evidenzia la sua sapientia quale segno che si caratterizza per incisività e non raramente potenza propulsiva alla trasformazione.
Sulla scena del testo si presenta una serie di donne che costituisce l’universo femminile in quanto gli autori dei saggi esprimono tutti gli ambiti in cui la donna viene a trovarsi sia per condizione, sia per scelta di vita.
Il volume si apre con il saggio relativo di Emanuela Favero all’identità – "Dell’identità" – in cui l’autrice individua nel «parlar con l’anima» la caratteristica che connota l’essenza femminile, attribuendo a questo elemento anche la valenza della forza, che si materializza come espressione spogliata da componenti distruttive nella danza: linguaggio di sentimento, testimonianza della modalità femminile di comprendere e generare il mondo.
Due lunghi saggi sono dedicati a “Le coordinate giuridiche” analizzando l’evoluzione durante il secolo scorso della legislazione in rapporto alla tutela di parità, concetto che, qui si sottolinea, prescinde dalle differenze di genere e quindi «potrà in futuro valere anche a tutela del genere maschile, per cui della lotta per la parità fatta dalle donne beneficeranno anche gli uomini.»
Il corpo centrale di “La donna il lavoro il sogno” è occupato da una serie di saggi che presentano la figura femminile nell’ambito della letteratura, sia come ispiratrice di scrittori e poeti, sia come personalità che rivendica attraverso la scrittura un posto proprio e come donna, e come autrice, non dimenticando un aspetto cruciale che riguarda il ruolo dell’emotività nel campo professionale. A tale proposito il saggio di Marcello Bernacchia “Il fuoco che solo consuma: alcune riflessioni su genere e burnout” illustra l’investimento emotivo come fattore determinante nella qualità del lavoro.
Quattro saggi sono dedicati al sogno, alla facoltà onirica di progettare il mondo secondo il canone del sentimento o di quello più bruciante, divorante, della passione, entrambi dichiarazione della responsabilità di entrare nelle cose, così che affiori visibile la dignità del femminile.
Infine, accanto al saggio sull’ironia di cui le donne si dotano per sopravvivere in condizioni infelici, si pone quello sulla donna nell’arte dal Romanticismo fino ai giorni nostri: l’autrice, Barbara Codogno, dopo aver esaminato il femminile come ispiratore in pittura e scultura e come artista, esprime che «Sono i nuovi linguaggi del contemporaneo che permettono alla donna di lasciare liberi i suoi sogni e di manifestarli anche nell’accezione di denuncia verso quel linguaggio “artistico-politico” maschile che ha lungamente esercitato un potere castrante, coercitivo e violento sul genere femminile».
Tutti i saggi hanno il pregio di focalizzare incisivamente il senso e le conseguenze del rapporto che intercorre tra la donna e l’ambito in cui si trova ad agire da protagonista, e in cui porta la sua “sapientia” arcaica, mondo pressoché sconosciuto al maschile, tranne a quello che ha deciso di porre ascolto e attenzione alla complessità trasformativa dell’universo femminile.
Adriana Gloria Marigo

-----“La donna il lavoro il sogno” a cura di Enrico Grandesso e Carlo Toniato, Egon edizioni, pagg. 150, euro 15. 

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