Edizione n.39 di mercoledì 1 dicembre 2021

Prima pagina

Turismo a Varese, estate 2016 meglio dell’effetto Expo

Rispetto al 2015 particolarmente positivo il turismo internazionale - Quasi 1 milione di arrivi nei soli primi nove mesi

Buone notizie dal fronte turistico tra i Sette Laghi nel 2016. Da gennaio a settembre gli arrivi hanno sfiorato quota un milione (994.955), 1,4% in più sul dato del medesimo periodo 2015, che incorporava l’effetto Expo. Lo rileva la Camera di Commercio di Varese dai dati provvisori sui flussi turistici (Osservatorio Flussi Turistici Provincia di Varese su dati Eupolis Lombardia–Istat).
Va subito aggiunto che, se i turisti esteri in provincia di Varese registrano un incremento del 5,9% (605.317, il 61% del totale), sono invece in diminuzione gli arrivi di italiani (-4,9%). «Quest’attenzione nei confronti della destinazione Varese anche nel dopo Expo – ha commentato il presidente della Camera di Commercio, Giuseppe Albertini – costituisce il miglior viatico verso quell’impegno di valorizzazione turistica che la legge regionale attribuisce proprio alle Camere di Commercio in sinergia con la stessa Regione e in collaborazione con gli altri enti locali».
FLUSSI INTERNI
Sostanzialmente invariate rispetto al 2015 appaiono le giornate di soggiorno nel 2016 (1.696.670 presenze). Le cifre, provvisorie e ancora incomplete, probabilmente saranno migliori a consuntivo chiuso.
Durante il trimestre estivo l’andamento è stato positivo, in particolare quello dei flussi interni alla Lombardia. Da luglio a settembre 2016 hanno visitato Varese oltre 61mila turisti provenienti dalle province lombarde, quasi 10mila in più rispetto al medesimo periodo 2015. La permanenza complessiva ha sfiorato le 130mila giornate, 32mila in più rispetto all’analogo periodo 2015.
REDDITIVITÀ ALBERGHIERA
«Il fatto che i numeri tengano anche a un anno dall’Esposizione Universale ci fa particolarmente piacere – ha affermato il presidente provinciale di Federalberghi Frederick Venturi – così come è positivo per il nostro territorio il costante recupero di Malpensa. Certo, per il mio settore alberghiero rimane il problema di una redditività che resta bassa. L’interesse per il territorio è però un elemento che ci aiuterà nel migliorare questo fattore, che è decisivo per l’efficienza operativa delle nostre strutture».
TARGET STRANIERO
Più gratificante invece il target straniero. Sempre nel trimestre estivo, in aumento si sono rivelati gli arrivi dai principali paesi esteri: Regno Unito (+38%), Germania (+12%), Belgio (8,4%), Paesi Bassi (7,5%). Fa eccezione la Cina con un calo del 40% delle presenze, probabilmente poiché nel 2015 questo dato era fortemente influenzato dagli arrivi per Expo. 

Varese, l’ultima dimora di Tutankhamon

Al Museo Castiglioni di Villa Toeplitz ricostruita in scala reale la tomba del “Faraone bambino” – La mostra aperta fino al 12 febbraio 2017
locandina

A Varese, dopo la mostra “Pashed, l’artista del faraone”, il Museo Castiglioni di Villa Toeplitz (viale Vico 46) ospita, fino al 12 febbraio 2017, la ricostruzione in scala reale della camera funeraria di Tutankhamon e la riproduzione della vita del popolo egizio di quell’epoca. L’esposizione “L’Egitto di Tutankhamon” è curata dall’etnologo, antropologo, archeologo e cineasta Angelo Castiglioni, che ha donato al Comune di Varese i reperti e gli oggetti recuperati nel corso di sessant'anni di ricerche nel continente africano.
Due gli aspetti in rilievo dell’antica civiltà: manufatti, arte plastica, strumenti di uso quotidiano e oggetti di popolazioni africane che hanno mantenuto, fino a pochi decenni fa, abitudini di vita, usanze e utensili rimasti inalterati nel corso dei millenni. La camera funeraria del giovane sovrano è stata ricostruita fin nei più piccoli dettagli con la collaborazione di egittologi, artigiani, architetti, fotografi, tecnici informatici e del colore.
Oltre all’omaggio a Tutankhamon, sono stati evidenziati gli usi, i costumi, i metodi di lavoro, gli attrezzi, gli strumenti che, sopravvissuti alla storia, sono stati raccolti dai fratelli Castiglioni nell’Africa nera degli anni ‘60, ‘70 e ‘80 e documentati in un filmato che mette a confronto il passato con il presente.
Completano il percorso il racconto del complesso rito funebre dell’Egitto faraonico, lo studio di Howard Carter, l’archeologo scopritore della tomba del “Faraone bambino”, e le fotografie d’epoca della storica scoperta nel 1922.
L’esposizione, organizzata dall’associazione culturale Conoscere Varese di Monvalle con il patrocinio della Fondazione Comunitaria del Varesotto Onlus, ha richiesto tre anni di studi e progetti e uno per la costruzione. Alla realizzazione hanno contribuito i professori Alessandro Roccati (Università di Torino e della Sapienza di Roma), Emanuele Ciampini (Università Ca’ Foscari di Venezia), Paola Zanovello (Università degli Studi di Padova). 

Canton Ticino, a Rancate sculture lignee dal XII al XVIII secolo

Alla Pinacoteca Zust, dal 16 ottobre 2016 al 22 gennaio 2017, mostra di madonne, crocifissi, compianti, busti e polittici di musei, chiese e monasteri ticinesi allestita da Mario Botta
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Una carrellata di sculture di legno dal XII al XVIII secolo allestita da Mario Botta a Rancate (Mendrisio). È la mostra di madonne, crocifissi, compianti, busti, polittici e anche un presepe provenienti da musei, chiese e monasteri del territorio ticinese ed esposti dal 16 ottobre 2016 al 22 gennaio 2017 alla Pinacoteca Züst.
Le opere testimoniano una tradizione artistica che raggiunse spesso vertici europei. Furono realizzate dagli stessi artisti attivi a Milano e nelle altre città dell’attuale Lombardia, ma anche nelle regioni oggi conosciute come Piemonte, Liguria, Romagna. In mostra giungono dopo una revisione e talvolta restauri eseguiti in collaborazione con l’Ufficio dei beni culturali cantonale.
La rassegna è stata curata da Edoardo Villata, affiancato dagli studiosi (svizzeri e italiani) Lara Calderari, Laura Damiani Cabrini, Matteo Facchi, Claudia Gaggetta, Anastasia Gilardi, don Claudio Premoli, Federica Siddi.
Informazioni: Pinacoteca cantonale Giovanni Züst, Rancate (Mendrisio), tel. +41(0)91.816.4791; decs-pinacoteca.zuest@ti.ch; www.ti.ch/zuest.
Orari: da martedì a venerdì: 9-12 / 14-18; sabato, domenica e festivi: 10-12 / 14-18. Chiuso: il lunedì; 24, 25 e 31/12; aperto: 1/11; 8, 26/12; 1, 6/01. Biglietti: intero 10 chf (si accettano euro); ridotto (pensionati, studenti, gruppi) 8. Visite guidate anche fuori orario su prenotazione.  

Cerro di Laveno, con il Midec le Giornate Europee del Patrimonio

Nuova iniziativa il 24 e 25 settembre del Museo internazionale design ceramico, secondo lo spirito «Conoscere il nostro patrimonio promuove la creatività e la curiosità, il senso critico e l’affettività, l’appartenenza e la partecipazione attiva a ciò che ci circonda». Il Midec parteciperà infatti alle “Giornate Europee del Patrimonio” promosse dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.
Il tema scelto per l’edizione #GEP2016, per iniziativa del Consiglio d’Europa, è la partecipazione al patrimonio. A Cerro di Laveno-Palazzo Perabò saranno diverse le attività e visite guidate che i visitatori avranno a disposizione.
Così il programma
Sabato e domenica alle 15-16-17, visite guidate alla collezione del museo a cura di guide volontarie dell’Associazione Amici del MIDeC.
Sarà possibile ammirare la ricca collezione permanente che raccoglie opere provenienti per lo più dalla Società Ceramica Italiana-Richard Ginori di Laveno, scoprire alcuni degli oggetti più importanti delle collezioni e rivivere la storia industriale delle ceramiche lavenesi attraverso un filmato con immagini storiche di luoghi, momenti e persone provenienti dall’archivio Beltrami.
Si potrà inoltre visitare la mostra temporanea “Antò” che mette in scena l’attività degli ultimi cinque anni di Antonia Campi e Antonella Ravagli, dal 2011 al 2015. L’acronimo Antò si deve proprio ad Antonia (Neto per gli amici) Campi e sigilla l’incontro, il confronto e il lavoro tra l’artista/designer valtellinese (ma di fatto “cittadina” di Laveno per decenni) con Antonella Ravagli, ceramista faentina (classe 1963). La mostra “Antò” è visitabile anche da non udenti perché corredata di filmati didattici con la traduzione in LIS (lingua dei segni).
Costo: visita guidata gratuita + biglietto di ingresso 5 euro per adulti, 3 per studenti e over 65.
Sabato 24 settembre alle 10, laboratorio creativo adulti e bambini a partire dai 6 anni: “Parole con-crete” a cura di Tiziana Figus; visita alla mostra “Antò” e a seguire gioco con lettere e parole e decorazione della propria originale opera in argilla. Costo 5 euro a partecipante.
Domenica 25 settembre alle 10, laboratorio didattico per adulti e bambini a partire dai 6 anni: ”Ceramica e natura”  a cura di Sarah dalla Costa; visita alle opere di Antonia Campi della collezione permanent; a seguire si potranno realizzare piccoli oggetti d’uso quotidiano in argilla ispirati alla natura. Costo 7 euro a partecipante.

Sismi, tra Lombardia e Piemonte un "grande fratello" satellitare per mappare territorio

A disposizione di ingegneri e architetti i dati di un megaosservatorio con 30 stazioni

Permette a professionisti, ingegneri e architetti di rendere precise al millimetro le misurazioni geografiche e topografiche direttamente sul territorio. È lo Spin Gnss (Servizio di Posizionamento Interregionale Gnss), un megaosservatorio satellitare ipertecnologico, realizzato in collaborazione tra Regione Lombardia e Regione Piemonte.
Lo ha presentato a Milano il 14 settembre l’assessora regionale al territorio, Viviana Beccalossi, nel corso di un seminario a Palazzo Lombardia.
Questa sorta di 'Grande Fratello' è composta da 30 stazioni permanenti, di cui 15 lombarde e 15 piemontesi. Le stazioni permanenti Gnss sono dotate di ricevitori geodetici multicostellazione aperti all'uso delle costellazioni Gps e Glonass e delle future costellazioni Galileo e Compass.
GRANDI ANTENNE IN ACCIAIO
Ciascun ricevitore è collegato a un'antenna Gnss calibrata individualmente. La monumentazione delle antenne è stata realizzata utilizzando pali in acciaio inossidabile o in calcestruzzo, ancorati alle strutture portanti degli edifici pubblici che ospitano le stazioni.
I "Grandi Occhi" satellitari sono a disposizione della collettività, degli operatori professionali, pubblici e privati, che debbano effettuare misure Gnss per rilievi topografici, cartografici e catastali, per monitoraggi degli spostamenti delle opere infrastrutturali e dei versanti, e per la corretta geolocalizzazione degli oggetti che popolano le banche dati territoriali.
VERSO IL FASCICOLO DEL FABBRICATO
Il progetto è importante e innovativo. Secondo Beccalossi, la 'messa a sistema' delle conoscenze territoriali è alla base della prevenzione dei rischi e della gestione di eventi catastrofici.
«Ricordo – ha dichiarato l’assessora - che dopo i tragici eventi sismici che hanno colpito il Centro Italia si torna a parlare dell'importanza del fascicolo del fabbricato, documento che raccoglie tutte le informazioni sull'edificio, come la mappatura e la collocazione geografica. Ebbene, in questo caso la precisione e la qualità del dato sono davvero importanti. Lo Spin Gnss fornirà informazioni di una precisione che rasenta la perfezione».  

INTERVENTO - Castiglione Olona, il Comune lancia un appello per completare il recupero dei cicli pittorici di Palazzo Branda Castiglioni

Il governo Renzi ha deciso di lanciare una campagna che coinvolge i cittadini nel proporre un luogo culturale da recuperare o salvaguardare allo scopo di restituirlo alla propria città. Per far questo ha creato l’indirizzo mail bellezza@governo.it tramite il quale è possibile scrivere, entro il 31 maggio, segnalando il bene storico/artistico meritevole di essere valorizzato, accompagnato da una breve motivazione. Una commissione ad hoc valuterà le richieste ricevute ed indicherà le realtà che necessitano maggiormente di essere finanziate.
Di fronte a questa grossa opportunità, Palazzo Branda Castiglioni non può restare indifferente e chiede un piccolissimo ma concreto e sostanzioso aiuto al fine di poter riportare l’intera ala ‘300 esclusa dal percorso museale al suo originale splendore. Un primo intervento stratigrafico con saggi alle pareti eseguito sotto la direzione della Soprintendenza milanese ha infatti portato alla luce quelli che potrebbero essere dei cicli pittorici appartenuti al periodo del Cardinale Branda Castiglioni (Sec. XV).
Un pool di esperti del ministero per i Beni e le Attività Culturali, coadiuvati da qualificati collaboratori del settore, hanno confermato la validità dei ritrovamenti e sono già stati avviati i contatti con la direzione dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze per studiare un approfondito piano d’intervento.
«Ci troviamo ad affrontare – spiega l’assessora alla Cultura Graziella Magnoni – quello che potrebbe essere un importante ritrovamento pittorico in grado di incrementare il patrimonio storico artistico nazionale. La situazione venutasi a creare è simile a ciò che accadde in questo edificio nel 1982 quanto, partendo da una semplice ricerca stratigrafica, riportammo alla luce la Cappella di San Martino attribuita dai massimi studiosi internazionali a Lorenzo di Pietro detto “il Vecchietta” e considerata tutt’ora uno dei principali ritrovamenti del primo Rinascimento italiano».
Il Comune di Castiglione Olona non ha risorse economiche per poter finanziare l’intervento ed è per questo che lancia l’appello ed invita tutti a scrivere all’indirizzo e-mail bellezza@governo.it copia/incollando la seguente frase:
“Il palazzo del cardinale Branda Castiglioni in Castiglione Olona (Sec. XIV-XV) non smette di stupirci. Sappiamo che cicli pittorici di grande valore sono stati coperti nei secoli passati. Aiutateci a riportarli al loro antico splendore. Masolino da Panicale e il Vecchietta ci lanciano il loro appello per restituire al Palazzo del cardinale Branda il giusto valore ed il posto che merita nella storia dell’arte italiana”.
Musei Civici Castiglione Olona

Nuova galleria del San Gottardo, a giugno inaugurazione, a dicembre messa in servizio

Settimana di festa per la galleria ferroviaria più lunga del mondo

Con la prima corsa di un treno merci comincerà, venerdì 3 giugno, l’attività della nuova galleria del San Gottardo che, con i suoi 57 chilometri, è la più lunga galleria ferroviaria del mondo. Per festeggiarla, il giorno prima, martedì 31 maggio, i vertici delle Ferrovie Federali Svizzere hanno incontrato le autorità nazionali e i ministri dei trasporti di numerosi Paesi del mondo.

Il treno partirà da Flüelen in presenza di Andreas Meyer, ceo Ffs, Peter Füglistaler, direttore dell’Ufficio federale dei trasporti, e Urban Camenzind, consigliere di Stato del Cantone Uri.
La grande festa popolare per l'inaugurazione sarà celebrata sabato 4 giugno nell’area di Rynächt ed Erstfeld e si concluderà domenica 5 giugno a Pollegio.
Per la messa in servizio, bisognerà aspettare l’11 dicembre 2016, quando entrerà in vigore il cambio orario 2016/17.
7 TRENI OGNI ORA
Da quel momento, grazie alla formazione di 3900 persone e l’equipaggiamento di impianti e stazioni con il sistema di segnalazione in cabina di guida ETCS Level 2, circoleranno fino a cinque treni merci e due treni viaggiatori l’ora per ogni direzione. Per il traffico merci significherà collegamenti sull’asse nord-sud del San Gottardo non solo più numerosi e rapidi, ma anche più affidabili e pianificabili per i clienti, poiché sarà possibile escludere gran parte delle interruzioni della tratta dovute alle condizioni meteorologiche.
Con la nuova galleria del San Gottardo il Ticino e la Svizzera tedesca, come pure il Ticino e la Svizzera romanda, saranno più vicini, il che creerà nuove opportunità di mercato per i clienti Cargo. Saranno possibili diversi recapiti e consegne quotidiani da e verso i principali centri del Ticino e la frutta e la verdura raccolta in Ticino e nell’Italia del Nord potrà arrivare nelle filiali della Svizzera romanda già il mattino successivo.
Per il traffico di transito internazionale, la nuova galleria costituirà un primo importante passo verso la ferrovia di pianura attraverso le Alpi, che dal 2020 consentirà fino al 20 per cento di aumento del volume del traffico sull’importante corridoio europeo da Rotterdam a Genova. La condizione, naturalmente, è che anche nei Paesi confinanti – Germania e Italia – siano completate le necessarie vie d’accesso.

COLLEGAMENTI PIÙ RAPIDI PER IL TICINO E MILANO
Nel traffico viaggiatori i passeggeri potranno usufruire di collegamenti più frequenti, treni moderni e tempi di viaggi nettamente più brevi.
Dal 2020, quando sarà in funzione anche la galleria di base del Ceneri, il viaggio da Zurigo a Lugano durerà meno di due ore e Milano disterà da Zurigo meno di tre ore. La riduzione dei tempi di viaggio sull’asse nord-sud sarà progressiva. Fino alla messa in servizio della galleria di base del Monte Ceneri sarà, infatti, in vigore un orario che tiene conto di diversi cantieri lungo questa linea, che in questa fase portano a minori guadagni in termini di tempi di percorrenza. Tuttavia, già da dicembre 2016, il viaggio da Zurigo e da Zugo verso il Ticino sarà circa 25 minuti più breve rispetto a oggi.
NUOVI TRENI E CAPACITÀ IN PIÙ
Attualmente, circa 9000 viaggiatori attraversano ogni giorno il San Gottardo con le Ffs. Entro il 2020 la domanda dovrebbe aumentare sensibilmente ad almeno 15000 viaggiatori al giorno. Le Ffs investono in nuovo materiale rotabile internazionale per il traffico nord-sud. Da novembre 2014 vengono gradualmente introdotti otto nuovi elettrotreni del tipo ETR 610 e dalla fine del 2019 sull’asse nord-sud circoleranno 29 nuovi elettrotreni di Stadler Rail.
Inoltre l’attuale flotta nazionale sarà adeguata alle più severe norme di sicurezza applicate nella nuova galleria del San Gottardo. Si tratta di 18 ICN, 13 locomotive e 127 carrozze IC standard, che saranno operativi entro la fine del 2016.
25 PROGETTI DI COSTRUZIONE ENTRO IL 2020
Il rinnovato asse nord-sud del San Gottardo raggiungerà la completa operatività nel 2020, con la messa in servizio della galleria di base del Monte Ceneri (2019) e del corridoio di 4 metri (2020).
Fino a quel momento le linee d’accesso saranno interessate da 25 progetti di costruzione, come lo “Zugersee Ost”, il risanamento del binario dell’Axen lato lago, il nodo ferroviario di Bellinzona, oltre a numerosi adattamenti di gallerie in Ticino. La densità di interventi in tempi ristretti costituisce una grande sfida per la stabilità dell’orario. Numerosi provvedimenti nei settori materiale rotabile, costruzione ed esercizio dovrebbero, però, consentire alle Ffs di ridurre al minimo le conseguenze per i clienti fino alla conclusione dei progetti. 

Elisoccorso, da luglio voli notturni da Como e anche Brescia

In Lombardia in funzione entro giugno 50 siti dove atterrare di notte

Da luglio in Lombardia volerà di notte un secondo elicottero del 118, oltre quello di Como. Al volo notturno sarà abilitato anche l'elicottero della base di Brescia. I due elicotteri consentiranno un servizio più puntuale, specialmente per le zone montane o disagiate.
All'abilitazione del secondo elicottero si affianca un’altra grande novità, i cosiddetti Siti Hems, i luoghi cioè non convenzionali - come i campi sportivi - per l'atterraggio dell'elicottero. In Lombardia ne sono stati individuati, e saranno in funzione entro giugno, 52 e oltre 50 sono in via di abilitazione.
ELISOCCORSO NOTTURNO - Con l'applicazione sul territorio nazionale, dal 28 ottobre 2014, del Regolamento Europeo 965/2012, l'elisoccorso notturno in Lombardia si apre ad una nuova prospettiva. La normativa lascia prevedere un impiego più razionale, ma anche più esteso, della risorsa elicottero in orario notturno. La possibilità di disporre di elisuperfici abilitate al volo notturno è oggi alla portata di pochi tra i comuni di medie-piccole dimensioni.
L'individuazione di Siti Hems in aree non convenzionali - come campi sportivi o altre con precise caratteristiche, collocate in punti ritenuti logisticamente strategici per l'elisoccorso - rappresenta un valore aggiunto soprattutto per i Comuni situati in zone disagiate per viabilità e orografia del territorio. 

Biella Oropa, ritorno dei piemontesi nel mondo

Dall’8 al 15 luglio 2016 appuntamento a racconti, memorie e speranze di ieri e di oggi

A Oropa Biella appuntamento nella seconda settimana di luglio per chi si trova lontano dalla terra natia, per chi non ha mai dimenticato le proprie radici e «per chi non ha mai dimenticato quel legame e quell’affetto reciproco per la Madonna Nera che si porta sempre nel cuore».
Il Santuario di Oropa invita tutti i piemontesi all'estero a fare, nell’anno del Giubileo, «un ritorno a casa». La manifestazione, patrocinata dalla Regione Piemonte e da molti altri enti istituzionali, vuole favorire incontro e scambio di racconti, sapori, aneddoti e far rivivere, con gli occhi del presente, luoghi e storie di un passato tramandato di generazione in generazione e appartenente a tutti i piemontesi, ovunque essi siano.
Si inizierà venerdì 8 luglio per poi proseguire con incontri, concerti, degustazioni e testimonianze che si svolgeranno a Oropa fino a domenica 10 luglio. Da lunedì 11 a venerdì 15 luglio saranno organizzate escursioni in località diverse del Piemonte, in particolare nei musei che si sono occupati di emigrazione.
MOSTRE E MUSEI
A testimonianza dei diversi cammini intrapresi dai milioni di emigrati piemontesi, a Oropa saranno allestite due mostre: la mostra fotografica “Verso terre lontane. Foto d’epoca sull’emigrazione dal Biellese”, a cura del Centro di Documentazione sull’Emigrazione di Donato, e la mostra documentaria “Un cammino verso il mondo: i Gianadda da Curino a Martigny”, a cura del Rotary Club di Valle Mosso, della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, dell’Istituto E. Bona, del Doc.BI e della Fondazione Gianadda.
Nella settimana successiva, dal 11 al 15 luglio, sarà possibile visitare il Museo Regionale dell’Emigrazione dei Piemontesi nel Mondo a Frossasco e al Monumento "Ai Piemontesi nel mondo" a San Pietro Val Lemina (Torino), il Museo dello Spazzacamino–Museo Regionale dell’Emigrazione Vigezzina nel Mondo a Santa Maria Maggiore (VB), l’Ecomuseo dell’Alta Valle del Cervo, il Centro di Documentazione sull’emigrazione di Donato, il Museo dell’Emigrante di Roasio, la Fondazione Sella a Biella, la Fabbrica della Ruota (ex Lanificio F.lli Zignone) a Pray, il Ricetto di Candelo, la Città di Biella, altre realtà piemontesi nel Lago Maggiore e nelle Langhe e, chi desideri, potrà fare richiesta per visitare il proprio paese di origine.
ALBERO GENEALOGICO BIELLESE
L’evento di Oropa sarà non solo l’occasione per riscoprire i luoghi e i sapori di casa, ma anche per raccontare e per raccontarsi. Partecipanti e studiosi ricorderanno il tempo in cui il Piemonte era il punto di partenza di chi cercava fortuna altrove. Emigrati di ieri e di oggi potranno confrontarsi sulle diverse prospettive e necessità che li hanno portati a lasciare le proprie case per compiere una scelta di vita in grado di cambiare il proprio destino.
Per gli emigrati di origine biellese in particolare, si darà la possibilità di stabilire contatti per costruire l’albero genealogico della propria famiglia. Gli organizzatori stanno raccogliendo le manifestazioni di interesse per avviare progetti di ricerca e di sviluppo per agevolare la consultazione degli archivi.
Informazioni: Santuario di Oropa (tel. +39 015 25551200; email: linda.angeli@santuariodioropa.it; www.santuariodioropa.it). 

Lago Maggiore, la Lombardia chiede alla Svizzera di innalzare il livello

Sollecitato a Roma un intervento presso Confederazione e Canton Ticino

«La siccità rischia di procurare nei prossimi mesi danni gravissimi all'agricoltura e all'ecosistema lombardo». È l’allarme della Lombardia, che sollecita Roma a rinegoziare con Berna un livello più alto del lago Maggiore.
L’assessore regionale al territorio, urbanistica e difesa del suolo Viviana Beccalossi ha invitato il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti a intervenire sulla gestione dell'acqua nei principali laghi e fiumi lombardi. «Non possiamo solo sperare che nelle prossime settimane piova o nevichi abbondantemente per risolvere la situazione» ha spiegato.
La situazione di tutti i laghi lombardi è critica e, potenzialmente ancora di più, quella del Lago Maggiore e del fiume Ticino. La gestione di questi due bacini è regolata da accordi internazionali, che richiedono tempo prezioso per essere rinegoziati. «E' necessario regolare il lago per stoccare il maggior quantitativo possibile di acqua, che poi possa essere rilasciata nel Ticino durante la primavera e l'estate» ha aggiunto Beccalossi.
UN METRO E MEZZO IN PIÙ
Al ministro l’assessore ha chiesto di intervenire ufficialmente con il Governo svizzero e con il Canton Ticino, perché si ridiscutano i livelli del Lago Maggiore, innalzandolo di 1,50 metri sopra lo zero idrometrico.
«Per farlo – ha continuato l'assessore - l'Italia deve mettere sul piatto la situazione critica, che in questo momento contrasta con gli interessi dei gestori delle dighe in Svizzera, che storicamente trattengono l'acqua a monte del Lago Maggiore». Occorre, a suo avviso, andare oltre l’accordo raggiunto nel 2015 per regolare il livello a +1,25 metri. «Ora è necessario fare di più. Non possiamo perdere ulteriore tempo, dato che la situazione è potenzialmente la più grave degli ultimi dieci anni».  

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