Edizione n.38 di mercoledì 24 novembre 2021

Prima pagina

Varese, sanità e medicina nel Risorgimento

Incontro dell'Associazione Mazziniana Italiana con Giuseppe Armocida e Pier Maria Morresi
Associazione Mazziniana Italiana

Le caratteristiche dell’organizzazione sanitaria e l’evoluzione della medicina nel Risorgimento con particolare riguardo a ciò che accadeva nelle nostre terre. Ne parleranno lunedì 8 novembre 2021 (ore 18) nel Salone Estense di Varese due medici noti nella città.
La conferenza su “Ammalarsi e guarire nel Risorgimento” sarà tenuta da Giuseppe Armocida, per lunghi anni docente di Storia della medicina all’Università dell’Insubria e attualmente presidente della Società Storica Varesina, e da Pier Maria Morresi, già presidente dell’Ordine dei medici e ora presidente della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Varese, fondata nel 1862 e diretta da Giuseppe Garibaldi come primo presidente onorario. Introdurrà il presidente dell'organizzatrice Associazione Mazziniana Italiana sezione di Varese, Leonardo Tomassoni. Potranno assistere solo le persone munite di green pass e di mascherina nel numero massimo di cinquantasei.

Scoperto scoiattolo made in Sud

Esclusiva di Basilicata e Calabria una nuova specie di mammifero individuata da un team di ricercatori italiani coordinato dall'Università degli Studi dell'Insubria -
scoiattolo (sciurus meridionalis), CREDITS: Photograph by Antonio Mancuso

L'Italia conferma il suo primato di Paese europeo con la maggior biodiversità
Gli scoiattoli presenti in Calabria e Basilicata appartengono a tutti gli effetti a una nuova specie di scoiattolo. Parola di un team di ricercatori italiani coordinato dall'Università degli Studi dell'Insubria.
Lo scoiattolo meridionale (Sciurus meridionalis) è “parente stretto” dello scoiattolo comune europeo, detto anche scoiattolo rosso (Sciurus vulgaris), che è presente in tutto il resto d'Italia, ad eccezione di Sicilia e Sardegna. Sua caratteristica è una colorazione nera con il ventre bianco, a differenza dello scoiattolo comune europeo che ha una colorazione che può variare dal rosso-arancione al bruno scuro. Le sue peculiarità erano state riconosciute già dal 1900 e ora hanno avuto una conferma scientifica.
GRUPPO DI RICERCA
Il gruppo di lavoro, che ha individuando la nuova specie di scoiattolo, è costituito, oltre che dall'Università dell'Insubria, da Università di Milano Bicocca, Università di Firenze, Museo La Specola, Università della Calabria, Museo di Storia Naturale della Calabria ed Orto Botanico, CNR, Istituto per lo Studio degli Ecosistemi e dalla Società Italiana per la Storia della Fauna “G. Altobello”.
«La certezza di trovarsi di fronte a una nuova specie è giunta dopo aver analizzato un grande quantitativo di dati genetici e morfologici» raccontano Adriano Martinoli, Damiano Preatoni e Lucas Wauters, che operano nell'Unità di Analisi e Gestione delle Risorse Ambientali del Dipartimento di Scienze Teoriche e Applicate dell'Università degli Studi dell'Insubria. «I ricercatori del nostro gruppo integrato e multidisciplinare sono così giunti alla pubblicazione del lavoro sulla rivista scientifica Hystrix the Italian Journal of Mammalogy, che è la quarta al mondo per importanza tra tutte le riviste che si occupano di zoologia».
SPECIE A RISCHIO
La Penisola italiana ospita più di 58.000 specie animali note, tra cui circa 1300 di vertebrati. Di questi il 5% sono esclusivi dell'Italia come pure circa il 10% degli invertebrati italiani. Un patrimonio unico di biodiversità che dovremmo diventare capaci sempre più di percepire e valorizzare.
«Purtroppo - spiega il professor Martinoli - la scoperta della nuova specie che risulta essere un endemismo dell'Italia, ovvero una specie presente soltanto nel nostro Paese, una “esclusiva tutta italiana”, ci spinge anche a evidenziare che la specie potrebbe già risultare a rischio di estinzione, sia per la riduzione degli habitat, sia per la competizione con le specie di sciuridi alloctone, ossia introdotte artificialmente dall'uomo, come lo scoiattolo grigio (Sciurus carolinensis) di provenienza nord americana e lo scoiattolo variabile (Callosciurus finlaysonii) dal sud est asiatico, delle vere e proprie forme di inquinamento biologico incentivate dall'uomo». 

Varese, un viaggio tra piccoli gioielli sparsi nelle castellanze e nelle frazioni

Dal 13 al 21 novembre 2021 mostra «Vivi Papi e le piccole chiese di Varese. Immagini di un patrimonio da conoscere»
Chiesa Schirannetta Bobbiate_foto Vivi Papi_277-1965

Un viaggio nel tempo tra piccoli gioielli, spesso “minori” solo per dimensioni, sparsi nelle castellanze e nelle frazioni di Varese. È la mostra «Vivi Papi e le piccole chiese di Varese. Immagini di un patrimonio da conoscere», organizzata dal 13 al 21 novembre 2021 dall’International research center for local histories and cultural diversities dell’Università dell’Insubria, da Italia Nostra Varese, Foto Club Varese e Acli Arte e Spettacolo.
L’inaugurazione è per venerdì 12 novembre alle 17.30 a Varese, allo Spazio espositivo Acli di via Speri della Chiesa Jemoli 7/9, con una conferenza del professor Andrea Spiriti.
L’arco temporale degli scatti spazia dalla metà degli anni Sessanta ai primi Duemila ed è tale da consentire anche un viaggio nel tempo, recuperando situazioni e ambienti che sono in parte mutati. In particolare, saranno esposte foto di Santo Stefano a Bizzozero, della chiesetta di San Cassiano e della cappella di San Rocco a Velate, della «Schirannetta» a Bobbiate, di Santa Maria di Loreto e di San Silvestro a Cartabbia, di Sant’Anna a Biumo Superiore, di Sant’Imerio a Bosto, della vecchia chiesa di Sant’Ambrogio Olona, della chiesa dell’Immacolata a Prima Cappella e della chiesina dell’Annunciata a Santa Maria del Monte.
Il fotografo varesino Vivi Papi (1937-2005), specializzato in riproduzioni d’arte, svolse la sua attività tra i primi anni Cinquanta e il 2005. Appassionato e curioso, esplorò attraverso i suoi obiettivi il territorio in cui viveva, sia per campagne commissionate da enti locali, restauratori e ricercatori, sia per iniziative personali di studio. Dalla sua attività è nato un archivio, ricco di immagini diverse e storiche, che la famiglia ha donato all’Università dell’Insubria e che è collocato, e consultabile, nella sede del Centro storie locali dell’ateneo a Villa Toeplitz.
L’esposizione, con ingresso libero e gratuito, proseguirà dal 13 al 21 novembre, sabato e domenica ore 10-12 e 15-18, altri giorni su prenotazione (info@fotoclubvarese.it, 339.4263742); per l’inaugurazione è necessario iscriversi al Foto Club Varese ed è richiesto il green pass.
•NELLE FOTO: tre chiese di Varese fotografate da Vivi Papi: Santo Stefano a Bizzozero (foto 02); San Cassiano a Velate (foto 19); la Schirannetta a Bobbiate (foto 36). 

Emanuele Arioli, dalla Normale di Pisa e Parigi al Festival di Cannes

Il giovane accademico, linguista e storico luinese tra i protagonisti del film “France” di Bruno Dumont
Emanuele Arioli, red carpet
Emanuele Arioli

Un regista con approccio indagatore ma non insidioso, poetico ma non irraggiungibile, sperimentale senza eccessi, noto per opere come “Camille Claudel”, “Jeanne”, “P'tit Quinquin”, “L'età inquieta”. Nome, Bruno Dumont. Il suo film “France”, Selezione ufficiale al Festival di Cannes 2021, guarda - svelando e velando - la contemporaneità e le sue trappole in un gioco sottile di scrittura, ambientazione, interpretazioni, che tiene in sospeso il pubblico senza farlo scivolare, lo avvince senza soffocarlo. Nel cast di rilevante piglio, attori come Léa Seydoux, Benjamin Biolay, Blanche Gardin, Juliane Köhler. Tra loro, un interprete per la prima volta protagonista principale che non ci aspetteremmo, Emanuele Arioli.
Quell'Emanuele? Quell'Arioli? Sì, lui.
In questi giorni la notizia è corsa tra i laghi prealpini. Diversamente non poteva essere. Questo giovane attore che vive in Francia ha i natali a Luino, qui i suoi genitori Eloisa Grande ed Emilio Arioli, qui ha iniziato gli studi che l'hanno portato a laurearsi in Lettere alla Normale di Pisa e a proseguire al di là delle Alpi all’École Normale Supérieure di Parigi e all’École Nationale des Chartes. Dottore in Studi medievali (Sorbonne e Collège de France), archivista paleografo, è docente in Lingua e Letteratura Medievale all’Université Polytechnique Hauts-de-France. Quindi “insegnante”, sia nella realtà sia nella memoria collettiva. Eppure la sorpresa: anche attore. Osservando con calma, ci si potrebbe accorgere subito di come sia esplicito, nella sua vastità e dinamicità, il curriculum che accoglie e racconta molti talenti e una formazione che si è espansa a canto lirico, teatro, atelier di teatro medievale, partecipazioni a riprese cinematografiche, recite, spettacoli, documentaristica e nel quale trova spazio anche una cintura nera di Judo.
Siamo spesso preda delle ovvietà. Da uno storico/ricercatore/linguista/docente, se poi persino medievista, il luogo comune si aspetterebbe una vita chiusa in un castello, pur a Parigi, ma immerso esclusivamente in codici pergamene manuali regesti a loro volta immersi in chilometri di scansie e palchi di biblioteche, magari con le finestre serrate per non patire rumori e distrazioni. Invece quella scintilla, quella spinta verso le cose d'arte sono essenza, miscellanea che si affina dentro una sintesi: la speciale capacità di bilanciare, di non demordere, di muoversi in più spazi e cicli, culturali e di vissuto; cicloni, forse sarebbe meglio dire, perché l'amalgama che Emanuele Arioli impasta e governa ha l'energia dei mondi originari, delle conche da tradurre per sé e offrire all'altrui conoscenza.
In “France” Emanuele interpreta Charles Castro, l'amante di una giornalista della tv francese, France de Meurs, cinica e manipolatrice in cui si affaccia qualcosa di simile alla depressione, o calo di rampanza, quando tampona un ciclista che svolge consegne a domicilio. Non manca notorietà alla donna, ma il suo matrimonio è sbilenco come pure la maternità. E questo è l'impianto da cui parte la pellicola.
«Ha un fratello gemello?», «Cammina sulle mani?», «Fa qualcosa di strano...?» domandò il regista ad Arioli durante un provino. «No», la risposta. Poi, «Canto in latino». Così è avvenuto. Quasi in una sorta di improvvisazione durante una scena tra le nevi e il ghiaccio della Baviera, Charles Castro intona con voce di baritono-basso un canto gregoriano dedicato a France de Meurs. Musica gregoriana, con tutto ciò che storicamente e psicologicamente rappresenta ed è capace di fluidificare, o addirittura di negare. Ma Emanuele-Charles avrebbe potuto dar voce alle pagine di un'opera dimenticata e da lui scoperta alla Biblioteca dell'Arsenale di Parigi, “Ségurant ou le Chevalier au Dragon: roman arthurien inédit” (i Cavalieri della Tavola Rotonda, per intenderci); avrebbe potuto sussurrare alla donna versi in metrica. Come lei preferisse: in langue d’Oïl, langue d’Oc, italiano, spagnolo o portoghese medievali.
Cerco informazioni tra i miei appunti: ma gli anni, gli anni, quanti sono? Trentatré. Oh, cielo!
Elena Ciuti

**(“France” dal 28 ottobre al 1° novembre è stato proiettato al Cinema Teatro Nuovo di Varese). Prossimamente potremo vederlo nei circuiti cinematografici. 

Amianto, 1 milione per rimozione da edifici privati

Al fondo regionale della Lombardia ammessi solo interventi che si concluderanno entro il 15/10/2021

Un altro passo verso la completa rimozione dell'amianto dalle coperture degli edifici privati in Lombardia. A disposizione dei cittadini c'è un milione di euro, stanziato il 27 ottobre 2020 dalla giunta regionale. I finanziamenti saranno a fondo perduto fino alla concorrenza massima del 50% dell'importo della spesa ammissibile e, in ogni caso, con soglia massima del contributo pari a 15 mila euro per ogni intervento.
Sul territorio lombardo rimane ancora notevole, soprattutto negli edifici privati, la quantità di manufatti contenenti amianto e la loro eliminazione rimane un obiettivo prioritario. Al finanziamento saranno ammesse le spese sostenute per la rimozione e lo smaltimento di manufatti contenenti cemento-amianto, vinyl-amianto e amianto friabile, oggetto di denuncia all'Agenzia tutela della salute competente alla data di presentazione della domanda di finanziamento.
INTERVENTI AMMISSIBILI
Potranno essere finanziati unicamente: i progetti i cui lavori saranno iniziati e realizzati dal giorno successivo alla data di pubblicazione sul Burl del bando; i lavori per i quali non sia stato ottenuto altro finanziamento pubblico; gli interventi che saranno realizzati nei comuni lombardi e gli interventi che si concluderanno entro il 15/10/2021.
Tra le opere finanziabili, i lavori di rimozione dei manufatti, i costi di trasporto e di smaltimento dei rifiuti, oltre gli oneri della sicurezza ed amministrativi relativi all'esecuzione dei lavori di rimozione dei manufatti contenenti amianto come ad esempio i ponteggi, l'allestimento del cantiere, la predisposizione e la presentazione del piano di lavoro.

Tra rarità, antichità e arti, il mondo del libro al Salone della Cultura di Milano

Omaggi a Buzzati, Depero, Munari, Warhol - In mostra cimeli della Cri e un campo soccorso della Grande guerra - Quest'anno inizia la collaborazione con Bookcity
Salone della cultura Milano2021

Oltre duecentocinquanta espositori, più di quattrocentomila titoli, libri rari, usati e antichi, incontri con scrittori e studiosi; tra i numerosi eventi anche mostre dedicate a Dino Buzzati nei cinquant'anni dalla morte, Fortunato Depero (per la prima volta visibile al pubblico il Manoscritto futurista Il pubblico e l'artista), Bruno Munari con l'indimentivabile collana I satelliti, Andy Warhol con quaranta copertine di dischi LP realizzate tra il 1949 e il 1987. Così si presenta Salone della Cultura che tornerà a Milano per la quinta edizione, a Superstudio Maxi di via Moncucco 35, il 20 e 21 novembre. Tre le sezioni principali: Editoria, nella sua vastità (narrativa, bambini, saggistica, orientalistica, fumettistica, lbri d’artista, libri d’arte e illustrati...); Libro d’occasione, il luogo per scovare opere speciali; Librai Antiquari  con Associazione Librai Antiquari Italiana e International League of Antiquarian Booksellers, il paradiso di chi è alla ricerca di edizioni di pregio. Esperti del libro di antiquariato guideranno il pubblico (previa prenotazione) all’interno del settore Alai a orari stabiliti. Quest’anno il Salone inizia inoltre la collaborazione con un’altra manifestazione milanese, Bookcity, e nei due giorni dell’esposizione una sala dalla capienza di cento posti sarà destinata alle presentazioni di libri e autori. Tributo particolare poi per la Croce Rossa Italiana e il suo impegno nel salvare vite umane in ogni contesto, comprese le epidemie, dalla Spagnola a Covid-19. In mostra cimeli rarissimi e un campo di primo soccorso della Grande Guerra.
Orari, sabato e domenica dalle 10 alle 20. Ingresso, 7 euro, gratuito fino a 14 anni. Ingresso valido per entrambi i giorni, 12 euro. Si consiglia l’acquisto online sul sito: www.salonedellacultura.it

LAC Lugano, passeggiata musicale con 'La Valle dei Mulini' e l'Orchestra della Svizzera italiana

"La valle dei mulini", Valeria Docampo, Terre di mezzo Editore

Congiunzione di arti diverse domenica 14 novembre a Lugano in un dialogo tra musica, danza, letteratura. Dalle 14 inizierà Passeggiata musicale, ideata e prodotta dall’Orchestra della Svizzera italiana in coproduzione con l’Associazione Oggimusica e LAC Lugano Arte e Cultura. L'appuntamento rientra nel programma LAC edu e dei concerti per famiglie dell’Osi. Dopo Alice nel Paese delle Meraviglie, l'edizione 2021 della passeggiata vede la regia di Fabrizio Rosso, che ha creato un percorso musicale e visivo negli spazi del LAC ispirato alla fiaba La Valle dei Mulini di Noelia Blanco e Valeria Docampo.
La Valle dei Mulini (Terre di mezzo Editore) mette in scena le difficoltà che possono instaurarsi nella relazione tra uomini e macchine. In un villaggio la vita si svolge normalmente, ma un giorno si presentano Macchine Perfette che sovvertono la quotidianità. Basta schiacciare un bottone per avere un dolce, una giornata, un amico che meglio non si può. Tutto così perfetto che sogni e desideri non hanno più ragione, cessa il vento, i mulini si addormentano. Ma Anna, la protagonista, e l’Uomo-Uccello non si arrendono e sarà grazie alla loro determinazione che...
La fiaba è narrata in cinque scene allestite in altrettanti ambienti del LAC. L’Osi sarà suddivisa in quattro formazioni affidate alla direzione di tre studenti di direzione del Conservatorio della Svizzera italiana: Rosina Flückiger, Antonio Planelles Gallega e Arseniy Shkaptsov. Le musiche sono state commissionate da Oggimusica e da Osi a tre giovani compositori svizzeri: Carmen Nunez, Lenos Lenophyllum e Paul Taro Schmidt. L'occasione riconferma la collaborazione con i musicisti del Corso d’improvvisazione libera del Conservatorio della Svizzera italiana e con i giovanissimi ballerini della Scuola di Danza Spazio inverso di Tesserete. Canteranno inoltre i coristi del Coro Cromatica.
Nel corso del pomeriggio verranno proposte otto repliche, ogni 20/30 minuti. La partecipazione è gratuita e soggetta a prenotazione obbligatoria sul sito www.osi.swiss. Nella foto: "La valle dei mulini", Valeria Docampo, Terre di mezzo Editore

Apicoltura, ristoro ai danni delle gelate

Stanziamento nazionale di 5 milioni di euro – In Lombardia i produttori colpiti per oltre 15 milioni

Una buona notizia per il settore apistico nazionale. Il governo ha stanziato 5 milioni di euro come ristoro dei danni derivati dalle gelate di aprile 2021 e nella sola Lombardia stimati in 15 milioni di euro. La notizia è stata data dal sottosegretario alle politiche agricole Gian Marco Centinaio.
I cambiamenti climatici e i prezzi dei prodotti esteri stanno danneggiando pesantemente l'apicoltura lombarda e italiana. In Lombardia gli apicoltori sono 7.443 e gli alveari 176.442. «Le gelate di aprile - ha reso noto l'assessore regionale Fabio Rolfi - hanno causato danni al settore per 15.359.273 euro e solo nella nostra regione importiamo miele per 15 milioni di euro l'anno. Il 75% del cibo è frutto del lavoro di impollinazione e senza api non avremmo circa il 60% di frutta e verdura, così come migliaia di piante da fiore».

Di seguito il numero degli alveari e la stima dei danni per le gelate di aprile 2021 per singola provincia in Lombardia:
*VARESE 18.593; danni 2.983.416 euro;
*COMO 14.084; danni 2.083.550 euro;
*SONDRIO 13.437; danni 1.854.000 euro;
*MILANO 16.302; danni 1.379.779 euro;
*BERGAMO 22.625; danni 2.304.829 euro;
*BRESCIA 26.530; danni 2.233.090 euro;
*PAVIA 22.357;
*CREMONA 9.434; danni 123.322 euro;
*MANTOVA 10.871; danni 143.814 euro;
*LECCO 9.752; danni 1.712.975 euro;
*LODI 4.609;
*MONZA BRIANZA 7.848; danni 540.498 euro.
LOMBARDIA: alveari 176.442; danni. 15.359.273 euro. 

Dialisi, accesso vascolare con monitoraggio ecografico

Nuova competenza di nefrologi e infermieri dell'Asst Settelaghi di Varese
Varese, ecografo in dialisi
Dialisi, team iinterdisciplinare Varese

Altra pagina a Varese nel trattamento della dialisi efficace e non traumatico per il paziente. Medici e infermieri del reparto Nefrologie e Dialisi dell'Asst SetteLaghi, diretto dal dottore Giuseppe Rombolà, sono capaci di effettuare un monitoraggio di primo livello con le massime garanzie.
Il team multidisciplinare dedicato alla valutazione degli accessi vascolari nativi e protesici del dializzato è ora in grado assicurare, mediante l'ecografia, il corretto posizionamento degli aghi anche in caso di accessi vascolari impegnativi. La nuova competenza è frutto di uno specifico corso e rende possibile un sicuro accesso venoso, tutt'altro che scontato e diffuso.
«La cura dell'accesso vascolare, sia che esso sia stato costruito con i vasi nativi, sia mediante l'impianto di una protesi o tramite un catetere venoso centrale, è un elemento imprescindibile per evitare le infezioni, la chiusura per trombosi oppure, nei casi di puntura difficile, per evitare la formazione di ematomi e pseudoaneurismi» spiega Rombolà. «Se l'accesso vascolare non è eseguito con la cura necessaria, il rischio è molto alto: una cattiva depurazione dell'organismo, fino alle complicanze più gravi che portano poi a dover rimuovere l'accesso vascolare stesso quando costituito da una protesi».
Per un trattamento dialitico efficace e non traumatico è indispensabile un accesso vascolare che garantisca un buon flusso ematico per alimentare la circolazione extracorporea e possibilmente senza complicanze. «Queste nuove competenze – sottolinea la responsabile della Direzione aziendale delle professioni sociosanitarie Rita Patrizia Tomasin - offrono agli infermieri la possibilità di agire in sicurezza nelle procedure di riposizionamento qualora fosse necessario, di ridurre al minimo i possibili eventi avversi e le potenziali urgenze correlate alla gestione dell'accesso vascolare». 

Ferrovia da Varese a Malpensa, servizio cofinanziato da Lombardia e Cantone Ticino

Nuovo accordo transfrontaliero 2021-2025 su trasporti e mobilità – La legge riguarda anche i valichi stradali, i parcheggi di interscambio e pontili di navigazione, gli investimenti per la valorizzazione del patrimonio ferroviario storico e per il turismo
aeroporto Malpensa

Il servizio ferroviario sulla tratta da Varese a Malpensa, anziché essere pagato integralmente dalla Lombardia, sarà cofinanziato al 50% da parte del Cantone Ticino con 3,4 milioni di euro ogni anno. E’ quanto prevede la legge approvata il 19 ottobre 2021 all’unanimità dall'assemblea regionale lombarda e già firmata dal governatore della Lombardia e dal Cancelliere del Consiglio di Stato del Canton Ticino.
L'intesa sulla mobilità transfrontaliera interessa tutta la regione dell’Insubria con progetti a breve, medio e lungo termine, si basa sul principio di territorialità e ha già portato a un grande sviluppo delle infrastrutture e delle reti del trasporto pubblico su rotaia e su gomma. Avrà validità fino al 2025 e tocca numerosi aspetti economici e strategici di una collaborazione tra istituzioni.
Regione e Cantone pagheranno la parte di servizio che si svolge sul proprio territorio ad eccezione della tratta da Varese a Malpensa in ragione dell’interesse della Svizzera al collegamento con l’aeroporto (con frequenza recentemente portata a un treno ogni ora).
BACINO VARESE-COMO-LECCO
La nuova ferrovia Mendrisio-Varese, il collegamento con Malpensa, lo sviluppo del valico di Chiasso e l’attivazione della galleria di base del Monte Ceneri sono i più recenti risultati di una politica di intese iniziata diversi anni fa e che viene seguita da un apposito Tavolo di Coordinamento. L’intesa 2021-2025 riguarda anche i valichi stradali, i parcheggi di interscambio e pontili di navigazione, gli investimenti per la valorizzazione del patrimonio ferroviario storico e per il turismo e, come ha ricordato la vicepresidente della Lombardia Francesca Brianza (Lega), prevede l’entrata in servizio di otto nuovi treni nel 2021 in aggiunta a quello già entrato in servizio alla fine del 2020.
Obiettivo delle parti nei prossimi anni sarà quello di incrementare l’intermodalità tra le reti e coordinare i servizi tra loro. In tale ottica rientra un ordine del giorno presentato dal consigliere Angelo Orsenigo (PD) e anch’esso approvato dall’assemblea lombarda. Il documento invita la giunta a riconoscere «la validità di specifici titoli di viaggio lombardi come ‘Io Viaggio’ per effettuare attraverso il territorio svizzero gli spostamenti ferroviari Como-Varese» e a realizzare «titoli di trasporto validi sia su ferrovia che sulla rete TPL del bacino Varese-Como-Lecco, anche prevedendo, compatibilmente alle risorse in bilancio, un contributo finanziario regionale a tale scopo». 

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