Edizione n. 15 di mercoledì 5 maggio 2021

Prima pagina

Omegna (Vco), al via il ripristino della Galleria Verta

Entro aprile 2022 prevista riapertura a senso unico
avvio lavori galleria Verta Omegna, foto Regione Piemonte.jpg

A Omegna (Verbania Cusio Ossola) disco verde al ripristino della Galleria Verta chiusa da tre anni. Il 28 aprile 2021 è stato ufficialmente avviato il cantiere: un anno di lavori e 6 milioni di investimento per una iniziale riapertura a senso unico entro aprile 2022.
Presenti alla cerimonia il presidente Alberto Cirio e l'assessore regionale ai trasporti della Regione Piemonte Marco Gabusi, che hanno confermato il cronoprogramma dei lavori con l’obiettivo del ripristino completo nel più breve tempo possibile. Al loro fianco, il responsabile Anas Piemonte Angelo Gemelli, il consigliere regionale del territorio Alberto Preioni, il presidente della Provincia del Vco Arturo Lincio con il suo vice Rino Porini, il sindaco di Omegna Paolo Marchioni.
Il cronoprogramma prevede ora circa un anno di lavori, al termine dei quali la galleria potrà essere riaperta a senso unico. Cirio e Gabusi hanno dato appuntamento al 25 aprile 2022 e annunziato che, parallelamente, Anas ha preso l’impegno di progettare i lavori, che saranno ancora più corposi, per la riapertura completa della galleria, che rimane l’obiettivo della Regione Piemonte e degli enti locali. «Il Vco – hanno dichiarato - non è quella provincia lontana che per molto tempo ha ricevuto troppa poca attenzione dalle amministrazioni regionali; per noi è un territorio prezioso di raccordo con la Svizzera e la Lombardia, alle quali il Piemonte guarda da sempre con estremo interesse per le opportunità di sviluppo che offrono». 

Varese, scoperto il virus Covid19 nella pelle

All'Ospedale di Circolo da anni introdotte nuove terapie “intelligenti” per i melanomi della pelle
virus covid, foto Asst Sette Laghi
dottor Maurizio Lombardo, foto Asst Sette Laghi

Erano trentotto solo dieci anni fa e, da allora, sono circa cento i melanomi della pelle che ogni anno vengono curati nel reparto di Dermatologia dell'Ospedale di Circolo di Varese. Un'incidenza di ben ventidue casi ogni 100mila abitanti contro una media nazionale di solo tredici casi sempre ogni 100mila abitanti. «Da noi sono quasi il doppio – osserva il direttore facente funzione del reparto, dottor Maurizio Lombardo – e per gestirli al meglio abbiamo articolato un percorso diagnostico terapeutico che coinvolge decine di professionisti delle varie specialità dell’ospedale diventando una struttura di riferimento in collegamento con molti centri italiani».

OLTRE MILLE PAZIENTI, «SUCCESSO IN TUTTI I CASI GRAVI»
A Varese vengono trattati, in totale, più di mille pazienti oncologici con una percentuale di remissione totale del melanoma elevatissima. «Per chi invece sta ancora combattendo - precisa il dottor Lombardo - abbiamo introdotto da alcuni anni nuove terapie “intelligenti” che riducono l'impatto complessivo sul paziente e hanno una elevata efficacia curando anche definitivamente la malattia avanzata nel 50% dei casi, invece che nel 4% come fino a pochi anni orsono».
Il Covid non ha determinato una diminuzione dei casi, ma il reparto varesino è comunque riuscito a curare con successo tutti i casi gravi. «Questo – chiarisce Lombardo - vuol dire che i pazienti possono stare tranquilli: a Varese pur tra mille difficoltà anche nella tragedia Covid la loro malattia viene seguita normalmente».
VIRUS COVID NELLA PELLE, SCOPERTA SPAGNOLA E VARESINA
L’infezione da Covid19 si manifesta spesso con delle eruzioni cutanee che sembrano comuni malattie della pelle ma che talvolta assumono una morfologia anomala e del tutto peculiare. Il gruppo di dermatologia varesina, in stretta collaborazione con i patologi, ha scoperto, tra i primi al mondo insieme ad un gruppo di scienziati spagnoli, il virus annidato nella pelle. Addirittura due virus di specie diverse nella stessa cellula (vedi foto allegata). La scoperta è stata pubblicata sul Journal of the European Academy of Dermatology and Venereology.
Per una moderna dermatologia molte sono le esigenze da affrontare. «La sintonia tra dermatologia e altre specialità dell’ospedale, gli avanzamenti scientifici e, non da ultimo, l'assunzione di nuovi giovani dermatologi ci permettono tuttavia – sottolinea Lombardo - di essere più vicini alla gente».
TRADATE, LUINO, ANGERA E ARCISATE
Quest'anno i dermatologi hanno iniziato ad operare e visitare nei presidi di Tradate, Luino, Angera e Arcisate, offrendo così, soprattutto alle persone anziane, la possibilità di avere vicino a casa lo stesso livello di cura che avrebbe venendo a Varese. «Molto gradita dagli utenti - aggiunge Lombardo - è anche l'esperienza dell'ambulatorio di dermatologia pediatrica all'Ospedale Del Ponte, che ogni giovedì vede sempre pieni i suoi slot».
E' in corso anche un progetto di teledermatologia basato sulle nuove tecnologie e sulla diagnosi a distanza in raccordo tra il medico di medicina generale vicino al paziente e lo specialista collegato in remoto. Sono ormai di uso comune i nuovi farmaci biologici per le malattie della pelle introdotti da alcuni anni così come alcune terapie non invasive per i tumori che permettono di curare senza intervenire chirurgicamente.
Nelle foto: immagine al microscopio elettronico del virus Sars Cov 2 sulla pelle; il dottor Maurizio Lombardo, direttore FF SC Dermatologia. 

Missione Lapponia, Alessandro Pozzi e Rudolph ce l’hanno fatta

Consegnate a Babbo Natale le 100 letterine dei bambini del Ponte di Varese
Alessandro Pozzi a Rovaniemi con Babbo Natale .jpg

Missione compiuta. Babbo Natale ha ricevuto le quasi cento letterine scritte dai bambini ricoverati nell’ospedale Filippo Del Ponte di Varese e ha rassicurato che le leggerà tutte. «Mancano 130 giorni a Natale, bambini. Ci vedremo presto» ha garantito.
Alessandro Pozzi e “Rudolph” ce l’hanno, dunque, fatta. E nei tempi previsti. La vecchia Vespa-renna ha risentito di qualche acciacco dell’età e ha avuto alcuni problemi, ma i meccanici di Stoccolma li hanno prontamente risolti. In più, una volta saputo quale fosse il compito di Alessandro per i bambini in ospedale, non hanno voluto essere pagati.
Dopo un percorso di settemila chilometri iniziato lunedì 7 agosto, Rudolph mercoledì 16 agosto è arrivata a Rovaniemi e Alessandro Pozzi ha potuto incontrare Babbo Natale.
Alessandro ha voluto raggiungere la Lapponia con la sua vecchia vespa con lo scopo di sensibilizzare amici, conoscenti e simpatizzanti a sostenere la fondazione Il Ponte del Sorriso. «La nostra fondazione – spiega la presidente Emanuela Crivellaro - è ogni giorno accanto ai bambini ammalati per aiutarli a guarire giocando, ma anche per migliorare l’assistenza sanitaria pediatrica acquistando attrezzature e apparecchiature innovative».
Chi volesse aderire all’appello di Alessandro può effettuare una donazione IBAN IT23 H 05034 10800 000000021266 intestato a Il Ponte del Sorriso Onlus, causale Il Viaggio del Sorriso

Apicoltura, in Lombardia porte aperte anche in parchi regionali e riserve naturali

Al via gli accordi con 7.443 produttori che contano 176.442 alveari

In Lombardia l'apicoltura è riconosciuta per legge come attività essenziale per l'ambiente e ora si punta a promuoverla anche in parchi regionali e riserve naturali. A tutti gli enti gestori l'assessore regionale Fabio Rolfi ha rivolto, il 28 aprile 2021, l'invito a creare le condizioni affinché le associazioni e le singole aziende possano incrementarvi le aree di produzione e specializzazione qualitativa. «I parchi e le riserve hanno a disposizione aree agricole e forestali che possono essere valorizzate anche includendo un'azione per favorire il nomadismo e la selezione mirata delle api» ha notato Rolfi
I produttori apistici lombardi sono 7.443 e contano un totale di 176.442 alveari. A loro disposizione l'ente gestore di aree protette deve mettere, in base agli accordi, specifiche aree di proprietà pubblica chiaramente individuate, con opportune vie d'accesso e personale dedicato. Dal canto loro, le associazioni dovranno fornire gli alveari e gestirli con i propri tecnici, anche con l'elaborazione di attività innovative e gestite sul campo, promuovendo tra gli associati l'uso delle aree protette a fini produttivi.
Distribuzione dei 176.442 alveari per singola provincia: Bergamo 22.625; Brescia 26.530; Como 14.084; Cremona 9.434; Lecco 9.752; Lodi 4.609; Mantova 10.871; Milano 16.302; Monza Brianza 7.848;Pavia 22.357; Sondrio 13.437; Varese 18.593.

PRIMATO MIELI FLOREALI
Come ha evidenziato il presidente dell'associazione apicoltori lombardi Claudio Vertuan, «il 75% del cibo è frutto del lavoro di impollinazione delle api e senza loro non avremmo circa il 60% di frutta e verdura, così come migliaia di piante da fiore. Bisogna contribuire a sensibilizzare la popolazione sull'importanza di questa attività».
Notoriamente le api rappresentano l'anello di congiunzione tra biodiversità e produzione agroalimentare, due aspetti custoditi anche all'interno delle aree protette. «È grazie alla grande biodiversità presente nelle aree naturali che il nostro Paese detiene il primato mondiale per la più grande varietà di mieli monoflorali» ha dichiarato il coordinatore di Federparchi Lombardia Marzio Marzorati. «Molti parchi ospitano già il lavoro degli apicoltori perché è qui che si trova la maggiore fonte di cibo per gli insetti impollinatori. Questa iniziativa ci permetterà anche di conoscere e valutare lo stato ambientale di un territorio visto che le api sono ottimi indicatori di qualità ambientale».
La valorizzazione dell'apicoltura e della biodiversità resta un punto fermo anche di Apilombardia. «Restiamo in attesa di poter confrontarci con gli enti parchi per firmare e attuare la convenzione» ha dichiarato la presidente Larissa Meani. 

Varese, apre nuovo luogo di culto dei Testimoni di Geova

Alla quindicesima Sala del Regno provinciale faranno capo anche le congregazioni di Barasso, Brinzio, Casciago, Castello Cabiaglio, Comerio, Induno Olona, Lozza e Luvinate
Varese,Testimoni di Geova

Crescono in territorio varesino i Testimoni di Geova e, a ruota, i loro luoghi di culto. Inizialmente i Testimoni erano una trentina e si riunivano a Varese in un piccolo locale preso in affitto in via Piave, ora si contano quasi 5 mila evangelizzatori di porta in porta e circa 4 mila simpatizzanti, raccolti in sessanta congregazioni (o comunità) che vi si riuniscono a turno in quindici Sale del regno disseminate da un capo all’altro della provincia.
L’ultimo luogo di culto è stato costruito a Varese (via Leopoldo Giampaolo n.13, traversa di via René Vanetti) e sarà inaugurato sabato 2 settembre 2017 da Marco Francioli, ministro in visita alle comunità locali dal centro organizzativo di Roma.
Il centro sarà utilizzato dalle comunità di Varese oltre che di Barasso, Brinzio, Casciago, Castello Cabiaglio, Comerio, Induno Olona, Lozza e Luvinate. In totale circa mille fra Testimoni e simpatizzanti, che vi si raduneranno a turno due volte la settimana e potranno anche celebrarvi matrimoni validi a tutti gli effetti civili. I ministri di culto sono autorizzati a questo ufficio in virtù del riconoscimento statale dei Testimoni di Geova come confessione religiosa.
AUTOFINANZIATA E AUTOCOSTRUITA
La nuova opera è stata costruita e interamente finanziata con offerte dai Testimoni. Il progetto si basava su una convenzione con l’amministrazione comunale, che prevedeva la realizzazione di alcune opere da cedere alla collettività, compreso un parcheggio a uso pubblico in via Leopoldo Giampaolo.
Per diciannove mesi oltre 1.200 volontari - uomini e donne, giovani e anziani, lavoratori specializzati e no - hanno donato il loro tempo nei fine settimana e nei periodi di ferie. In alcuni giorni si sono trovati a lavorare insieme oltre centocinquanta Testimoni d’ogni età. Il risultato finale è una struttura che si estende su tre livelli (uno interrato per l'impiantistica) e ha una capienza complessiva di circa trecento posti. Vi sono tre sale conferenze principali, ognuna utilizzabile in modo indipendente, alcune sale secondarie, il locale che ospita la biblioteca, una sala riunioni e un piccolo appartamento per dei ministri itineranti.
A livello nazionale, nel 2016 oltre 438.000 persone hanno partecipato a incontri organizzati in Sale del Regno come quella di Varese. Nel mondo i Testimoni sono oltre 8 milioni e circa 12 milioni i simpatizzanti. 

Alptransit, entra in esercizio il nuovo Gottardo

Da domenica 11 dicembre inizia ufficialmente il traffico ferroviario attraverso la Galleria di base tra Pollegio ed Erstfeld
Gottardo galleria durante i lavori, foto C.Iu

Giornata storica, domenica 11 dicembre, per la Svizzera. Entra in vigore il nuovo orario ferroviario ed entra ufficialmente in esercizio la Galleria di base del San Gottardo, lunga 57 chilometri, che collega Pollegio ed Erstfeld.
In attesa – sarà per il 2020 – della Galleria di base del Monte Ceneri, la distanza tra Svizzera italiana e Svizzera tedesca si accorcia: il tragitto Lugano-Zurigo si percorre in due ore e 10 minuti. Le principali stazioni ferroviarie diventano il fulcro di una nuova mobilità sostenibile e così, sempre domenica 11 dicembre, verranno ufficialmente inaugurate anche la nuova stazione delle Ferrovie Federali Svizzere di Lugano e la nuova Funicolare, che collega la stazione con il cuore del centro cittadino.
NOVITÀ TRA TICINO E MILANO
Il cambio orario dell’11 dicembre 2016 è all’insegna della Galleria di base del San Gottardo, che ridurrà di 30 minuti il tempo di viaggio tra il Ticino e la Svizzera interna. Importanti novità anche per il traffico regionale in Ticino.
Da domenica 11 dicembre sulla tratta panoramica del San Gottardo circoleranno i treni delle linea TILO RE10 tra Bellinzona ed Erstfeld. Ogni due ore i collegamenti circoleranno direttamente da e per Lugano e quattro volte al giorno da e per Milano Centrale.
A Bellinzona i TILO RE10 avranno coincidenze immediate con i treni a lunga percorrenza che attraverseranno la galleria di base del San Gottardo. Ad Erstfeld le coincidenze da e per Zurigo e Lucerna-Basilea saranno immediate e sullo stesso marciapiede.
NOVITÀ PER MALPENSA
Novità anche per le altre linee TILO. I collegamenti TILO S30 che circoleranno fino a Malpensa Aeroporto arriveranno fino al Terminal 2, grazie al nuovo collegamento ferroviario tra i due Terminal.
Tra Locarno e Lugano vi saranno inoltre nuovi collegamenti diretti. Da parte sua la linea TILO RE80 circolerà ora con due collegamenti tra Locarno e Lugano (uno al mattino e uno la sera) e con tre collegamenti serali tra Lugano e Locarno.
CANTIERI E LINEA CADENAZZO-LUINO
Anche durante il 2017 e fino all’apertura della galleria di base del Monte Ceneri (dicembre 2020) l’esercizio ferroviario in Ticino sarà interessato da numerosi cantieri per l’ampliamento dell’infrastruttura ferroviaria e le conseguenti limitazioni.
Per i lavori a nord della stazione di Bellinzona tutti i collegamenti TILO S10 nell’orario 2017 termineranno la loro corsa a Bellinzona.
I lavori necessari per il rinnovamento della stazione di Lugano-Paradiso, opera importante e di grande vantaggio per la clientela, causerà la soppressione della fermata di Lugano-Paradiso dall’11 dicembre 2016 al 9 dicembre 2017. Da Paradiso in direzione della Stazione FFS di Lugano e ritorno ci sarà un’offerta transitoria su gomma con l’adeguamento degli orari e delle destinazioni delle corse bus ordinarie della linea numero 2 mentre da e per Melide ci saranno corse di bus sostitutivi, in particolare nelle fasce orarie dei pendolari.
Fino a giugno 2017 i collegamenti TILO S30 verranno sostituiti da un servizio bus tra Cadenazzo e Luino tra le ore 9 alle ore 13, mentre da giugno 2017 tutti i collegamenti TILO S30 verranno sostituiti da un servizio bus. La misura è necessaria per lavori in corso su tutta la linea. 

Duno (Varese), rievocazione della Battaglia del S. Martino

La cerimonia di domenica 16 novembre sarà una prima risposta alle provocazioni neofasciste – A fine mese seguirà una grande manifestazione a Varese
LA STELE RICORDO SUL S. MARTINO
IL SACRARIO DEL S. MARTINO

Sabato, 1° novembre 2014, sono state piantate 200 rune celtiche a lato della chiesetta di San Martino in culmine, sopra Duno, nell’area che fa parte del sacrario dove giacciono le spoglie di quei valorosi che hanno sacrificato la loro vita per un ideale di giustizia e di libertà. Questa vetta fu, infatti, teatro della battaglia svoltasi il 13-14-15 novembre 1943.
Furono proprio gli uomini della formazione “Cinque Giornate” agli ordini del colonnello Carlo Croce che, primi in Italia, si ribellarono all'occupazione nazi-fascista. Un luogo sacro dunque dove militanti neofascisti si sono persino fatti fotografare accanto alle rune in legno, alla svastica e al fascio littorio, simboli dei regimi dittatoriali del secolo scorso. Sono stati inoltre ritrovati diversi volantini in cui si equiparano le vittime partigiane a quelle del nazismo e uno striscione che inneggia ai “guerrieri d'Europa”.
La “rivendicazione” del gesto è arrivata da una pagina Facebook.

SFIDA ALLA COSTITUZIONE
E’ la seconda volta che si ripete una manifestazione del genere, ma quest’anno i responsabili del gesto hanno alzato il tiro: non più solo striscioni, ma l’utilizzo di una simbologia che di certo non può passare inosservata.
Il vergognoso atto rivendicato dalla comunità militante dei Dodici Raggi rappresenta un’oltraggiosa e ignobile sfida che si pone in aperto contrasto con i principi su cui si fonda la Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza e dal sacrificio di migliaia di uomini vittime di un regime liberticida.
Di fronte a questa grave istigazione di chiara matrice neo-fascista, le istituzioni pubbliche (comuni, comunità montane, provincia, regione, ecc.) hanno il dovere di levare alta la loro voce. Alcune l’hanno già fatto, altre lo faranno.
DAL SAN MARTINO ALLA GERA
Non possiamo dimenticare che il fascismo-nazismo ha causato una guerra mondiale disastrosa con un bilancio, secondo alcuni studiosi, di 60 milioni di morti e lo sterminio di 6 milioni di ebrei e che il nazismo nacque dal tronco del fascismo e si modellò sui principi autoritari propugnati da Mussolini. Il fascismo peraltro non si sottrasse alla logica delle vergognose leggi razziali contro gli ebrei, promulgate in Italia nel 1938. 

Anche il Varesotto ha offerto un tributo di sangue alla riconquista della libertà perduta. Ne sono un fulgido esempio i martiri della Gera che abbiamo appena commemorato.
COMMEMORAZIONE 16 NOVEMBRE
Domenica 16 novembre occorre pertanto un sussulto di indignazione, che deve tradursi nella partecipazione sul Monte S. Martino alla cerimonia commemorativa in ricordo degli eroi che hanno combattuto per la difesa del suolo italiano di fronte all’invasione tedesca, fonte di tanti lutti, di tragedie e di massacri.
Sono passati nemmeno 70 anni dalla fine della seconda guerra mondiale in Italia e alcuni partigiani sono ancora in vita. Persone che hanno vissuto il dramma della dittatura, che hanno subito anni di carcere, di torture e di guerra, nella quale hanno visto amici e familiari morire per mano fascista e nazista sono oggi costretti ad assistere ad un simile scempio.
Eppure la legge n. 645/1952 (la cosiddetta legge Scelba) sanziona chiunque promuova od organizzi, sotto qualsiasi forma, la costituzione di un'associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi propri del fascismo, o le sue finalità antidemocratiche o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista, denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista.
Perché allora ad un anno di distanza queste provocazioni si ripetono? A fine novembre una grande manifestazione a Varese richiamerà l’attenzione su questi gravi fatti, nella speranza che si giunga finalmente a porre la parola fine a questo doloroso capitolo della nostra storia recente.
Emilio Rossi  

Tumori all'ovaio, avanza la ricerca genetica

Studio finanziato tra l'Università dell'Insubria e la multinazionale Astra Zeneca su 90 pazienti ricoverate negli ultimi anni all'Ospedale di Varese

Fino ad oggi si riteneva che solo una certa categoria di donne affette da tumori all'ovaio potesse accedere a una proteina che combatte le cellule cancerogene senza intaccare quelle sane. Ora la genetica annunzia una speranza in più anche per loro. Uno studio - condotto su un gruppo di novanta pazienti ricoverate negli ultimi anni all'Ospedale di Circolo di Varese e finanziato grazie a un accordo tra l'Università dell'Insubria e la multinazionale Astra Zeneca – ha concluso che potevano beneficiare di una terapia a base di Parp-inibitori, una proteina che combatte le cellule cancerogene senza intaccare quelle sane.
Il progetto "Profilo genetico dei carcinomi dell'ovaio in pazienti senza mutazione genetica" vede impegnato da ormai due anni un gruppo di lavoro supervisionato dal professor Fausto Sessa, direttore del Dipartimento di anatomia patologica di Asst Sette Laghi e docente all'Università dell'Insubria, e coordinato dalla genetista Maria Grazia Tibiletti. I risultati del lavoro sono stati ampiamente approfonditi da prestigiose riviste scientifiche internazionali, dapprima l'International journal of molecular sciences e ora anche la rivista Popular Science, che nell'edizione italiana ha intervistato la dottoressa Tibiletti.
La terapia avanza con successo. Le prove sul campo effettuate dall'equipe di Sessa e Tibiletti hanno portato a concludere che anche un 20% delle pazienti non affette da mutazione possono guarire grazie a farmaci Parp inibitori. Se confermato, questo risultato apre ovviamente scenari nuovi e insperati per tante donne affette da una malattia che tutt'oggi è ritenuta inguaribile nella prospettiva di un significativo incremento delle loro aspettative di sopravvivenza. «La ricerca – conclude una nota dell' ASST Sette Laghi -prosegue allo scopo di consolidare l'analisi della metilazione dei geni BRCA 1 e BRCA2 e di renderla così utilizzabile da tutti i laboratori che si occupano di genetica oncologica». 

Varese e Castellanza, alleanza formativa tra Università e Fiamme gialle

Dal 2017-18 Uninsubria e Liuc, da una parte, e Comando Regionale Lombardia della Guardia di Finanza, dall’altra, realizzeranno reciproche attività didattiche
Liuc
Insubria

Sviluppare, negli studenti universitari, le capacità di affrontare le responsabilità di gestione nei sistemi pubblici complessi e, negli appartenenti alle Fiamme gialle, il patrimonio tecnico–professionale acquisito nel tempo. Questo l’obiettivo delle due intese sottoscritte, il 1° agosto 2017, dal Comandante regionale Lombardia della Guardia di finanza, generale di Divisione Piero Burla, con i due rettori dell’Università degli studi dell’Insubria di Varese, Alberto Coen Porisini, e della LIUC-Università Cattaneo di Castellanza, Federico Visconti.
Le intese si inseriscono in un più ampio quadro strategico della Guardia di finanza e mirano all’individuazione e organizzazione di iniziative didattiche a livello locale. Entreranno in vigore dall’anno accademico 2017-2018 e si applicheranno nei confronti di tutti i militari della Guardia di finanza, in servizio e in congedo e ai loro figli, residenti in Lombardia.
Attraverso lo scambio formativo, la Guardia di finanza avrà la possibilità di diffondere, tra i giovani, la cultura della legalità in campo economico-finanziario. In base alle due convenzioni, poi, le Fiamme gialle potranno partecipare ad attività di alta formazione, come la frequenza di master universitari, e, di contro, assicureranno, secondo modalità concordate di volta in volta, la partecipazione di suoi qualificati ufficiali a interventi seminariali. 

Varese, teleriscaldamento a energia solare

È il primo impianto costruito nel sud Europa
Prima ST
Dopo ST

A Varese il gruppo A2A, la più grande multiutility italiana, costruirà - attraverso la società Varese Risorse - il primo impianto solare termico per teleriscaldamento del sud Europa. Produrrà un’energia termica pari al fabbisogno di acqua calda sanitaria di 150 appartamenti (450 MWh), evitando la combustione di 43 tonnellate equivalenti di petrolio e l’emissione di 108 tonnellate di anidride carbonica nell’aria. L’investimento previsto è di 400 mila euro.
L’impianto, realizzato dalla SDH Energy srl di Verona, sarà composto di 73 collettori solari termici (ciascuno della superficie di 13,57 metri quadri) e sostituirà gli altri impianti “storici” del teleriscaldamento. La sua integrazione con la rete cittadina consentirà lo stoccaggio di acqua, prima della distribuzione, in serbatoi della capacità di 430 metri cubi.
Il teleriscaldamento solare è una tecnologia diffusa e oramai consolidata in Danimarca. Alcuni esempi si possono trovare anche in Svezia, Germania e Austria, mentre non ne esiste ancora alcuno nelle nazioni del sud Europa, quelle favorite da maggiore soleggiamento.
La struttura sorgerà in via Rossi, nell’area antistante alla sede della centrale di Varese Risorse. L’Amministrazione comunale ha deliberato il progetto unitario per la costruzione del magazzino e dell’impianto solare termico e l’Università dell’Insubria ha controfirmato i progetti.
Nelle foto: impianto prima e dopo la costruzione

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