Edizione n.16 di mercoledì 12 maggio 2021

Carlo Alessandro Pisoni, un umanista 4.0 del “suo” Lago Maggiore

Si è spento lunedì 26 aprile a Varese - Aveva 58 anni
settembre 2013, inaugurazione lungolago, Pisoni con il sindaco Pellicini

Il Corriere del Verbano ha perso un caro amico, Carlo Alessandro Pisoni, e anche solo dirlo ci sembra irreale. Scriverne, laddove per tanti anni sono apparsi suoi rubriche e interventi, ci sembra fuori dal tempo.
L'abbiamo conosciuto che era ancora quasi ragazzo. Fin da allora vulcanico, la testa piena di idee e progetti e una visione articolata del fare ricerca storica. Una passione smisurata quella per la storia (e per le genti), in particolare dei territori del lago Maggiore. Nasceva dentro la formazione specifica e speciale offerta da un padre, Pier Giacomo Pisoni, cui nello stesso ambito si devono studi e un lascito di analisi di eccellenza.
Alessandro quel percorso l'ha prediletto e rafforzato, raggiungendo traguardi di raffinatezza culturale che dalla “sua” Germignaga e dalle contrade varesine lo hanno portatato a guadagnarsi fama internazionale. Accanto alla laurea in Ingegneria è coesistita in lui una pluralità di talenti e studi scientificamente condotti che spaziavano dalle Lingue moderne alle antiche, dalla filologia alla glottologia (tedesca, spagnola, francese...), dalla geografia alla geologia, dalla bibliografia all'aneddotica, dall'archeologia al viaggio, dalla letteratura provenzale alla poesia popolare, dai codici miniati al web.
Che avesse appuntamento col campanaro per conoscere lo stato di grazia della campana del paesino sperduto delle nostre valli o con il rettore d'una università nordeuropea per un confronto su un lemma germanico del Sedicesimo secolo l'entusiasmo, la determinazione di Alessandro non mutavano.
Tutto ciò che è conoscenza, “approdo”, per lui avevano significato, anzi valore. Un approccio che lo ha portato ad essere archivista conservatore dell'Archivio Borromeo dell'Isola Bella, consigliere del Museo del Paesaggio di Verbania, componente del comitato scientifico del Fondo Sereni, tra i fondatori della Società dei Verbanisti, socio fondatore del Magazzeno Storico Verbanese, a promuovere importanti iniziative per la salvaguardia di siti, monumenti, restauri, anche in piccole realtà locali, a pubblicare saggi, guide, atti di convegni con una abnegazione all'idealità e una vivezza d'intelletto rari da incontrare.
Carlo Alessandro Pisoni si è spento a 58 anni a Varese lunedì 26 aprile 2021. Lascia molto alla comunità e, come spesso succede con personalità così eclettiche e così fuori dai precostituiti schemi, quanto sia stata preziosa (e utile) la sua opera lo diranno gli anni a venire.

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Su Carlo Alessandro Pisoni riportiamo i ricordi di Andrea Pellicini e Alessandro Franzetti, che ebbero modo di conoscerlo durante la loro attività di amministratori comunali di Luino

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«APPASSIONATO, AFFABILE, DISPONIBILE»

Con Alessandro Pisoni se ne va un uomo di grande cultura, uno studioso appassionato e una persona perbene. Lascia una bellissima famiglia e un grande vuoto in chi lo ha conosciuto e ha avuto la fortuna di frequentarlo. Alessandro, tra le tante e importanti cose in cui era impegnato, faceva anche parte del comitato scientifico del fondo Sereni, indicato dall’assessorato alla Cultura di Regione Lombardia, a dimostrazione che la sua fama di uomo di cultura travalicava i confini locali.
Lo ricordo anche come persona affabile e disponibile. Qualche anno fa accompagnò me e la mia famiglia a visitare il palazzo e i giardini dell’Isola Bella, luoghi che conosceva meglio di chiunque altro per la sua lunga attività di archivista e conservatore delle carte dei Borromeo. Per me fu davvero un privilegio e quel pomeriggio di ottobre, sul lago che Alessandro amava intensamente, rimarrà sempre un ricordo carissimo.
Andrea Pellicini

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«VERSATO IN ENTRAMBI I CAMPI DEL SAPERE»

Caro Carlo Alessandro,
non mi pare vero tu te ne sia andato così prematuramente, e in un modo così terribile.
La mia amicizia con te ha significato molto, e sei stato per me un maestro del sapere.
Ti conobbi nel 2005, allora ero un giovane universitario, e fin da subito apprezzai la tua capacità nel portare a termine quella grande avventura editoriale che fu il volume “Quarantaventi”, in cui alcuni ex alunni come me del Liceo “Vittorio Sereni” scrissero articoli per commemorare i quarant’anni della scuola e i venti dell’Associazione “Amici del Liceo”.
Quando nel 2010 fui eletto consigliere comunale e il sindaco Andrea Pellicini mi delegò a occuparmi dei rapporti con le associazioni culturali, potei sempre contare sul tuo valido contributo di idee, progetti ma soprattutto condivisione di valori. Eri versato in entrambi i campi del sapere: quello scientifico (eri infatti ingegnere) e quello umanistico, e questo ti permetteva di spaziare agilmente tra diverse discipline.
Il Magazzeno Storico Verbanese da te fondato era una miniera di dati, informazioni preziose per chiunque volesse immergersi nelle terre del nostro lago. Il tuo spessore culturale era pari soltanto al tuo stile, al tuo garbo e alla tua grande finezza: non ti ho mai sentito pronunciare un giudizio fuori posto.
Ricordo quando mi regalasti il tuo bel libro “Ab oblivione vindicanda”, che parlava delle epigrafi cimiteriali lombarde: mi dicesti che ogni cultura, ogni singolo paese, vengono descritti come meglio non si può dai propri cimiteri, che raccolgono la storia delle persone; mi ha talmente appassionato questo argomento che da allora, seguendo il tuo consiglio, ogni volta che mi reco in una nuova città vado a visitare il camposanto.
Nel maggio del 2015, da presidente del Consiglio, ti invitai quale oratore ufficiale a Voldomino a celebrare il centenario del passaggio del Piave: fu una giornata radiosa. Davi molta importanza a valori come quelli della famiglia, della patria (senza tuttavia essere nazionalista) e di Dio, e queste tue posizioni non sempre ti hanno fatto comprendere da certa intellighenzia.
Nel suo secondo mandato, il sindaco Pellicini ebbe gran merito a nominarti nel comitato scientifico dell’archivio Sereni: chi meglio di te avrebbe potuto ricoprire tale incarico.
La tua passione per la storia (che non amo definire locale, aggettivo quasi sminuente, la storia è storia) era nel Dna della tua famiglia e infatti il tuo caro papà Piergiacomo fu uno storico di ottimo livello e contribuì con l’ing. Pierangelo Frigerio (anche lui, come te, versato tanto nella scienza quanto nell’umanesimo) a scrivere pagine lucenti del nostro “genius loci (che è anche genius laci) ”.
Grazie Carlo Alessandro.
Personalmente non ti dimenticherò mai, e cercherò di tenere viva la fiammella dell’amore per la storia che ci hai insegnato. Le tue opere non saranno dimenticate, e nemmeno la tua saggezza.
Mi unisco al dolore della moglie e delle figlie per questa gravissima perdita. Tuttavia ho una certezza: non so tra quanto, caro Carlo Alessandro, ma di sicuro ci ritroveremo a guardare il nostro lago dall’alto, e potremo discutere di storia all’infinito.
Riposa in pace, amico mio carissimo.
Alessandro Franzetti