Edizione n.16 di mercoledì 12 maggio 2021

Apicoltura, in Lombardia porte aperte anche in parchi regionali e riserve naturali

Al via gli accordi con 7.443 produttori che contano 176.442 alveari

In Lombardia l'apicoltura è riconosciuta per legge come attività essenziale per l'ambiente e ora si punta a promuoverla anche in parchi regionali e riserve naturali. A tutti gli enti gestori l'assessore regionale Fabio Rolfi ha rivolto, il 28 aprile 2021, l'invito a creare le condizioni affinché le associazioni e le singole aziende possano incrementarvi le aree di produzione e specializzazione qualitativa. «I parchi e le riserve hanno a disposizione aree agricole e forestali che possono essere valorizzate anche includendo un'azione per favorire il nomadismo e la selezione mirata delle api» ha notato Rolfi
I produttori apistici lombardi sono 7.443 e contano un totale di 176.442 alveari. A loro disposizione l'ente gestore di aree protette deve mettere, in base agli accordi, specifiche aree di proprietà pubblica chiaramente individuate, con opportune vie d'accesso e personale dedicato. Dal canto loro, le associazioni dovranno fornire gli alveari e gestirli con i propri tecnici, anche con l'elaborazione di attività innovative e gestite sul campo, promuovendo tra gli associati l'uso delle aree protette a fini produttivi.
Distribuzione dei 176.442 alveari per singola provincia: Bergamo 22.625; Brescia 26.530; Como 14.084; Cremona 9.434; Lecco 9.752; Lodi 4.609; Mantova 10.871; Milano 16.302; Monza Brianza 7.848;Pavia 22.357; Sondrio 13.437; Varese 18.593.

PRIMATO MIELI FLOREALI
Come ha evidenziato il presidente dell'associazione apicoltori lombardi Claudio Vertuan, «il 75% del cibo è frutto del lavoro di impollinazione delle api e senza loro non avremmo circa il 60% di frutta e verdura, così come migliaia di piante da fiore. Bisogna contribuire a sensibilizzare la popolazione sull'importanza di questa attività».
Notoriamente le api rappresentano l'anello di congiunzione tra biodiversità e produzione agroalimentare, due aspetti custoditi anche all'interno delle aree protette. «È grazie alla grande biodiversità presente nelle aree naturali che il nostro Paese detiene il primato mondiale per la più grande varietà di mieli monoflorali» ha dichiarato il coordinatore di Federparchi Lombardia Marzio Marzorati. «Molti parchi ospitano già il lavoro degli apicoltori perché è qui che si trova la maggiore fonte di cibo per gli insetti impollinatori. Questa iniziativa ci permetterà anche di conoscere e valutare lo stato ambientale di un territorio visto che le api sono ottimi indicatori di qualità ambientale».
La valorizzazione dell'apicoltura e della biodiversità resta un punto fermo anche di Apilombardia. «Restiamo in attesa di poter confrontarci con gli enti parchi per firmare e attuare la convenzione» ha dichiarato la presidente Larissa Meani.