Edizione n.45 di mercoledì 22 novembre 2017

Varese, una giovane eccellenza chiamata Ematologia

Nato nel 2010, il reparto dell’Ospedale di Circolo ha una capacità attrattiva anche fuori provincia – Ulteriore salto di qualità con l'avvio dell'attività di trapianto di midollo

Settemila procedure ematologiche tra gennaio e luglio 2017, con un incremento superiore al 40% rispetto a solo due anni prima. E in costante crescita anche le prestazioni erogate verso pazienti provenienti da altre province e altre regioni. Sono solo alcuni dati del bilancio del reparto di Ematologia dell’Ospedale di Varese a quindici mesi dall’avvio dell’attività di trapianto.
L'Ematologia di Varese, diretta dal professor Francesco Passamonti, è nata il 1° novembre del 2010 e in pochi anni, come ha affermato il direttore generale dell'Asst dei Sette Laghi, Callisto Bravi, «si è affermata come uno dei reparti di eccellenza del nostro Ospedale e come un centro di riferimento in grado di esercitare già una capacità attrattiva anche al di fuori dei confini provinciali».

SALTO DI QUALITÀ
Nel 2017, per la sola attività di degenza, i pazienti provenienti da territori esterni a quelli dell’ATS dell’Insubria sono stati il 16%, di cui l’8% provenienti da fuori Lombardia. E l’incidenza dei pazienti provenienti da altre province e regioni è analoga anche se si considera l’attività ambulatoriale piuttosto che quella di day hospital.
«Certo, i numeri sono inferiori rispetto a quelli dei grandi ospedali metropolitani – spiega Passamonti – ma, considerato che ogni anno registrano un aumento e indicano una capacità attrattiva per fuori Provincia e fuori Regione, sono molto significativi».
TRAPIANTO DEL MIDOLLO
Il salto di qualità decisivo è avvenuto quindici mesi fa con l'avvio dell'attività di trapianto di midollo. Trentuno i trapianti già eseguiti con risultati perfettamente in linea con i dati nazionali e internazionali, considerando che la degenza media, in questi casi, si attesta a ventotto giorni.
Decisiva a questo proposito è stata la realizzazione di due camere sterili a completa disposizione del reparto, consegnate nella primavera del 2016, e la grande competenza del personale in servizio, sia medico, sia infermieristico. L'esperienza già acquisita e la capacità di apprendere rapidamente, infatti, hanno avuto un ruolo determinante nel consentire un'attività così complessa. 
RUOLO TERZO SETTORE
A fare la differenza non sono tuttavia solo i trapianti. «Grazie alla sinergia Ospedale–Università, osserva il direttore Bravi, la nostra Ematologia ha condotto in questi anni ben sessantaquattro studi clinici con programmi terapeutici avanzati, garantendo così la massima personalizzazione delle terapie a fronte di un notevole risparmio economico».
Un altro indicatore di qualità da non sottovalutare sono i progetti di ricerca vinti dalla struttura varesina che valgono quasi un milione di euro.
«Se l'Ematologia dell'Ospedale di Circolo ha potuto conseguire questi risultati, fondamentale è stato il ruolo del terzo settore – aggiunge Bravi - AIL Varese onlus, la Fondazione Rusconi di Varese e la Fondazione Matarelli di Milano hanno sostenuto e continuano a sostenere la struttura non solo finanziariamente, ma instaurando un rapporto con l'Azienda e il direttore del reparto caratterizzato da un profondo spirito di collaborazione».