Edizione n.16 di mercoledì 22 maggio 2019

Varese, sempre più forte l'appeal di una tecnica chirurgica mininvasiva

È la chirurgia endoscopica nasosinusale e del basicranio dell'Otorinolaringoiatria e Neurichirurgia dell'Ospedale di Circolo nelle patologie tumorali
 i prof. Locatelli e Castelnenuovo

«È una tecnica chirurgica mininvasiva sviluppatasi negli ultimi trent'anni, inizialmente per il trattamento delle patologie infiammatorie del naso e dei seni paranasali e, dagli anni Novanta, delle patologie tumorali. Gli strumenti, che utilizzano la tecnologia a fibre ottiche, permettono l'accesso agli spazi interni del viso e del cranio tramite le narici, cioè senza dover procedere ad incisioni».
Così il professor Paolo Castelnuovo, ordinario all'Università dell'Insubria e direttore della Otorinolaringoiatria dell'Ospedale di Circolo di Varese, spiega la chirurgia endoscopica nasosinusale e del basicranio, che ogni anno viene applicata in almeno cento casi di tumori maligni del basicranio sui complessivi duemilacinquecento interventi chirurgici eseguiti nella struttura.

CENTRO DEL BASICRANIO
La tecnica chirurgica per via endoscopica è il fiore all'occhiello dell'Otorinolaringoiatria varesina e, in particolare, del Centro del Basicranio, nato all'Ospedale di Circolo dalla simbiosi tra Otorinolaringoiatria e Neurochirurgia, diretta quest'ultima dal prof. Davide Locatelli.
«Simbiosi, non semplice collaborazione» precisa il prof. Castelnuovo. «L'unicità del nostro Centro del Basicranio nel contesto internazionale sta proprio nel rapporto strettissimo con la Neurochirurgia, che ci permette non solo di affrontare, ma anche di studiare, pianificare e gestire ogni singolo caso insieme con i neurochirurghi».
Otorinolaringoiatria e Neurochirurgia non condividono solo il piano del Monoblocco che ospita le degenze, ma anche il personale e le sale operatorie per tutti i casi di tumori della testa e del collo. In questi casi, poi, la collaborazione si estende ad un gruppo multidisciplinare che si riunisce settimanalmente con oncologi, radioterapisti, radiologi, neuroradiologi, medici nucleari, nutrizionisti e anatomopatologi, senza dimenticare il contributo fondamentale dei chirurghi plastici, dei microchirurghi, dei chirurghi maxillo-facciali e degli oftalmologi.
ATTRATTIVA INTERNAZIONALE
E - oltre le tecniche chirurgiche endoscopiche del basicranio - è anche la compresenza, a Varese, di tutte queste tipologie di specialisti ad attrarre visitatori dall'estero, desiderosi di imparare come prendersi cura a 360 gradi di pazienti così complessi come coloro che hanno una patologia oncologica del basicranio.
A testimoniare la capacità attrattiva internazionale del Centro del Basicranio bastano i numeri. Negli ultimi dieci anni sono 222 i medici provenienti da ogni parte del mondo che hanno partecipato come observer o fellow alle attività cliniche, chirurgiche, didattiche e scientifiche offerte dalla struttura. Le richieste per il 2019 sono ventitré e ne sono già arrivate cinque per il 2020. Si tratta di specialisti provenienti da Francia, Austria, Turchia, Marocco, Emirati Arabi, Oman, Arabia Saudita, Iraq, India, Brasile, Cile, Stati Uniti, Canada, Messico, Finlandia, Russia, Ucraina, e Italia ovviamente.
L'Otorinolaringoiatria varesina è particolarmente impegnata nell'insegnamento della tecnica chirurgica per via endoscopica. Dal 2014 è stato istituito il Centro di Ricerca scientifica in campo anatomico, diretto dallo stesso Castelnuovo, frutto della collaborazione tra l'Asst dei Sette laghi e l'Università dell'Insubria. Il Centro, che si avvale degli spazi attrezzatissimi della Medicina legale dell'Ospedale di Circolo di Varese, organizza ogni anno almeno dieci corsi di dissezione anatomica che vedono la partecipazione di centinaia di medici, anche in questo caso provenienti da tutto il modo.
Nella foto: i prof. Davide Locatelli (a sx) e Paolo Castelnuovo (a dx).