Edizione n.30 di mercoledì 4 settembre 2019

Varese, la “luce” e il gusto borghese nel collezionismo varesino tra '800 e '900

Chiude con altri due appuntamenti la mostra su dipinti, piccole sculture, fotografie, suppellettili quotidiane e vasi a firma di noti artisti e designer di un secolo fa
Miss Cavel (1915 ca.)
presentazione mostra

A Varese si possono ammirare ancora, fino all’8 settembre 2019, opere occultate ai più per oltre cinquant’anni perché parti della vita di casa dei collezionisti, con pezzi pregevoli e unici, e opere attribuite da riconfermare. Alcuni dei nomi sono quelli di Fattori, Lega, De Nittis, Boldini, Zandomeneghi, Albertini, Tommasi, Miti Zanetti, Maggi, Pellini, Sironi, Funi, Lilloni, Spilimbergo, Ligabue, Casarotti, Pellini, De Chirico, Crippa, Melotti, Fontana, che si completano con le opere di tre artisti contemporanei quali Samuele Arcangoli, Vittorio D’Ambros, Stella Ranza, e di due fotografi d’arte come Roberto Molinari e Raffaella Grandi.
Dopo quasi due mesi di apertura la mostra “Come la luce-dai Macchiaioli allo Spazialismo collezionando a Varese”, curata da Debora Ferrari con Luca Traini, è sempre visitabile al Castello di Masnago (dal martedì alla domenica, ore 10-18; biglietto cumulativo per la mostra di Guttuso a Villa Mirabello) e nella sede di Banca Generali Private in Piazzetta San Lorenzo 1/a (orario di ufficio, ingresso libero). L'accompagna un catalogo edito da Trarari TIPI edizioni con contributi anche di Stefania Barile del Centro Internazionale di Studi di Filosofia e di Tiziana Zanetti, esperta di diritto dell’arte.
Per due anni Debora Ferrari e Luca Traini hanno catalogato da collezioni private varesine opere che comprendono, oltre a dipinti e piccole sculture, eleganti suppellettili quotidiane come servizi di porcellana e vasi a firma di noti artisti e designer di un secolo fa. Trait d’union, l’evoluzione della materia luce nelle opere pittoriche e il gusto borghese per la piccola scultura a cavallo fra Otto e Novecento.

«Collezionare arte – annota Tiziana Zanetti - è un’operazione complessa e affascinante sotto il profilo culturale, intellettuale, sociale e non meno giuridico: il bene in questione non è un bene qualunque pertanto le regole che lo disciplinano sono peculiari e specifiche. In un delicato equilibrio tra pubblico e privato si propongono, in chiave divulgativa, alcuni spunti di riflessione sulla vita nascosta delle opere, spesso travagliata, a volte silenziosa, che va a definire l’elemento fondamentale della loro identità: la provenienza. Il giurista dell’arte non può non entrare nel merito della questione poiché il diritto dell’arte non è il diritto “applicato” all’arte ma molto (molto) di più».
In particolare, nella sede della Banca Generali Private, sono ospitati quadri, sculture e fotografie con un focus su Eugenio Pellini, presentando due importanti sculture come la Ragazza con le trecce, inedita, e il Garibaldi della Notte di Caprera in versione bronzo (ai Musei di Villa Mirabello è in marmo), un focus su Riccardo Crippa e Lucio Fontana e fotografie di Roberto Molinari dell’Atelier Pellini di Milano.
Per gli appassionati d’arte sicuramente ingolosiscono altri due appuntamenti. Sabato 7 settembre apertura della casa-atelier di Lucio Fontana a Comabbio, insieme ai nipoti, per visitare il luogo di lavoro e vita degli ultimi anni del fondatore dello Spazialismo (visite a numero chiuso, su prenotazione gratuita a culturalbrokers@gmail.com). Domenica 8, invece, conferenza su collezionismo, mecenatismo e diritto dell’arte, con Tiziana Zanetti, i curatori, Stefania Barile e Stefano Vittorini.