Edizione n. 28 di mercoledì 5 agosto 2020

Varese, diventa virtuale la mostra «Mario Luzi e la letteratura latinoamericana»

La presentazione animata curata da Rosanna Pozzi
Mario Luzi, foto Uninsubria

Pannello dopo pannello, sulle orme del saggio «Cronache dell’altro mondo» di Stefano Verdino scorrono alcune tra le più significative recensioni di Mario Luzi ai romanzi di Varga Llosa, Josè Maria Arguedas, Sábato, nonché a Borges, narratore e poeta. È la presentazione animata digitale della mostra «Mario Luzi e la letteratura latinoamericana» creata da Rosanna Pozzi, insegnante di liceo e cultrice della materia nel corso di Scienze della comunicazione dell’Università dell'Insubria.
La mostra era stata anticipata nel maggio 2018 alla Galleria Boragno di Busto Arsizio e sarebbe dovuta approdare nell’agosto 2020 in Perù, all’Istituto Italiano di Lima, con la collaborazione dell’ufficio Relazioni internazionali dell’Universidad Católica Sedes Sapientiae. L’evento è stato rimandato per la pandemia e ora la rassegna è diventata virtuale con il patrocinio dell’Università dell’Insubria e del suo International research center for local histories and cultural diversities, diretto da Gianmarco Gaspari.

Nel 1967 Luzi recensiva, primo in Italia, il capolavoro del futuro Nobel Gabriel García Marquez «Cent’anni di solitudine», oggi pietra miliare della letteratura universale, e le sue parole «la cultura crea ponti, elimina distanze, avvicina l’ignoto, rende noto il lontano» aiutano a cogliere lo spirito della iniziativa, che si può vedere sul sito del centro Storie locali dell’Insubria (https://www.cslinsubria.it/index.php/iniziative/mostre.html). «Questa mostra - osserva Gianmarco Gaspari - rende omaggio alla grandezza di una letteratura che ha rivitalizzato la narrativa e valorizza un tema di grande attualità: il dialogo interculturale tra popoli e tradizioni diverse, a partire dall’interesse e dalla conoscenza di una cultura e letteratura altra rispetto a quella di appartenenza».
•Nella foto Uninsubria: Mario Luzi