Edizione n.13 di mercoledì 17 aprile 2019

Varese-Como, passa anche dall’Università dell’Insubria la Nuova Via della Seta

Un progetto della professoressa Barbara Pozzo ha vinto il bando del Ministero dell’Università
Barbara Pozzo

Studiare la sostenibilità dell’iniziativa cinese e il suo impatto su territorio, ambiente e più in generale società italiana ed europea. È l'obiettivo del progetto di rilevante interesse nazionale (Prin) presentato da Barbara Pozzo, direttrice del Dipartimento di diritto economia e culture (Didec) dell’Università dell’Insubria, che, proprio nei giorni della recente visita del presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping a Roma, ha vinto il bando del Ministero dell’Università per «La Nuova Via della Seta».
Capofila del progetto è l’Università di Bologna, mentre le altre sedi partner sono quella di Trieste e di Genova, particolarmente rilevanti per i due porti di accesso all’Europa. «Per un territorio come quello di Como, con forti legami tradizionali con la Cina e con un interesse sempre presente per l’economia della seta, questo progetto ribadisce la centralità del dialogo tra università e città» è stato il commento di Barbara Pozzo (nella foto).
Il progetto analizzerà le modalità con cui le infrastrutture previste dalla Nuova Via della Seta dovranno far fronte ai molteplici obblighi che discendono dalla normativa europea a tutela dei cittadini, dell’ambiente e delle imprese italiane. Inoltre, indagherà anche sulle problematiche derivanti dal diritto doganale rispetto agli scambi commerciali che verranno incentivati, tematica su cui il Didec vanta una sperimentata specializzazione grazie al Centro di ricerca in diritto doganale fondato da Fabrizio Vismara.
Lo studio si avvale delle competenze di Roberta Rita Pezzetti e Patrizia Gazzola, docenti del Dieco che hanno sviluppato rapporti con le università dei Paesi asiatici che si collocano lungo la Nuova Via della Seta, e di Daniele Cologna, docente di lingua e cultura cinese del corso di Mediazione linguistica e culturale, che ha rapporti privilegiati con importanti atenei cinesi. E questo, oltre a contribuire all’internazionalizzazione dell’ateneo, darà anche importanti occasioni di scambio culturale agli studenti.