Edizione n.27 di mercoledì 7 agosto 2019

Università dell'Insubria, porte aperte ai migliori studenti stranieri

Borsa di 6.000 euro per ingaggiare undici “campioni” nei corsi di laurea triennale o magistrale a Varese o Como
foto Uninsubria

Un incentivo economico per aumentare l’attrattività internazionale e il livello qualitativo della propria platea studentesca. A questo obiettivo mira un bando dell’Università dell’Insubria, che ricerca all'estero undici studenti internazionali di assoluta eccellenza.
I migliori studenti stranieri, che nel loro Paese abbiano conseguito il diploma di accesso con un voto uguale o prossimo a quello massimo, potranno venire a studiare a Varese o a Como con una borsa di 6.000 euro. La squadra di “campioni” ingaggiati all’estero potrà scegliere uno dei molti corsi di laurea triennale o magistrale dell’Insubria, che ha investito in questa iniziativa quasi 70.000 euro.
Una parte delle borse sarà destinata agli studenti internazionali che vorranno iscriversi a corsi di laurea erogati in lingua italiana: «L’italiano – spiega Giorgio Zamperetti, delegato del rettore per le relazioni internazionali – è la quarta lingua più studiata al mondo e ci sono all’estero decine di migliaia di studenti italofoni a cui vogliamo proporci; persino un personaggio come il Papa, quando parla alle folle nei molti Paesi che visita, ormai non usa il latino o lo spagnolo, sua lingua madre, e tantomeno l’inglese, lingua franca ma legata a modelli ideologici troppo occidentali, bensì proprio l’italiano; dato l’alto interesse per la cultura e lo stile di vita del nostro Paese, l’attrattività internazionale deve dunque passare non solo per i corsi che eroghiamo in inglese, ma anche per quelli in italiano, permettendoci di esportare la straordinaria versatilità della nostra offerta formativa».
Internazionalizzazione, dunque, come strumento di incremento della qualità. «Abbiamo volutamente alzato l’asticella dei requisiti e l’importo delle borse - aggiunge Zamperetti - per attirare da noi gli studenti stranieri più dotati, i veri talenti. Questi ragazzi, studiando da noi, arricchiranno con la loro presenza il territorio, magari fermandosi a lavorare da noi dopo la laurea; ma anche se dovessero andare altrove, continueranno a mantenere con lo stesso un rapporto privilegiato, rimanendo ambasciatori della nostra cultura nei loro Paesi e alimentando una catena virtuosa di talenti e risorse verso la nostra regione».