Edizione n. 12 di mercoledì 14 aprile 2021

Tumore in bocca, a Varese operazione con braccio robotizzato

Intervento innovativo all'Ospedale di Circolo eseguito da équipe di specialisti
Ospedale di Circolo di Varese (foto ORL-1)

Un sofisticato braccio robotizzato usato per asportare la neoplasia in maniera mininvasiva passando dalla bocca. Queste le coordinate di un intervento chirurgico innovativo eseguito all’Ospedale di Circolo di Varese da una équipe di oncologi, radioterapisti, otorinolaringoiatri e chirurghi plastici per rimuovere un tumore maligno della base della lingua.
Il paziente, un settantenne residente in provincia, si è ripreso molto velocemente ed è stato dimesso dall’ospedale circa dieci giorni dopo la procedura chirurgica, con esiti funzionali considerati molto incoraggianti in termini di linguaggio, respirazione e deglutizione.
FASI SEGUITE ATTRAVERSO UNA CONSOLE
Il braccio robotico è stato pilotato attraverso una console per seguire ogni fase operativa, proiettata su tre maxischermi 4K in 3D installati nella sala operatoria. Anestesisti, strumentiste, infermiere e personale della sala operatoria indossavano appositi occhiali 3D per collaborare all’operazione condotta dal dottor Paolo Battaglia, ricercatore dell’Università degli Studi dell’Insubria e dirigente medico del reparto di otorinolaringoiatria dell’ospedale. La visione ad alta definizione e la percezione della profondità di campo tridimensionale hanno consentito di togliere, in maniera molto precisa, la massa neoplastica senza danneggiare i tessuti circostanti.
«Si tratta del primo intervento chirurgico con l’ausilio di questo braccio robotico per le neoplasie dell’orofaringe» ha spiegato il dottor Battaglia. «In passato, interventi chirurgici di questo tipo richiedevano estesi tagli sulla pelle della faccia e in alcuni casi persino il taglio dell’osso della mandibola. Con questa nuova tecnologia siamo riusciti ad ottenere una rimozione completa e sicura del tumore dal punto di vista oncologico ma al tempo stesso siamo riusciti a ridurre l’invasività dell’intervento».
OPERAZIONI CONTESTUALI
Una volta rimossa la neoplasia, l’équipe del direttore dell’Unità operativa di microchirurgia della mano, professor Mario Cherubino, ha ripristinato il rivestimento mucoso della bocca per consentire una più rapida guarigione del paziente in termini di deglutizione e fonazione. Contestualmente all’intervento nella bocca, sono stati asportati anche i livelli linfonodali del collo a rischio di micrometastasi, per ridurre il rischio di possibili recidive della neoplasia in futuro, ad opera dell’equipe otorinolaringoiatrica guidata dal dottor Mario Turri Zanoni.
L’intervento chirurgico si è svolto senza complicanze, grazie anche al supporto del team anestesiologico composto dalle dottoresse Rosella Bulgheroni e Simona Cozzi.
L’esame approfondito della neoplasia, eseguito dai patologi Carla Facco e Fausto Sessa, direttore dell’Anatomia patologica di Varese, ha confermato l’adeguatezza dell’intervento chirurgico, tanto che non è stato necessario completare le cure con trattamenti di radioterapia e chemioterapia, velocizzando ancora di più il recupero funzionale del paziente.
DIFFICILI DA DIAGNOSTICARE
«Anche in tempi difficili come quello che stiamo attraversando, la collaborazione multidisciplinare e l'innovazione rimangono il motore per una sanità vincente e di qualità» hanno commentato Paolo Castelnuovo, direttore del dipartimento chirurgie specialistiche dell’Asst Sette Laghi di Varese e il direttore del dipartimento di biotecnologie e scienze della vita dell’Università degli Studi dell’Insubria Luigi Valdatta. «Siamo orgogliosi di questo risultato e continuiamo a lavorare per stimolare la ricerca scientifica al servizio del paziente».
I tumori che insorgono nella zona più profonda della bocca, chiamata orofaringe, sono tumori difficili da diagnosticare e che possono causare disturbi come dolore e fastidio alla gola, con difficoltà a deglutire e a parlare nelle fasi più avanzate. Sono generalmente collegati all’abitudine al fumo di sigaretta e all’assunzione di alcoolici, ma possono essere causati anche dall’infezione da papilloma virus umano (Hpv), che si può trasmettere per via sessuale ed è responsabile dell’aumento dell’incidenza di questi tumori negli ultimi anni.