Edizione n.11 di mercoledì 25 marzo 2020

Lago Maggiore e dintorni

Depurazione delle acque, Pellicini: «Storico accordo»

Finanziamento regionale di oltre mezzo milione di euro – Dovrebbero seguire altre opere per oltre nove milioni tra fognature e nuovo depuratore

«Quello sottoscritto in data 4 luglio tra Comune di Luino, ATO, società ALFA e società Verbano è un accordo storico, destinato a cambiare finalmente lo stato delle nostre acque». Così il sindaco di Luino Andrea Pellicini ha accolto la conferma di Regione Lombardia del finanziamento di oltre 500.000 euro destinato alla progettazione delle opere di completamento del collettamento fognario di Luino e del nuovo depuratore.
«Raccogliamo i frutti di un lavoro durato quasi due anni – ha spiegato Pellicini - portato avanti con tenacia dall'assessore Dario Sgarbi. Viene così finanziata la progettazione di importanti tratti fognari luinesi, tra i quali quelli di Bonga, della Carnella, di Moncucco-Creva e di Colmegna. Seguiranno, quindi, opere tra fognature e nuovo depuratore per oltre nove milioni di euro». 
Di queste opere beneficerà principalmente il Lago Maggiore. «L'obiettivo di depurazione delle acque del lago - conclude Pellicini - è da sempre al centro della nostra azione politica in favore della promozione del nostro territorio. Segnalo con piacere la massima collaborazione in tal senso delle istituzioni superiori e un gran lavoro di regia da parte di ATO». 

(Altre sull'argomento in questa stessa sezione e in Prima Pagina).

Laghi e fiumi del Varesotto, Provincia: «Recuperato il ritardo di anni»

Intervento del consigliere Valerio Mariani sulla qualità acque accertata da Legambiente

«Non abbiamo la bacchetta magica e stiamo lavorando duramente per recuperare il tempo che altri hanno perso sull’intera partita legata all’acqua, al gestore unico e al servizio idrico integrato. In questi ultimi anni abbiamo fatto importanti passi avanti e raggiunto anche buoni risultati. La situazione delle acque del Ceresio lo dimostra».
Così il 12 luglio 2017 ha reagito alla presentazione dei risultati sulle acque del Varesotto il consigliere provinciale di Varese Valerio Mariani, intervenuto alla conferenza stampa di Legambiente. «Occorre tempo perché non si può risolvere tutto con uno schiocco di dita. Lo sappiamo noi e lo sanno anche i sindaci dei territori interessati dai laghi e con i quali abbiamo istaurato un ottimo rapporto di collaborazione».
LAVORI A LUINO E BESOZZO
Anche sul Maggiore, come già sul Ceresio, è iniziata a essere tradotta in realtà una serie di ipotesi e azioni. «L’accordo di programma tra Ato, Alfa, società Verbano e Comune di Luino per la progettazione delle reti di collettamento e il revamping (NdR: ammodernamento, revisione) dell’impianto di depurazione per oltre 3 milioni e 500 mila euro è nella fase di progettazione, alla quale seguiranno i lavori» prosegue Mariani. Gli interventi della società Verbano sull’impianto di depurazione di Besozzo relativi al fiume Bardello, per un importo di oltre 3 milioni, sono in corso».
Ad Angera infine è stato avviato il tavolo di lavoro, al quale partecipano anche Ato e Alfa per il revamping dell’impianto di depurazione, che in futuro dovrà essere gestito proprio dal Alfa srl. «Prendiamo i dati di Legambiente come stimoli per continuare a lavorare a testa bassa, proprio perché siamo entrati in una fase cruciale, fatta finalmente di progetti concreti e non più di parole. Ne siamo convinti noi, ma soprattutto i sindaci e gli amministratori del nostro territorio, che in tutto questo percorso hanno capito l’importanza e hanno sempre collaborato e agito per il bene dei nostri territori e il miglioramento delle nostre acque» ha concluso Mariani.  

(Altre sull'argomento in questa stessa sezione e in Prima Pagina).

Eccidi di Fondotoce, Baveno e Pogallo, diritto al nome per le trentatré vittime ancora ignote

Firmato progetto traAssociazione Casa della Resistenza, Comuni di Verbania e Baveno, Parco Nazionale Val Grande e Università degli studi di Milano
foto Piemonte News

Associazione Casa della Resistenza, Comuni di Verbania e Baveno, Parco Nazionale Val Grande hanno firmato una convenzione triennale con il Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense dell’Università degli studi di Milano avviando così il progetto Diritto al nome, diritto alla memoria.
«Grazie alle più sofisticate tecniche di antropologia e odontologia forense e di analisi del Dna – spiega in una nota Piemonte News -, l’équipe diretta da Cristina Cattaneo, con il supporto del gruppo di ricerca storica coordinato dalla Casa della Resistenza, tenterà di restituire l’identità alle trentatré salme di ignoti, vittime nel giugno 1944 degli eccidi di Fondotoce, Pogallo e Baveno. La ricerca permetterà in ogni caso di ricostruirne il “profilo biologico”, fornendo informazioni inedite sugli ultimi giorni di prigionia e più in generale sul periodo precedente di vita partigiana. L’impegno alla restituzione di un’identità ai resti degli ignoti, al di là dell’indiscutibile valenza storica, rappresenta, anche a distanza di settantasei anni, il riconoscimento di un diritto sancito dall’art. 6 del codice civile italiano, il diritto al nome, che è dovere morale garantire per estensione anche ai defunti». 

Corridoio ecologico Ceresio-Adriatico, via al progetto tutela delle anguille

All’intesa, finanziata anche da UE e Canton Ticino, partecipano Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto e Aipo
CREVA-Corridoio pesci, lavori 2014

Il corridoio ecologico Ceresio-Adriatico, che passa per il fiume Tresa a Luino, il lago Maggiore, i fiumi Ticino e Po, sta per entrare in servizio. Primi “clienti” della “Autostrada dei pesci” dal lago di Lugano al Mare Adriatico, riattivata dopo oltre mezzo secolo, saranno le anguille, che accusano dagli anni '80 un decremento pari al 99%, tanto che la specie è stata classificata come 'critically endangered'.
L’11 settembre 2017 è stato presentato Il progetto per la conservazione della specie Life per l'anguilla, che coinvolge Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto, Aipo e le Università di Bologna e Ferrara. Il finanziamento è sostenuto anche da Unione Europea (60%), Canton Ticino (già messi 200.000 franchi) e altri cofinanziatori.
GESTIONE UNITARIA DELLA PESCA
Il progetto di tutela e conservazione dell'anguilla, naturale sviluppo del progetto 'Conflupo', è stato inserito tra le azioni previste dal protocollo 'Pesca sostenibile Fiume Po', redatto dal Tavolo tecnico divenuto, il 15 giugno 2017, Consulta per la gestione della pesca e la tutela del patrimonio ittico nel Po. «Un primo tentativo, sottolineava nell'occasione l’assessore regionale all'agricoltura della Lombardia Gianni Fava, per superare, tra le altre cose, una gestione divisa e non coordinata tra 13 province con 13 regolamenti autonomi e indipendenti della pesca».
AZIONI PREVISTE
L’area abbraccia il bacino idrografico del Po nelle quattro regioni interessate dalla specie e comprende la riconessione e sviluppo dell'anguilla nei laghi Maggiore, Lugano e Garda.
Tra le principali azioni previste lungo i corsi d'acqua figurano: 1) passaggi specifici per pesci e anguille e sistemi di monitoraggio; 2) interventi di 'restituzione' verso il mare aperto dei riproduttori maturi, per supportare la riproduzione della specie; 3) supporto alla popolazione selvatica tramite riproduzione artificiale, anche a salvaguardia delle attività socio-economiche collegate allo sfruttamento della specie.
DA CREVA A ISOLA DEI SERAFINI
A Creva di Luino (Varese), il 5 maggio 2014, fu inaugurata la “scala” alla centrale idroelettrica sul fiume Tresa, che consente gli spostamenti delle specie ittiche dei laghi Maggiore e Ceresio.
L’ultima tappa dei lavori è stata, il 27 febbraio 2017, la messa in funzione del passaggio per pesci sulla diga della centrale idroelettrica di Isola Serafini (Piacenza). Dopo oltre 50 anni è stata così ripristinata la connessione ecologica del Po e riaperto il corridoio che, attraverso il fiume Ticino e il lago Maggiore, collega l'Adriatico sino a Lugano.
Il contesto agisce direttamente sulla conservazione di 40 specie ittiche native; di queste almeno 15 sono endemismi o sub-endemismi, presenti nel reticolo idrografico del Po, come lo storione cobice e l'anguilla. 

Ispra, inaugurato l’Osservatorio atmosferico europeo

Intervenuti al Joint Research Center il Commissario europeo Tibor Navracsics e il governatore Roberto Maroni
Ispra, centralina atmosferica.jpg

A Ispra (Varese) il Joint Research Center ha inaugurato, il 10 luglio 2017, il nuovo Osservatorio atmosferico europeo. Alla cerimonia hanno preso parte il Commissario europeo all'educazione, cultura e giovani, l'ungherese Tibor Navracsics, e il governatore della Lombardia Roberto Maroni insieme con l'assessora regionale all'Istruzione Valentina Aprea.
La centralina - una torre alta 100 metri - è dotata di sensori per la misurazione della temperatura, dell'umidità, della pressione, dei raggi solari e delle precipitazioni. La torre, che certifica la qualità dell'aria, può rilevare gli inquinanti e sarà utilizzata anche da Arpa.

Alptransit e linea Bellinzona-Luino-Gallarate, a Palazzo Lombardia raccordo tra territorio, Rfi e Governo

Una cabina di regia, presieduta dal commissario della Provincia di Varese Dario Galli, raccoglierà le richieste dei sindaci della sponda varesina da sottoporre poi a Governo e Rete Ferroviaria Italiana
Stazione Luino, interno

Finalmente! Il futuro della ferrovia Bellinzona-Luino-Gallarate non calerà più dall'alto, ma la voce del territorio arriverà fino nei palazzi romani e sul tavolo di Rete Ferroviaria Italiana. A Milano, il 13 febbraio, una delegazione di sindaci della sponda varesina del lago Maggiore ha trovato accoglienza a Palazzo Lombardia.
La Regione Lombardia farà da raccordo tra le loro proposte e segnalazioni, da una parte, e le decisioni di Governo e Rfi, dall'altra. Il governatore Roberto Maroni ha ascoltato le preoccupazioni manifestate sui progetti Alptransit e sul Corridoio europeo Genova-Rotterdam per il trasporto delle merci e ha annunciato la costituzione di una cabina di regia. Un tavolo permanente, coordinato dal commissario della Provincia di Varese Dario Galli, farà da ponte tra i comuni e i centri decisionali di Governo e Rfi sul potenziamento e adeguamento della tratta. La consigliera regionale Francesca Brianza raccoglierà le richieste del territorio e poi la Regione Lombardia tratterà le misure necessarie ai livelli superiori.
L'Alptransit avanza e i tempi si stringono. Mentre la Svizzera marcia con pieno rispetto di programmi e tempi, da parte italiana i ritardi cominciano a pesare, come testimonia il caso della bretella ferroviaria Arcisate-Stabio. Sindaci e cabina di regia hanno perciò deciso di rivedersi a breve. 

Verbania, “Ricostruiamo il parco di Villa Taranto”

L’appello è stato lanciato da Paolo Pejrone al Salone del Libro Editoria & Giardini

A Verbania il 22 settembre, all’inaugurazione del Salone del Libro Editoria & Giardini, il fondatore dell’Associazione Italiana Architetti del Paesaggio, Paolo Pejrone, ha lanciato un appello per la ricostruzione del parco di Villa Taranto distrutto dal tornado del 25 agosto.
Il celebre architetto ha dato la sua voce a una causa cara non solo agli abitanti di Verbania, ma a tutti coloro che sono consapevoli del disastro abbattutosi sulla cultura, sulla bellezza dei giardini verbanesi, sul paesaggio e sul turismo. In campo è sceso anche il Fai (Fondo Ambiente Italiano), che ha avviato una raccolta firme per far rientrare Villa Taranto tra “I Luoghi del Cuore”. Il censimento nazionale, promosso in collaborazione con Intesa San Paolo, chiede ai cittadini di indicare i luoghi che vorrebbero fossero ricordati e conservati intatti per le generazioni future.
La catastrofe ha sconvolto giardini, ville, abitazioni, strade. Villa Taranto, uno dei giardini botanici più importanti d’Europa che ogni anno accoglie 130 mila visitatori, ha visto schiantarsi a terra oltre 300 alberi secolari.
Non meno gravi le conseguenze sull'Archivio di Stato. Lo scoperchiamento del tetto ha causato il bagno di metri e metri lineari di documenti. La direttrice Mora ha invocato l’aiuto di volontari e Il Magazzeno Storico Verbanese ha subito appoggiato l’appello, sollecitando la collaborazione ad asciugare «carte e dati storici unici e indispensabili alla conoscenza del territorio». 

Ispra, sistema preallarme per tsunami nel Mediterraneo

Alla sua realizzazione lavoreranno per quattro anni il Centro Comune di Ricerca e il Dipartimento Protezione Civile

Incrementare la sicurezza e la sensibilizzazione delle popolazioni rispetto al fenomeno dello tsunami e alle sue conseguenze. Questo l'obiettivo di un sistema di pre-allertamento in caso di tsunami nel Mediterraneo che Italia e Commissione Europea realizzeranno a Ispra.
Il 16 maggio il capo del Dipartimento della Protezione Civile (DPC), Franco Gabrielli, e il direttore dell’Istituto per la Protezione e Sicurezza dei Cittadini del Joint Research Centre, Stephan Lechner, hanno firmato un accordo di collaborazione della durata di quattro anni. Le parti si scambieranno non solo dati e conoscenze già disponibili ma anche quelli che deriveranno dai progressi di studio.
Condivisione dati
Il JRC metterà a disposizione i propri strumenti informatici per l’allerta e il monitoraggio in tempo reale degli tsunami. Vi sono inclusi il database globale, che nella zona del Mediterraneo contiene circa 8.000 scenari risultanti da calcoli in aree storicamente soggette a tale fenomeno, e il software di analisi degli tsunami per il calcolo del tempo di propagazione e dell’altezza dell’onda. Tali sistemi sperimentali possono fornire supporto agli operatori nel momento in cui si debbano prendere decisioni su un’eventuale evacuazione di alcune aree del Paese. Inoltre il JRC fornirà un dispositivo di allerta tsunami (Tsunami Alerting Device) che sarà collocato in prova dal Dipartimento della Protezione civile in una zona costiera potenzialmente esposta a tale fenomeno, in modo da verificarne il funzionamento e le sue potenzialità.
Dal canto suo, il DPC contribuirà alla definizione di ulteriori scenari potenziali e alla messa a disposizione di dati sismici e di livello del mare in tempo reale.
Scambio esperti e tecnologie
Per un migliore risultato sarà necessario rafforzare il coordinamento e la collaborazione tra il Dipartimento della Protezione civile e la Commissione Europea, promuovendo anche lo scambio reciproco di esperti, informazioni, tecnologie e assicurando la formazione degli analisti e degli operatori che saranno chiamati a lavorare su uno scenario condiviso. Il DPC si raccorderà con la comunità scientifica italiana, in particolare con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), oltre che con le altre componenti e strutture operative del Servizio Nazionale di Protezione civile. 

Macugnaga, artigianato alpino e Walser alla Fiera di San Bernardo

Ai piedi del Monte Rosa il 7, 8, 9 e 16 luglio 2017 musica, processione religiosa, estemporanea di scultura su legno e inaugurazione di due mostre su abbigliamento Walser fra tradizione e innovazione
Macugnaga, artigianato alpino e Walser alla Fiera di San Bernardo

Compie trentun anni di vita la Fiera di San Bernardo che anche quest’anno punta a valorizzare a Macugnaga (Verbania) tradizioni e cultura del popolo Walser e a sostenere chi, anche tra i giovani, ha scelto di vivere “in” e “di” montagna.
Ai piedi del Monte Rosa nei giorni 7-8-9 luglio e domenica 16 luglio 2017 tornano la fiera mercato di artigianato alpino, musica, intrattenimento, processione, estemporanea di scultura su legno e, in più, si inaugurano due mostre sui costumi walser tra tradizione e innovazione. L’una è curata da un gruppo di giovani stilisti in collaborazione con la casa di moda Herno e presenta nel Museo della montagna di Staffa nuovi capi di abbigliamento ispirati alla tradizione Walser. L'altra è allestita nel Museo Casa Walser della frazione di Borca e ripercorre, attraverso una visita storico-didattica, vita e abbigliamento tipico degli antichi Walser.
Poi, domenica 16 luglio (ore 11), esibizione di pronto intervento alpino con dimostrazioni di soccorso con guide alpine, medici e volontari nella Tanzloube di piazza Municipio, Staffa. Qui, nel pomeriggio (ore 16), benvenuto a Reinhold Messner e, successivamente (ore 16.30), conferimento dell’Insegna di San Bernardo nella Chiesa Vecchia al “dorf”.
Quest’anno la Fiera di San Bernardo avvia le manifestazioni del “Millennium” della nascita di San Bernardo, che si terranno dal 2017 al 2020. Dopo la celebrazione, domenica 25 giugno 2017, della funzione solenne dedicata a San Bernardo nella cattedrale di Novara e una lectio magistralis di Giancarlo Andenna, ci sono in programma, a Formazza, l’8 e il 9 settembre, le Giornate Internazionali di Studio Luigi Zanzi, tema “Le vie dello spirito: San Bernardo, l’uomo e l’hospitalitas nelle Alpi”.
La Fiera di San Bernardo, intitolata al patrono delle Alpi e protettore delle genti di montagna, s’ispira ala fiera mercantile dedicata a Maria Assunta, che si teneva già dal Medio Evo presso la Chiesa Vecchia. Il Comitato della Comunità Walser da trent’anni mantiene vivo quell’antichissimo momento di incontro, sotto la parete est del Monte Rosa, tra le genti appartenenti al “popolo delle Alpi” nel più ampio contesto montano internazionale.
Nelle foto (cliccare al centro per avere l'immagine intera): il tradizionale costume Walser e alcuni modelli creati dai giovani designer Greta Salvi, Rosa Ascolese, Simone Tessadori, Stefano Lo Muzio. 

Lago Maggiore, «Con innalzamento a 1,50 metri effetti negativi bloccati»

Questa la valutazione del Consorzio del Ticino sulla posizione del ministero dell’Ambiente sulla regolazione del livello

E’ giunta ai primi di novembre la risposta ufficiale del ministero dell’Ambiente all’interrogazione presentata in Commissione Ambiente della Camera dei Deputati dai parlamentari PD Francesco Prina ed Enrico Borghi. Alla richiesta d’innalzamento del livello del Verbano a +1,50 metri durante tutto l’anno, il Dicastero (vedi ilcorrieredelverbano.it del 9 novembre 2016) ha ribadito che qualsiasi modifica sarà subordinata all’esito della sperimentazione quinquennale di un nuovo livello di regolazione estiva del Lago Maggiore, approvata nel maggio 2015 dal Comitato Istituzionale dell’Autorità di bacino del fiume Po.

TRE FASI DI SPERIMENTAZIONE
La sperimentazione, come pubblica il Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi, prevede tre fasi. Sino al 15 settembre 2017 il livello sarà mantenuto a +1,25 metri; alla fine dell’anno si valuterà la possibilità di innalzare il livello a +1,30 metri (dal marzo 2018) e solo in seguito sulla base dei rilievi effettuati si potrà procedere eventualmente, negli anni 2019-2020, ad un aumento sino a +1,50 metri.
RAPPORTO SEMESTRALE
Di inizio novembre è anche il rapporto semestrale trasmesso al ministero dal Consorzio del Ticino, che attesta quanto già l’innalzamento del livello a +1,25 metri della regolazione estiva abbia dato respiro alle utenze a fine estate.
L’Ente regolatore del Lago Maggiore ribadisce che l’ulteriore innalzamento del livello a +1,50 metri permetterebbe di limitare sensibilmente ogni effetto negativo.