Edizione n.11 di mercoledì 25 marzo 2020

Cultura

Valle Leventina, il totem Rsi racconta la memoria audiovisiva d'archivio

Sabato 21 dicembre è stato inaugurato al Museo etnografico di Leventina di Giornico il secondo totem multimediale interattivo della Radiotelevisione svizzera di lingua italiana. Premiato dall’Organizzazione mondiale degli Archivi radiotelevisivi quale migliore progetto innovativo di valorizzazione d’archivio, già presente in Val Bregaglia, è stato ideato dal settore Valorizzazione Teche RSI, sviluppato in collaborazione con la SUPSI e il sostegno della CORSI. Il totem, realizzato grazie al sostegno della Fondazione Accentus, si compone di uno schermo touch screen attraverso il quale raggiungere un’ampia selezione di contenuti audiovisivi d’archivio, dedicati in questo caso alla Valle Leventina.
Dal 1931 la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana osserva e racconta il suo territorio tramite la radio e, dal 1958, anche mediante le immagini. Gli archivi RSI sono quindi i custodi della memoria collettiva della Svizzera italiana. E Tosca Dusina, che ha curato i contenuti del totem, ha analizzato, in collaborazione con il team del Museo di Leventina diretto da Diana Tenconi, la storia della Leventina, scegliendo dal catalogo multimediale RSI i documenti più significativi.
Il Museo di Leventina, dopo una completa ristrutturazione, sarà inaugurato nella primavera prossima.
Alla cerimonia del 21 erano presenti il direttore RSI Dino Balestra, il presidente della Società cooperativa per la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana Luigi Pedrazzini, il direttore della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana Franco Gervasoni, il presidente dell’Ente Ticinese per il Turismo e membro del Consiglio della Fondazione Accentus Marco Solari, il presidente dell’Associazione Museo di Leventina Franco Celio.  

Ganna, l’universo sotterraneo del monte Campo dei Fiori

La mostra nella Badia rimarrà aperta fino al 3 settembre 2017
Ganna, l’universo sotterraneo del monte Campo dei Fiori

Gallerie, pozzi, concrezioni, fossili, acque sotterranee, invertebrati, pipistrelli e… speleologi. Sono gli aspetti più preziosi e particolari delle grotte e del sottosuolo del massiccio del Campo dei Fiori a Varese, dal 25 giugno esposti nella Badia di Ganna fino al 3 settembre 2017.
Il Gruppo Speleologico del CAI Varese, il Parco Campo dei Fiori e l’Associazione Amici della Badia di San Gemolo in Valganna hanno curato la mostra in caverna di fotografia e video con tema “L’universo sotterraneo del Monte Campo dei Fiori”. Si tratta di fotografie raccolte nell’ambito delle esplorazioni effettuate negli ultimi quarant'anni, dalla Grotta Marelli, dietro al Grande Hotel del Campo dei Fiori, fino alle recenti scoperte nella Grotta dei Mattarelli.
Ingresso alla mostra gratuito. Apertura, fino al 3 settembre 2017 nelle giornate di domenica (ore 15-18).