Edizione n.26 di mercoledì 11 luglio 2018

Arte

Varese, l'Orizzonte di Giugi Bassani ad Orto d'arte

Giugi Bassani, "Orizzonte"

Dal 2 luglio al 2 settembre sarà possibile visitare a Varese la mostra di Giugi Bassani “Orizzonte”. A ospitare, L’Orto d’arte di Via Bagaini 20, progetto organizzato dall’associazione culturale Parentesi con il sostegno della Fondazione Comunitaria del Varesotto.
«L’arte sa vedere, laddove gli altri restano fermi al fenomenico. E così, nell’ultima installazione di Giugi Bassani, nata, come lei usa dire, da un incontro sempre vivo e inedito con il luogo che le è stato proposto, su un muro ecco apparire un orizzonte intessuto di farfalle blu, disposte sapientemente a creare un effetto quasi pittorico sulla superficie scabra della muratura. Cosa c’è di più apparentemente inconciliabile tra un muro, che per antonomasia chiude, delimita, e l’orizzonte, parola che profuma di infinito? Eppure, se si supera la prima, naturale perplessità, ecco che la linea blu che Giugi Bassani ha per così dire tracciato comincia a riecheggiare le atmosfere del lago: e la gente cresciuta sul Verbano, il cui sguardo viene fermato, alla distanza, dai monti, sa bene quanto il concetto di orizzonte e quello di limite siano legati», scrive Marco Fazio in presentazione.
Giugi Bassani, diplomata in pittura all’Accademia di Brera di Milano è stata docente di discipline pittoriche in licei artistici e di disegno all’Accademia di Belle Arti di Novara. Artista attivissima, predilige l’arte ambientale o, come preferisce, «l’arte da vivere». Numerose le personali e collettive e gli interventi ambientali. 

Milano, “Archologia d'estate” con la collezione del Poldi Pezzoli

Da luglio a settembre, conferenze, laboratori, giochi alla scoperta dei Miti
Cratere a campana apulo a figure rosse Officina del Pittore dei Nasi Camusi, 375-350 a.C., Argilla, ingobbio rosso-arancio e vernice nera - inv. 6180 © Milano, Museo Poldi Pezzoli.jpg

Rassegna dedicata alla collezione archeologica del museo nell'estate 2018 del Poldi Pezzoli. La casa museo di via Manzoni 12 a Milano, in occasione del programma “L’arte merita più spazio”, propone da luglio a settembre attività per adulti e bambini in cui in primo piano sono i propri reperti archeologici. Le raccolte, iniziate da Gian Giacomo Poldi Pezzoli e recentemente arricchite dalle acquisizioni Necchi–Rizzi e Caradente, documentano le tendenze collezionistiche del panorama europeo dell’Ottocento che poi continuarono, con dinamiche diverse, nel Novecento.
Nell’acquisizione della collezione (circa duecento reperti), Poldi Pezzoli non fu guidato da un interesse specifico per il materiale archeologico ma dalla ricerca del valore artistico del manufatto artigianale. Questo è un aspetto dimostrato anche dalla collocazione delle archeologie nella sua casa museo, poste non in un’unica sezione ma in relazione con le opere appartenenti alla stessa categoria, per la maggior parte situate nello Studiolo Dantesco.
Le collezioni Necchi–Rizzi e Caradente sono costituite da un significativo nucleo di ceramiche apule del IV-III secolo a.C., a testimonianza della storia del gusto e delle tendenze del collezionismo europeo che si sviluppò tra Otto e Novecento.
Non è casuale il periodo di rassegna. «Concludiamo il nostro percorso di approfondimento delle recenti donazioni giunte con l’archeologia – dice Annalisa Zanni, direttrice del museo – scegliendo il periodo estivo per dedicare le attività in particolare ai bambini, da sempre affascinati dai miti e dalle storie che i reperti archeologici recano con sé».
 
Tra gli appuntamenti, conversazioni sul collezionismo archeologico, il laboratorio “Miti al Museo” (una giovane archeologa racconterà ai ragazzi i miti greci rappresentati nelle opere), in settembre una giornata di studi dedicata a un raro reperto, una scultura di testa maschile in lega d’argento sul quale scarse sono le informazioni.
Calendario appuntamenti
- mercoledì 4 luglio, ore 18, Collezionare l’archeologia. Società e costumi dalla Magna Grecia. Federica Giacobello. Ingresso gratuito, fino esaurimento posti disponibili.
La successiva conversazione si terrà in settembre, con data da definirsi. 
- Miti al Museo giovedì 12 (Teseo e il Minotauro), giovedì 19 (Medusa) e giovedì 26 luglio (Maga Circe); giovedì 30 agosto (Bacco e Arianna). Dalle 10,30 alle 12. Bambini gratis, adulto accompagnatore 7 euro. Massimo 10 bambini (età consigliata: 6 – 10 anni). Necessaria la prenotazione ai numeri 02/794889 – 02/796334.
Inoltre:
- mercoledì 8 e mercoledì 22 agosto, dalle 10 alle 18, ingresso gratuito per chi rimane in città e per i turisti.
- prosegue, fino al 10 settembre, la mostra Paolo Gioli. Transfer di volti dell’arte, a cura di Roberta Valtorta. Diciotto opere Polaroid ispirate e dedicate ad alcuni dei più importanti pittori del Rinascimento e realizzate nella prima metà degli anni Ottanta.
- “Ritorno al Poldi”, campus per bambini dal 3 al 7 settembre tra giochi, letture e attività alla scoperta del mestiere dell’archeologo.
Il museo sarà aperto tutta l’estate, anche il giorno di ferragosto.
In foto: Cratere a campana apulo a figure rosse Officina del Pittore dei Nasi Camusi, 375-350 a.C., Argilla, ingobbio rosso-arancio e vernice nera - inv. 6180
Apulian red-figured Bell Krater Workshop of the Stub-nose Painter, 375-350 BC, Clay red-orange ingobbio and black varnish - inv. 6180
© Milano, Museo Poldi Pezzoli 

Valganna, in Badia concerto e mostra per "La Ceramica di Ghirla"

dalla locandina

Domenica 24 giugno, alle 16.30, la Badia di San Gemolo a Ganna per la stagione 2018 di OperArte ospiterà “Musica, parola, suggestioni visive”. In programma la presentazione del volume "La Ceramica di Ghirla. Artigianato e preziosità delle terre dell’Abbazia di San Gemolo in Valganna” . Con gli autori Enrico Brugnoni e Christian Gilardi Sabato interverrà Maria Grazia Spirito, già conservatore del Museo Internazionale del Design Ceramico di Cerro Laveno Mombello. In concerto inoltre, alle 16.30, Moira Cauzzo, violino, e Leonardo Bartelloni, pianoforte. Musiche di Prokofiev e Ciaikowski.

Il pomeriggio accoglierà anche “Fuori e dentro il museo: mostra estemporanea di opere ricercate in collezioni private”. Dalle 17.30.
Organizza l’Associazione Amici della Badia di San Gemolo in Valganna con collaborazione della Fondazione Comunitaria del Varesotto onlus.

Cannobio, Lo specchio del lago con Baj

Le sale espositive di Palazzo Parasi di Cannobio ospitano fino al 29 ottobre una raccolta di opere di Enrico Baj. Sono installate venti lavori incentrati sulla serie degli Specchi. Nelle sale il visitatore trova collage di specchi su materiali eterogenei, come tavola, tappezzeria, stoffa, tela, che creano spesso dei personaggi e dei mostri, come gli indimenticabili ultracorpi “Personaggio”, “A magic”, “Ultracorpo allo specchio”, insieme al “Grande Attrattore” del 1980, composto da ventisette pannelli specchianti. Alle opere si lega idealmente l'immagine dello specchio d'acqua del Lago Maggiore, sul quale si affaccia Cannobio. Compoaiono così le celebri “Modificazioni”, “Au bord du lac”,  figure popolari e kitsch , oppure “Lo scoppio è alto nel cielo” del 1953, esempio della pittura nucleare. Completano l'esposizione “Bagnanti a Gavirate” del 1947, un piccolo dipinto ad olio, e il libro d'artista “Sull'Acqua” del 2003 con tredici testi inediti di Giovanni Raboni.  

Varese, "In&Out" a Villa Panza per Robert Wilson con il Fai

Quattro conferenze in Salone Estense con Roberto Piumini, Achille Bonito Oliva, Roberto Ziliani, Giovanni Agosti
dalla locandina

In occasione della mostra Robert Wilson for Villa Panza. Tales, organizzata dal FAI, Villa e Collezione Panza propone quattro incontri sul processo creativo dell’artista tra arte visuale, poesia, design, teatro e architettura. L'iniziativa rientra nel progetto della Regione per la promozione turistica delle capitali d’arte lombarde, Cult City.
Wilson, eclettico artista visuale, non rimane mai confinato all’interno di un unico mezzo espressivo. Il suo processo creativo trascende il singolo supporto e trova molteplici sbocchi: l’archetipo di un’opera, l’architettura di un edificio, la progettazione di una sedia, la coreografia di una danza, il ritmo di un sonetto o le dinamiche multiple svelate da un video ritratto.
In Salone Estense di via Sacco 5, a Varese, verranno affrontati temi diversi il 13, 20, 27 settembre e il 4 ottobre 2017, alle 21.

Programma
Mercoledì 13 settembre, La sottile Chiesa di Bob, con Roberto Piumini. Considerato dalla critica l’erede di Italo Calvino e Gianni Rodari, accompagna spesso i suoi racconti con performance teatrali e musicali ed è proprio ciò che andrà a proporre in questa occasione.
Mercoledì 20 settembre, il critico Achille Bonito Oliva, ispiratore del movimento della Transavanguardia, esaminerà attraverso i Videoportraits, la poetica di Robert Wilson e la sua trasversalità.
L’esperienza di Roberto Ziliani sarà tema della serata di mercoledì 27 settembre. Il designer, fondatore di SLAMP – marchio tra i più innovativi nell’ambito dell’illuminazione decorativa –, racconterà la sua esperienza di collaborazione con Wilson nella produzione di La Traviata, opera d’arte totale in cui la luce si fa architettura, poesia, danza, movimento.
Mercoledì 4 ottobre lo storico dell’arte e critico Giovanni Agosti indagherà La spiritualità nell’arte di Robert Wilson con un focus particolare sul rapporto tra Sacro Monte di Varese e Via Crucis dell’artista americano, installazione spaziale/sonora che rappresenta le quattordici stazioni della Croce.
Ingresso gratuito. Per informazioni su Villa e Collezione Panza: www.villapanza.it 

Piemonte, la Venere di Torino dai Musei Reali in Georgia

Con quelle di Berlino e di una collezione privata ginevrina è una delle tre attribuibili a Botticelli
Venere, 1490 circa, Musei Reali Torino

Con quella di Berlino e quella già in collezione privata a Ginevra è una delle tre Veneri attribuibili a Sandro Botticelli o alla sua bottega. È la Venere di Torino, che dal 4 ottobre al 30 novembre 2017 sarà esposta a Tbilisi, in Georgia, come rappresentante dell’Italia per il progetto Valori universali. Ai Musei Reali di Torino rimarrà in mostra fino al 28 settembre.
Con l’arrivo dell’autunno uno dei tesori più preziosi di proprietà dei Musei Reali riprende il suo tour come ambasciatore della cultura italiana nel mondo. A Tbilisi sarà collocato in una sala unica della Galleria del Museo Nazionale Georgiano. Il viaggio in Georgia s’inserisce tra le celebrazioni del venticinquesimo anniversario del ristabilimento delle relazioni diplomatiche italo-georgiane all’indomani dell’indipendenza georgiana nel quadro della dissoluzione dell’Urss..
BOTTICELLI E LE SUE VENERI
La Venere di Torino proviene dalla collezione Gualino. La prima traccia del dipinto risale al 1844, quando fu acquistata da un reverendo inglese, che in seguito la cedette a un barone. L’opera si pensava perduta nell’incendio della casa di quest’ultimo, ma fu ritrovata dagli eredi da cui la acquistò il grande collezionista biellese Riccardo Gualino. Nel 1930 la Venere divenne patrimonio della Galleria Sabauda, dove è possibile ammirarla quando l’opera, spesso chiesta in prestito ai Musei Reali, non si trova in giro per il mondo.
«La genesi della Venere di Torino – spiegano dai Musei Reali - è senz’altro da ricercarsi in La nascita di Venere, oggi custodita presso gli Uffizi di Firenze. Quest’ultima ottiene da subito un grandissimo successo, tanto che già all’epoca la committenza chiese che venissero realizzate altre immagini di questa straordinaria bellezza femminile».
Botticelli sceglie di ritrarre esclusivamente la figura della Venere, la fa stagliare sullo sfondo nero, quasi una scultura vivente; tra queste abbiamo tre testimonianze che sono arrivate fino a noi attribuibili a Sandro o alla sua bottega. Già durante la vita dell'artista, il mercante fiorentino Antonio Billi scriveva come Botticelli dipingesse bellissime donne nude e Giorgio Vasari, nelle sue Vite, confermava la testimonianza con queste parole: «Per la città, in diverse case fece tondi di sua mano, e femmine ignude assai». Solo tre Veneri sopravvivono, attribuibili a Sandro o alla sua bottega: la Venere di Berlino, quella di Torino e una già in collezione privata a Ginevra.  

Laveno Mombello, “La fauna umana” di Dietrich Bickler

Mostra personale dal 21 luglio al 24 settembre 2017 al Museo della ceramica di Cerro
Bickler, "In attesa"

Il genio ironico e il talento artistico naturale di Dietrich Bickler sono il leitmotiv della mostra personale “La fauna umana", aperta da venerdì 21 luglio a domenica 24 settembre 2017 a Palazzo Perabò di Cerro di Laveno Mombello (Varese).
Con i suoi ritratti a olio e disegni satirici in tecnica mista –annota Maria Grazia Spirito, conservatore del Museo Internazionale del Design Ceramico – «Bickler indaga la figura umana con sorridente partecipazione alle sventure comuni, alle miserie, alle grandezze e ai limiti di ciascuno». Nelle sue opere «non c’è denuncia, ma solo una divertita constatazione di una umanità che vive di verità frammentate e contraddittorie».
L’artista di origine tedesca vive in Italia dal 1948. A Milano ha frequentato i corsi serali all’Accademia di Brera con Gino Moro e nel 1971 ha allestito la sua prima mostra personale a Milano. Da allora ne sono seguite circa centotrenta in Italia, Germania, Svizzera. «In particolare – ha dichiarato Bickler - mi dedico al paesaggio mediterraneo, al ritratto e alla satira. Che campo straordinario è la fauna umana! Quant'è bello e brutto, simpatico e atroce, attraente e ripugnante, interessante e anche noiosissimo questo formicaio, dove ognuno è convinto di essere il centro dell'universo! Io ne faccio parte».
ORARIO: lunedì chiuso e 15 agosto chiuso; martedì 10-12.30, da mercoledì a venerdì 10-12.30 e 14.30-17.30, sabato e domenica 10-12.30 e 15-18. Biglietto: intero, euro 5; ridotto, euro 3; bambini fino a 14 anni, ingresso gratuito. INFO: 0332/625551.  

Milano, Leonardo, i Leonardeschi e la Corte degli Sforza nelle collezioni del Museo Poldi Pezzoli

Dal 15 maggio al 28 settembre la Casa museo ospita la mostra "Sotto il segno di Leonardo"
mostra Poldi Pezzoli

In occasione dell’Esposizione Universale, e all’interno del cartellone di ExpoinCittà, il Museo Poldi Pezzoli di Milano propone una mostra di grande attrattiva che traverserà primavera ed estate (dal 15 maggio al 28 settembre), “Sotto il segno di Leonardo. La magnificenza della corte sforzesca nelle collezioni del Museo Poldi Pezzoli” . Con essa la casa di via Manzoni ricorda il ruolo fondamentale del capoluogo lombardo negli ultimi decenni del Quattrocento quando, durante il ducato di Ludovico il Moro, diventò la capitale europea più importante nella produzione e nell’innovazione delle arti del “lusso” oltre che della pittura, proprio anche grazie alla presenza di Leonardo da Vinci. In ideale collegamento con le principali iniziative programmate in città per Expo 2015 (in particolare le mostre a Palazzo Reale: Arte lombarda dai Visconti agli Sforza e Leonardo da Vinci 1452-1519. Il disegno del mondo), porta al pubblico le sue collezioni permanenti e uno dei nuclei più significativi, le opere realizzate per la corte degli Sforza.

Negli anni di regno di Ludovico il Moro, Milano diede grande impulso alle arti, anche alla produzione di tessuti di seta preziosa e, nel campo dell’oreficeria, all’uso dello smalto traslucido e dipinto, alla lavorazione delle pietre e dei metalli preziosi. Le creazioni lombarde godettero di una splendida fioritura, testimoniata in mostra da una selezione di capolavori appartenenti al Museo Poldi Pezzoli, alcuni non esposti permanentemente per ragioni conservative. Tra essi, i tessuti rinascimentali in seta, oro tinti con coloranti tra i più pregiati, i rarissimi paliotti in velluto con ricamate le imprese sforzesche e le insegne di Beatrice d’Este, moglie di Ludovico il Moro. (Da oltre sei anni non sono esposti al pubblico per motivi conservativi). Uno di essi è presentato per la prima volta senza il ricamo del volto (esposto in cornice) per mostrare – novità assoluta – un raffinato disegno raffigurante il volto del Christus patiens che un artista, di cui si proporrà di individuare l’identità, ha tracciato sulla seta come guida per i ricamatori.
L’influenza di Leonardo sull’arte milaneseè rappresentata anche attraverso un piccolo bronzo, recentemente indagato dagli studiosi. Le ricerche sono per la prima volta presentate con completezza al pubblico. Si tratta di un Guerriero con scudo che riprende una piccola figura accovacciata sotto gli zoccoli di un cavallo. E' delineata in un’incisione e riproduce i disegni di Leonardo da Vinci preparatori per il monumento equestre di Francesco Sforza, padre di Ludovico il Moro.
È anche come pittore che Leonardo influenza la scuola artistica milanese e lombarda. Per testimoniare il suo influsso, ogni dipinto della scuola leonardesca è affiancato da un pannello didattico. Tra le opere, Madonna col Bambino (Madonna della rosa) di Giovanni Antonio Boltraffio, primo allievo di Leonardo a Milano, Madonna che allatta il Bambino, che riflette la composizione della Madonna Litta di Giovanni Antonio Boltraffio conservata all’Ermitage di San Pietroburgo, nata da un progetto leonardesco e a lungo attribuita allo stesso Leonardo, Madonna con il Bambino di Giampietrino che reca sul retro la raffigurazione di un solido geometrico disegnato dallo stesso Leonardo, l’Icosidodecaedro regolare, Riposo durante la Fuga in Egitto di Andrea Solario. Firmato e datato 1515, questo grande capolavoro fu ritenuto da Gian Giacomo Poldi Pezzoli l’opera più importante e di maggior valore della sua collezione. Il recente restauro, come afferma la direttrice del museo, Annalisa Zanni, «permette ai visitatori della mostra di apprezzare pienamente questo celebre dipinto, eseguito dal pittore forse più originale tra tutti i leonardeschi lombardi, insieme a Giovanni Boltraffio».

Come si diceva, l’iniziativa del Poldi Pezzoli fa parte del cartellone di ExpoinCittà, il progetto di Comune e Camera di Commercio di Milano che riunisce più di 23 mila appuntamenti durante il semestre dell’Esposizione e permette di conoscere in tempo reale cosa avviene in città attraverso la app, il sito web, i social network, e il blog in 6 lingue. Inoltre i visitatori delle mostre in corso a Palazzo Reale, presentando il biglietto alla biglietteria del Museo Poldi Pezzoli, avranno diritto all’ingresso ridotto.

SOTTO IL SEGNO DI LEONARDO. LA MAGNIFICENZA DELLA CORTE SFORZESCA NELLE COLLEZIONI DEL MUSEO POLDI PEZZOLI 15 maggio - 28 settembre 2015
Museo Poldi Pezzoli, via Manzoni 12, Milano, tel. 02 794889 | 02 796334
Apertura: da mercoledì a lunedì, dalle 10 alle 18, chiuso il martedì Ingresso 10 euro | 7 ridotto. Info: www.museopoldipezzoli.it

Cerro di Laveno, con il Circolo degli artisti “Il fascino discreto di una provincia chiamata Varese”

Dal 19 maggio al 24 giugno al Museo Internazionale del Design Ceramico
Dalla locandina
la sede del Museo Internazionale del Design Ceramico

Nell'Anno celebrativo della Cultura Europea si è inaugurata sabato 19 maggio la mostra “Il fascino discreto di una provincia chiamata Varese”. Organizzata dal Circolo degli artisti di Varese con patrocinio e sostegno della Fondazione Comunitaria del Varesotto nell’ambito del bando 2017 “Arte e cultura”, rimarrà aperta nelle sale del Midec di Cerro di Laveno fino al 24 giugno.
In esposizione: Massimo Alari, Antonio Bandirali, José-Joaquin Beeme, Vanni Bellea, Rita Bertrecchi, Lilli Bevilacqua Marino, Floriano Bodini, Floriana Bolognese, Massimiliana Brianza, Eduardo Brocca Toletti, Paola Carabelli, Gianpiero Castiglioni, Pierangela Cattini, Gladys Colmenares, Giorgio Colombo, Marco Costantini, Roberto Cozzi, Domenico De Bernardi, Arsenio De Boni, Raphael De Vittori Reizel, Michele Di Giovanni, Emanuele Ascanio Favero, Antonio Franzetti, Vittore Frattini, Nicoletta Fumagalli, Flora Fumei, Elda Francesca Genghini Clerici, Carlo Gerosa, Raffaello Giunti, Luca Ghielmi, Martina Goetze, Kathleen James, Lorenzo Luini, Nicoletta Lunardi, Pino Maggi, Nicoletta Magnani, Ercole Magrotti, Ruggero Marrani, Ana Ines Mattanò, Giorgio Matticchio, Enrico Milesi, Silvia Minella, Vincenzo Morlotti, Gabriella Musajo Somma, Paola Musajo Somma, Sonia Naccache, Guido Nicora, Alida Novelli Drovandi, Cesare Ottaviano, Laura Pasquetti, Enrico Maria Pavesi, Antonio Pedretti, Romeo Pellegatta, Peter Hide 311065, Elisabetta Pieroni, Gianluca Pozzi, Carlo Prevosti, Valeria Rampinini, Cristiano Ranghetto, Albino Reggiori, Isabella Rigamonti, Elio Rimoldi, Claudio Rubino, Innocente Salvini, Abramo Scortecci, Rosaria Stevenazzi, Donatella Stolz, Arturo Taddio, Alberto Tognola, Maurizio Toja, Alessia Tortoreto, Marco Valenti, Silvia Venuti, Annamaria Vitale, Simona Zonca.
In Lungolago Perabò, venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30. Per informazioni: segreteria@midec.org - tel. 0332.625551
circolodegliartistivarese@gmail.com  

Premeno, i Savoia e le montagne del lago Maggiore

Nuovo convegno del Magazzeno Storico Verbanese sul rapporto tra la dinastia sabauda e il territorio piemontese

A Premeno (Verbania) il Magazzeno Storico Verbanese dedicherà un’altra pagina sul rapporto tra la dinastia sabauda e il lago Maggiore. L’Hotel Vittoria ospiterà, domenica 5 luglio, un convegno di studi su “I Savoia e La Montagna-La Casa Reale, le montagne di Ossola e Verbano tra Otto e Novecento”.
Destinatari sono studiosi di storia sociale, storia dell’arte, appassionati della montagna, associazioni per la tutela della montagna, sportivi, studenti universitari, studenti delle scuole secondarie di secondo grado, guide turistiche, operatori del settore turistico e alberghiero, amministratori locali, nazionali e internazionali, operatori del settore enogastronomico. 

La partecipazione al convegno è libera e gratuita. Il giorno del convegno sarà rilasciato attestato di presenza a chi ne farà richiesta anticipata scrivendo a segreteria@verbanensia.org per confermare la partecipazione e i propri dati.

DOPO STRESA 2013
Nel novembre 2013 a Stresa il Magazzeno Storico Verbanese indagò le figure dei Savoia, con particolare riguardo per quelle della duchessa di Genova e della regina d’Italia Margherita e il loro rapporto con il territorio verbanese e il lago Maggiore. Ora il simposio vuole, invece, affrontare il tema dei Savoia e la montagna, partendo proprio dalle montagne verbanesi e piemontesi, dove fu forte la presenza della regina Margherita come estimatrice e amante della montagna.
«Altri Savoia – spiega lo storico e organizzatore del convegno Carlo Alessandro Pisoni - seguirono la sovrana e amarono la montagna; tra loro spicca Luigi Amedeo di Savoia Aosta duca degli Abruzzi. Egli fu un grande alpinista con importanti scalate al suo attivo sia in Italia sia all’estero: il duca degli Abruzzi, per quanto riguarda le Alpi, affrontò l’ascesa del gruppo del Gran Paradiso, del Monte Rosa (Punta Dufour, Punta Gnifetti), nel Massiccio del Monte Bianco (Dente del Gigante, Aiguille du Moine, Petit Dru), e ancora nell’agosto del 1942 quella del Cervino lungo la Cresta di Zmutt. Non bisogna dimenticare poi che pure l’ultima regina d’Italia Maria Josè, figlia di Alberto I del Belgio (anch’egli grande alpinista), amava la montagna ed era esperta sciatrice».
ARGOMENTI E RELATORI
Sono in programma interventi di Gianni Oliva (“Luigi Amedeo d’Aosta duca degli Abruzzi, un principe esploratore e alpinista”), Teresio Valsesia (“La regina Margherita di Savoia e la montagna”), Dorino Tuniz (“Quintino Sella fondatore del CAI”), Paolo Cirri (“La creazione di truppe di montagna nel Piemonte Sabaudo: Alessandro La Marmora e Cesare Magnani Ricotti”), Michael Jakob (“La montagna nelle arti figurative”), Ornella Selvafolta (“Piero Portaluppi e la montagna: architetture e paesaggi tra elettricità e loisir in Val d’Ossola”), Valerio Cirio (“I grandi alberghi montani fra Otto e Novecento”) e Carlo Alessandro Pisoni (“Mottarone e dintorni: le montagne dei Borromeo).
Seguirà piccolo rinfresco con degustazione di vini tipici del Novarese. 

Foto: cortesia Hotel Vittoria, Premeno