Edizione n.23 di mercoledì 1 luglio 2020

Politica, società, economia, ambiente

INTERVENTO - Legnano ricorda i deportati della retata nazifascista del '44 alla Franco Tosi

INTERVENTO - Era la mattina del 5 gennaio 1944. Da alcune settimane alla Franco Tosi di Legnano, grossa e antica fabbrica metalmeccanica produttrice di turbine, nella quale lavoravano oltre 5000 persone, c’era molto fermento. Era in corso un'importante trattativa per l'equiparazione dei salari a quelli di altri stabilimenti lombardi, per l'aumento della razione di pane e per la mensa. Dopo alterni momenti in cui sembrava che le trattative andassero in porto, la mattina del 5 gennaio gli operai della Franco Tosi si raccolsero nel corrile per parlare della loro lotta, e una volta saputo della totale chiusura della direzione aziendale, occuparono gli uffici dei dirigenti. Di questo venne immediatamente informato il generale delle SS Otto Zimmermann, cui era stata affidata la repressione degli scioperi nell’Alta Italia. Nel pomeriggio dello stesso giorno due camion pieni di SS varcarono il cancello della Franco Tosi. Nel piazzale centrale erano radunati migliaia di operai. Reparti fascisti si erano invece collocati all’esterno della fabbrica a presidiare gli ingressi.
Improvvisamente le SS scendono dai camion e puntano le mitragliatrici contro i manifestanti. Con un altoparlante ordinano ai lavoratori di ritornare in fabbrica. Nessuno si muove. Il comandante ordina il fuoco ma le raffiche fortunatamente non fanno né morti né feriti. Subito dopo scatta la caccia ai rappresentanti sindacali e ai più noti lavoratori antifascisti; i tedeschi sperano di mettere fine agli scioperi iniziati nel marzo dell’anno precedente. Vengono arrestati una sessantina di lavoratori e portati nel carcere di San Vittore. Nella notte reparti tedeschi e fascisti arrestano anche alcuni antifascisti legnanesi. Alla fine vengono trattenuti nove lavoratori, quasi tutti appartenenti alla Commissione Interna, che vengono mandati prima a Fossoli, poi a Mauthausen l’11 marzo ’44, dove vengono classificati come prigionieri politici. Sette di loro muoiono di fame, lavoro forzato e malattie, uno solo sopravvive.
Il 18 gennaio, come ogni anno ininterrottamente dal 1945, Legnano ha reso onore a Carlo Ciapparelli, Pericle Cima,  Alberto Giuliani. Carlo Grassi, Francesco Orsini, Angelo Santambrogio, Ernesto Luigi Venegoni, Antonio Vitali. E ovviamente sono stati ricordati anche Paolo Arturo Cattaneo e Natale Morandi che riuscirono a far ritorno a casa, e tutti i caduti della Franco Tosi che hanno partecipato alla lotta di Liberazione.
La cerimonia si è aperta con la fermata dei lavori, poi alle 9.30 le lavoratrici e i lavoratori della Tosi si sono radunati in reparto, dove hanno ascoltato i discorsi ufficiali. E' poi partito un corteo che ha attraversato le vie cittadine fino al cimitero, dove davanti alle tombe vuote dei deportati ha parlato il presidente dell'Anpi di Legnano Luigi Botta. A commemorare la memoria dei caduti, insieme a un rappresentante della Rsu, ad alcuni studenti e al sindaco di Legnano Alberto Centinaio, il segretario generale della Cgil Susanna Camusso in veste di oratore ufficiale.
Cgil Lombardia

«Parlamento come palcoscenico, fragilità sociale sacrificata ai forti»

È «l’amaro ritratto di una società allo specchio» fatto dall’Università dell’Insubria – Secondo l’indagine degli studenti del corso di Comunicazione Pubblica e Istituzionale, dilaga il dissenso verso l’operato di istituzioni, politici, sindacati e imprenditori
indagine Uninsubria

Parlamentari inadeguati al ruolo ed eccessivamente retribuiti. Sindacati lontani dalle nuove generazioni e ancora struttura ideologica e poco democratica. Europa, Stato e Regioni sfiorati a malapena dal consenso… E, dall’altro lato, una società normale e paziente, che respinge guerra e terrorismo e non soffre l’ebbrezza del cellulare e del web.
Questi, a grandi linee, il profilo e il rapporto dell’italiano – o più precisamente del lombardo - d’oggi con istituzioni e società secondo un’indagine sociale dell’Università degli Studi dell’Insubria. La ricerca è stata condotta da quaranta studenti del corso di studi di Comunicazione Pubblica e Istituzionale ed è stata coordinata dal professore Franz Foti in collaborazione con i dottori Mauro Carabelli e Gennaro Scarpato.
CAMPIONE E TEMI DELL’INDAGINE
A oltre 600 cittadini (55% donne, 45% uomini) provenienti dall’area varesotta (circa il 70%) e dalle città di Milano, Lodi, Cremona, Monza Brianza, Como (30%) è stato sottoposto un questionario su quattro temi: politica e istituzioni; crisi economica e sociale; cultura e società; preferenze e aspettative.
Il campione degli interpellati aveva un’età compresa tra: 18/24 anni 38%; 25/44, 32%; 45/64,26%; 65 e oltre 4%. Quanto a composizione professionale e sociale, gli studenti erano 31%, gli impiegati 34%, gli operai 12%, i liberi professionisti 11%, i disoccupati 8%, i pensionati 4%.
POLITICA E ISTITUZIONI
Impressionante ma non sorprendente il diffuso rifiuto di politica e istituzioni. «Quasi metà del campione non avverte la vicinanza di nessuna istituzione e per il 60% nemmeno alcuna figura istituzionale a parte il sindaco, che spunta un risicato 25%. Europa, Stato e Regioni sono ai minimi storici, ovvero intorno all’8% di consenso».
Così a Varese l’8 gennaio gli studenti Federico Moretti, Francesca Bianchi, Federica Carlomagno hanno introdotto la presentazione del sondaggio.
Sul comportamento dei parlamentari il giudizio è emerso ancora più tagliente. Solo l’1% del campione sostiene la sobrietà del loro comportamento e l’adeguatezza del loro ruolo in questa fase di crisi. La mano si fa più pesante quando si tratta delle loro retribuzioni: il 41% pensa che siano eccessive e nel 31% dei casi si sostiene che scambiano il parlamento per un palcoscenico.
SFIDUCIA IN IMPRENDITORI E SINDACATI
Delusione e sfiducia marcano le attese riguardo alla crisi economica e sociale. Sia il Parlamento sia le imprese medio grandi lavorano per aiutare i più deboli e per il bene comune solo – rispettivamente - per l’1% e il 2% dei cittadini interpellati.
«Tutto l’agire è orientato a favorire i forti a discapito della fragilità sociale» è la sintesi degli umori raccolti dall’indagine. E la scure del consenso si abbatte anche sui sindacati: non aiutano il governo a risolvere la crisi, non difendono tutti allo stesso modo, sono lontani dalle nuove generazioni e operano ancora come struttura ideologica e poco democratica.
PIEDI PER TERRA
Il barometro punta al bello solo quando gli interpellati rispondono su cultura e società. Emerge allora una società che concentra la sua esistenza su salute, affetti e lavoro come elemento di sicurezza sociale. Il profilo - secondo gli analisti – è quello di un popolo normale e paziente, attento all’umanitarismo sociale di Madre Teresa di Calcutta e al pacifismo e alla centralità dei diritti civili richiamati da Nelson Mandela, Martin Luther King e Gandhi.
Gli interpellati desiderano un’esistenza felice nell’ordinarietà del quotidiano, accettano un lavoro anche se poco retribuito, respingono guerra e terrorismo. Al cinema e nella lettura amano gli eroi popolari Batman e l’Uomo Ragno, preferiscono il giallo e l’immaginazione, senza disdegnare l’impegno sociale di Primo Levi e il fantasy di J.K. Rowling con Harry Potter. Si tratta insomma di un popolo con i piedi ben piantati per terra, che non soffre l’ebbrezza del cellulare e del web.
PRETI SPOSATI SÌ, SUORE NO
Un quadro contraddittorio di apertura e pregiudizi viene, invece, fuori da preferenze e aspettative.
Nelle relazioni interpersonali le scelte mettono al primo posto l’intelligenza, la spiccata personalità e la dolcezza, quasi a manifestare un bisogno di ripristinare il pensiero, punto di forza della nostra cultura italiana.
Orientamento non altrettanto coerente e omogeneo anima le aspettative sull’evoluzione che sta attraversando la Chiesa.
Il pensiero va alla figura di Papa Francesco nella sua dimensione rivoluzionaria tesa al cambiamento e al superamento del conservatorismo di taluni prelati. Nel questionario inoltre affiorano pronunciamenti a favore della possibilità che i preti possano sposarsi e della concessione della comunione ai divorziati. Verso le suore, circa la possibilità di sposarsi e poter diventare sacerdoti, emerge invece una netta avversione. «Solo il 6% del campione lo consentirebbe» annotano gli analisti.
«QUADRO PREOCCUPANTE»
Quale è, alla fine, la situazione che si può ricavare dall’indagine? Ecco la valutazione del professore Franz Foti:
«Dai risultati dell’indagine sembra emergere un quadro con seri elementi di preoccupazione per la tenuta democratica del Paese. Ma accanto a questo campanello d’allarme si possono leggere risultati che segnalano ancora un forte senso di civiltà, un bisogno disperato di cambiamento in tutti gli ambiti istituzionali e decisionali di rilievo, pur nella repulsione verso l’operato dei poteri che non contemplano i veri bisogni sociali, il bene comune.
«Emerge la necessità di offrire nuovi orizzonti alla società del presente e alle nuove generazioni all’insegna di un’etica trasparente e risoluta, senso della giustizia sociale e spinta solidale. Al di fuori di questi confini pressanti si ripropone la corruzione, il degrado morale e il disfacimento della nostra civiltà».
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Nella foto (da sinistra): Federica Carlomagno, Francesca Bianchi, Franz Foti e Federico Moretti. 

Varese, donazione “Rocco Magnoli” all’ospedale

L’associazione dedicata al celebre architetto varesino installerà un impianto di climatizzazione nella sala d’attesa di Oncologia
architetto Rocco Magnoli

A Varese sarà resa più confortevole, ai pazienti malati di tumore, l’attesa per le visite specialistiche e le relative terapie nel padiglione centrale dell’ospedale di Circolo. Nella sala d’attesa del reparto di Oncologia day hospital sarà installato un impianto di climatizzazione, che l’Associazione Rocco Magnoli per i malati di mieloma multiplo Onlus si è impegnata a donare.
L’annuncio è stato dato il 5 aprile dalla stessa associazione durante una conferenza stampa a Villa Tamagno. Sono intervenuti la presidente, Flavia Brogini Magnoli, e il segretario dell’associazione, Vittorio Meschini, il consulente progettista Luca Santarelli e il direttore sanitario dell’Azienda socio sanitaria territoriale (Asst) dei Sette Laghi, Gianluca Avanzi.

ASSOCIAZIONE E SCOPO
Il progetto “Sala Rocco Magnoli” è firmato dall’ingegnere Santarelli e prevede una spesa complessiva di circa 18mila euro, che verrà coperta dall’associazione. Le ditte STA Branca Idealair e Klimatech forniranno impianti e servizi a condizioni particolarmente favorevoli. L’iniziativa – e l’attività - dell’associazione può essere sostenuta da tutti con versamenti tramite bonifico bancario (Associazione Rocco Magnoli Onlus; Iban IT85Z0840410801000000001879; causale “Progetto Sala Rocco Magnoli”), assegno bancario o circolare non trasferibile (Associazione Rocco Magnoli Onlus) inviato alla sede sociale (via Adige 18 Varese) e 5 per mille (Associazione Rocco Magnoli per i malati di mieloma multiplo Onlus, codice fiscale 95071690127).
L’associazione Rocco Magnoli per i malati di mieloma multiplo Onlus è stata costituita nel dicembre 2010, a tre anni dalla morte dell’architetto avvenuta il 20 aprile 2007, per volere della moglie Flavia Brogini Magnoli e di alcuni amici. Scopo, onorare la memoria del professionista varesino Magnoli con opere di solidarietà sociale nell’ambito socio-sanitario.
CHI ERA ROCCO MAGNOLI
L’architetto Rocco Magnoli fonda nel 1978 a Milano lo studio di architettura Spatium insieme con l’interior designer Lorenzo Carmellini. Entrambi dal 1980 lavorano per Gianfranco Ferré e, da allora per oltre vent'anni, per Gianni Versace, del quale cureranno le mutazioni delle immagini di riferimento degli spazi in tutto il mondo, dai negozi agli uffici, alle show room e alle sfilate fino alle case di Milano, Moltrasio, New York.
Ma oltre la moda, nel portfolio professionale di Carmellini e Magnoli ci sono anche residenze, palazzi, alberghi, centri di spiritualità cristiana (chiesa di Nostra Signora del Rosario a Doha nel Qatar) e non solo, visto che non mancano neppure le moschee, come quella di Abu Dhabi.
Non si contano poi i restauri di edifici storici, come il Cristallo a Cortina d’Ampezzo o il Grande Bretagne a Bellagio, o di alberghi espressamente dedicati a un tema, come l’hotel Aria di Praga dedicato alla musica.
A Varese Magnoli, oltre il restauro del Centro di Spiritualità delle Romite Ambrosiane di Santa Maria al Monte, ha voluto lasciare una traccia precisa del suo lavoro, perché operando nei centri storici il rapporto con la città arricchisce anche i progetti di interni.
Il restauro del cinquecentesco Palazzo Biumi, che dà su piazza del Garibaldino, apre uno squarcio su un “accordo di programma” tra un nobile giureconsulto e l’Universitas Burgi Varisii per esigere un credito secolare al Ducato di Milano e usarlo per ampliare la Piazza del Borgo, in base a un progetto di nuova scena urbana su cui si affaccerà un Palazzo degno di ospitare la più grande nobiltà contemporanea.
Il restauro ha riportato alla luce le tracce di un antico viottolo tangente a una torre, quindi la dimensione della piazza del mercato prima del suo ampliamento e molti altri dettagli non solo materiali della storia della cittadina. 

Varese, scoperta sui meccanismi biochimici delle emozioni

Una ricerca condotta da Harvard Medical School (Usa) e Università dell’Insubria ha individuato il funzionamento del cervello nella trasmissione delle emozioni e, in particolare, della paura
Via Dunant

C'è anche profumo prealpino in una scoperta sul cervello condotta sotto il cielo "yankee". L’Università dell’Insubria di Varese ha contribuito alla individuazione del meccanismo biochimico alla base della neurotrasmissione in una specifica regione del cervello, quella che gestisce le emozioni e in particolare la paura.
In una ricerca nata dalla collaborazione con la Harvard Medical School di Belmont (Boston) il Laboratorio di Post-genomica funzionale e ingegneria proteica del Dipartimento di biotecnologie e scienze della vita ha approfondito i meccanismi biochimici che regolano il funzionamento del cervello. Lo studio, pubblicato il 23 aprile dalla rivista statunitense Nature Communication, ha chiarito l’importanza e il ruolo di due molecole, la D-serina e la glicina, che sono implicate nell’attivazione dei recettori NMDA e quindi in una serie di funzioni fondamentali del cervello, tra le quali l’apprendimento, la memoria e il controllo dell’attività motoria.
I risultati indicano il grado di eccellenza dei ricercatori dell’Università dell’Insubria nel settore delle biotecnologie applicate alle neuroscienze e, più in generale, alla salute umana. Gli scienziati si sono concentrati sull’amigdala, una zona del cervello importante per gestire le emozioni e specialmente la paura. Hanno scoperto che in condizioni “normali” il ruolo principale di modulatore del recettore NMDA lo svolge la D-serina, mentre, all’aumentare dello stato di eccitazione delle sinapsi, la stessa funzione è svolta dalla glicina.
Le ricerche sono state possibili grazie alla messa a punto di specifici sistemi analitici. La dottoressa Silvia Sacchi e il professor Loredano Pollegioni del Centro di ricerca interuniversitario “The Protein Factory” hanno sviluppato, mediante tecniche di ingegneria proteica, enzimi in grado di riconoscere efficientemente e selettivamente i diversi neuromodulatori.
«Definire i meccanismi che concorrono alla regolazione dell’attività di questi recettori è fondamentale per comprendere il funzionamento del cervello e per studiare malattie neurologiche e psichiatriche» spiega il professor Pollegioni. «La capacità di memorizzare, i sentimenti che proviamo, il perché un certo evento susciti in ciascuno di noi una determinata emozione sono processi regolati da precisi fenomeni biochimici. Chiarire il ruolo dei neuromodulatori, ossia le molecole che agiscono su diverse regioni del cervello rendendoci quello che siamo, ci aiuterà a capire questo organo e a trovare nuove terapie per pazienti affetti da importanti patologie come la schizofrenia, il disturbo bipolare o il dolore neuropatico». 

Unione Europea e i diritti delle donne

Dichiarazione comune in occasione della Giornata internazionale della donna 2017

Come al momento della sua fondazione, l'Unione europea è oggi al fianco delle donne in Europa e nel resto del mondo.
Sessant'anni fa, la parità tra donne e uomini è stata iscritta nel trattato di Roma diventando uno dei valori fondanti dell'Unione europea. A quel tempo solo l'Europa, in tutto il mondo, era impegnata a sostenere il principio della parità di retribuzione: da allora, l'UE ha continuato a essere all'avanguardia e a compiere progressi concreti su tutti i fronti. Lavoriamo senza sosta per difendere i diritti delle donne, sostenendole nella lotta contro la discriminazione e la violenza di genere.
LAVORO
Nel 2017 ci sono sempre più donne che lavorano, si laureano, sono attive in politica o raggiungono posizioni dirigenziali nelle imprese europee. All'interno della Commissione, le donne rappresentano il 55% del totale della forza lavoro. Eppure, ancora oggi, nell'Unione europea le donne, soprattutto le madri sole, troppo spesso faticano per raggiungere l'indipendenza economica. Nel 2016 il tasso di occupazione femminile nell'Unione europea ha raggiunto il livello record del 65,5%, sebbene vi sia ancora una grande differenza rispetto al 77% degli uomini.
Occorre fare molto di più - in Europa e altrove. Le donne sono spesso più vulnerabili in situazioni di conflitto, migrazione e sfollamento, oppure dove la povertà e i cambiamenti climatici colpiscono più duramente. Inoltre, nel contesto migratorio attuale, abbiamo assistito a un aumento esponenziale del numero di donne che arrivano in Europa vittime della tratta di esseri umani.
ATTACCHI IN AUMENTO
Intolleranza contro le donne e misoginia si manifestano non solo nella sfera pubblica ma anche dietro il vile anonimato di internet. Gli attacchi contro i diritti delle donne sono in aumento. Sono troppi gli Europei che ancora ritengono che un rapporto sessuale non consensuale possa essere giustificato. Inoltre, ovunque nel mondo, e soprattutto nelle zone di conflitto, le donne affrontano in prima linea la discriminazione e la violenza.
Tuttavia, spesso sono proprio le donne a cercare per prime delle soluzioni, a mostrare resilienza in tempi di difficoltà e ad avere una visione per il futuro dei loro Paesi. Per questa ragione l'UE continua a dialogare con le organizzazioni femminili in tutto il mondo, anche nelle circostanze più difficili - come in Afghanistan o Siria.
IMPEGNI UE
Continueremo ad agire sia all'interno sia all'esterno dell'UE. In particolare:
*la Commissione europea, attraverso il suo impegno strategico per la parità di genere 2016-2019, affronta le disuguaglianze in ambiti importanti quali lavoro, retribuzione, processo decisionale e violenza;
*la Commissione europea ha dedicato il 2017 all'eliminazione di tutte le forme di violenza contro le donne e le ragazze;
*la Commissione presenterà quest'anno una nuova iniziativa per l'equilibrio tra vita professionale e vita privata destinata ai genitori e a coloro che svolgono un ruolo di assistenza;
*attraverso le nostre proposte di riforma del sistema europeo comune di asilo, alle donne migranti che arrivano in Europa in cerca di protezione e che hanno subito violenze saranno fornite cure mediche, assistenza legale, consulenza post-trauma e sostegno psicosociale;
*nel corso dell'attuazione delle politiche e delle normative in materia, la Commissione continuerà a monitorare la dimensione di genere nell'ambito della prevenzione e della lotta alla tratta di esseri umani;
*nell'ambito delle relazioni esterne, attraverso il piano d'azione dell'UE sulla parità di genere 2016-2020, la Commissione si concentrerà in particolare sull'assistere, a livello mondiale, donne e ragazze escluse dall'istruzione, dalla parità di accesso ai servizi sanitari e di pianificazione familiare, dal mercato del lavoro e anche dalla vita politica - e che sono esposte a norme e leggi inique in materia di eredità, cittadinanza o proprietà fondiaria;
*nell'ambito dell'aiuto umanitario, per garantire che l'assistenza raggiunga le persone più vulnerabili ovunque nel mondo, la Commissione continuerà ad applicare sistematicamente un approccio sensibile alle specificità di genere;
*la Commissione continuerà a dare l'esempio in materia di attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, compresa la parità di genere.
Non abbiamo intenzione di smettere di combattere per la parità di genere e per la sicurezza di donne e ragazze, sostenendole nella piena realizzazione delle loro potenzialità. L'Unione europea è impegnata, come lo era sessant'anni fa, a garantire parità alle donne in tutto il mondo.

Bruxelles, 7 marzo 2017
Firmatari:
Frans Timmermans, primo Vicepresidente
Federica Mogherini, Alta rappresentante dell'Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza/Vicepresidente della Commissione
Günther Oettinger, Commissario per il Bilancio e le risorse umane, Johannes Hahn, Commissario per la Politica europea di vicinato e i negoziati di allargamento, Neven Mimica, Commissario per la Cooperazione internazionale e lo sviluppo, Dimitris Avramopoulos, Commissario per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, Marianne Thyssen, Commissaria per l'Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, Christos Styliandes, Commissario per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi, Vera Jourová, Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere  

Milano Expo, l'Europa e il “mondo più giusto” possibile con Mogherini e Schulz

Schulz e Mogherini con la giornalista Maggioni
pubblico a incontro Schulz e Mogherini

Sabato 9 maggio, nel giorno in cui si celebra la Giornata dell'Europa e la nascita della UE e in cui si ricorda la fine della Seconda guerra mondiale, Martin Schulz, presidente del Parlamento europeo, e Federica Mogherini, alto rappresentante dell'Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della Commissione, sono stati i protagonisti a Expo Milano dell'inaugurazione del Padiglione Europa. Suo tema, "Coltivare insieme il futuro dell’Europa per un mondo migliore"; obiettivi principali, la lotta alla fame nel mondo e lo sviluppo di modelli sostenibili per sfamare le popolazioni.
Tra le molte personalità, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, il commissario unico di Expo Giuseppe Sala, il prefetto di Milano Francesco Paolo Tronca, europarlamentari. Dopo la cerimonia dell'alzabandiera accompagnata dall'inno dell'Unione, l'Auditorium ha accolto uno specifico incontro con mille studenti per conoscerne le opinioni sull'UE e per parlare di futuro, sostenibilità e ruolo europeo nello scenario globale. Conduttrice del dialogo con Schulz e Mogherini la giornalista Monica Maggioni, direttore di RaiNews 24.

Il pane, patrimonio culturale immateriale per l'Unesco, con la sua simbolicità è stato il fil rouge degli incontri "Bread and civilization: dialoghi intorno a 'La civiltà del pane'". Vi hanno partecipato Sandro Gozi, sottosegretario alla Presidenza del consiglio per gli Affari europei, Giancarlo Caratti di Lanzacco, presidente della EU task force per la partecipazione a Expo Milano, Matteo Pederzoli, curatore della visitor experience del Padiglione Ue, Gabriele Archetti, Università Cattolica, presidente Centro studi longobardi, e Iginio Massari, maestro pasticcere.
Nell'occasione è stato presentato il primo concorso europeo “La spiga d’oro”. Si concluderà il 16 ottobre, Giornata mondiale dell'alimentazione, e sceglierà il Pane dell'Europa.
Non solo “cerimonia”, non solo spirito-festa sabato 9.
Mogherini ha messo dall'inizio il dito nella piaga e ripercorso nel suo discorso questo periodo storico, con le sue disuguaglienze, migrazioni, fame, guerre... Ma «l'Unione europea è pronta – ha detto - perché sappiamo che il nostro interesse storico di europei, così come 65 anni fa era costruire la pace e l'Europa unita, oggi è costruire un mondo più giusto, equo e capace di nutrire tutti i suoi cittadini». In sintonia le parole di Schulz: «Cibo e acqua per tutti, sicurezza alimentare e salute sono indispensabili per la pace nel mondo».
Alle parole si stanno affiancando impegni precisi. Il Parlamento europeo ha adottato, il 30 aprile, una risoluzione sui temi di Expo Milano con una serie di azioni che l'UE e gli stati membri devono impegnarsi a intraprendere per combattere la sottonutrizione e salvaguardare il diritto all'alimentazione per tutti. 

Scoperto scoiattolo made in Sud

Esclusiva di Basilicata e Calabria una nuova specie di mammifero individuata da un team di ricercatori italiani coordinato dall'Università degli Studi dell'Insubria -
scoiattolo (sciurus meridionalis), CREDITS: Photograph by Antonio Mancuso

L'Italia conferma il suo primato di Paese europeo con la maggior biodiversità
Gli scoiattoli presenti in Calabria e Basilicata appartengono a tutti gli effetti a una nuova specie di scoiattolo. Parola di un team di ricercatori italiani coordinato dall'Università degli Studi dell'Insubria.
Lo scoiattolo meridionale (Sciurus meridionalis) è “parente stretto” dello scoiattolo comune europeo, detto anche scoiattolo rosso (Sciurus vulgaris), che è presente in tutto il resto d'Italia, ad eccezione di Sicilia e Sardegna. Sua caratteristica è una colorazione nera con il ventre bianco, a differenza dello scoiattolo comune europeo che ha una colorazione che può variare dal rosso-arancione al bruno scuro. Le sue peculiarità erano state riconosciute già dal 1900 e ora hanno avuto una conferma scientifica.
GRUPPO DI RICERCA
Il gruppo di lavoro, che ha individuando la nuova specie di scoiattolo, è costituito, oltre che dall'Università dell'Insubria, da Università di Milano Bicocca, Università di Firenze, Museo La Specola, Università della Calabria, Museo di Storia Naturale della Calabria ed Orto Botanico, CNR, Istituto per lo Studio degli Ecosistemi e dalla Società Italiana per la Storia della Fauna “G. Altobello”.
«La certezza di trovarsi di fronte a una nuova specie è giunta dopo aver analizzato un grande quantitativo di dati genetici e morfologici» raccontano Adriano Martinoli, Damiano Preatoni e Lucas Wauters, che operano nell'Unità di Analisi e Gestione delle Risorse Ambientali del Dipartimento di Scienze Teoriche e Applicate dell'Università degli Studi dell'Insubria. «I ricercatori del nostro gruppo integrato e multidisciplinare sono così giunti alla pubblicazione del lavoro sulla rivista scientifica Hystrix the Italian Journal of Mammalogy, che è la quarta al mondo per importanza tra tutte le riviste che si occupano di zoologia».
SPECIE A RISCHIO
La Penisola italiana ospita più di 58.000 specie animali note, tra cui circa 1300 di vertebrati. Di questi il 5% sono esclusivi dell'Italia come pure circa il 10% degli invertebrati italiani. Un patrimonio unico di biodiversità che dovremmo diventare capaci sempre più di percepire e valorizzare.
«Purtroppo - spiega il professor Martinoli - la scoperta della nuova specie che risulta essere un endemismo dell'Italia, ovvero una specie presente soltanto nel nostro Paese, una “esclusiva tutta italiana”, ci spinge anche a evidenziare che la specie potrebbe già risultare a rischio di estinzione, sia per la riduzione degli habitat, sia per la competizione con le specie di sciuridi alloctone, ossia introdotte artificialmente dall'uomo, come lo scoiattolo grigio (Sciurus carolinensis) di provenienza nord americana e lo scoiattolo variabile (Callosciurus finlaysonii) dal sud est asiatico, delle vere e proprie forme di inquinamento biologico incentivate dall'uomo». 

Basilea, edifici digitali avanti tutta

Allo Schweizer BIM Kongress 2018 i nuovi orizzonti della pianificazione, costruzione e gestione degli edifici
presentazione “il BIM in SBB” di Lukas Spengeler, leader del programma BIM@SBB.

Trasformazione digitale per la costruzione e gestione degli edifici, Building Information Modeling, gemelli digitali sono alcuni dei temi approfonditi durante lo Schweizer BIM Kongress 2018. Organizzato l'8 e 9 novembre 2018 da Bauen Digital Schweiz in cooperazione con Swissbau, il congresso ha richiamato alla Fiera di Basilea circa 1600 partecipanti per una due giorni di eventi riguardanti la digitalizzazione del settore costruzioni elvetico.
Tema principale il BIM, acronimo di Building Information Modeling, ossia un metodo di lavoro per digitalizzare pianificazione, costruzione e gestione degli edifici, ampiamente diffuso in America, Inghilterra e Scandinavia e che sta prendendo piede in numerose nazioni europee fra cui Francia, Italia e Germania.
Grazie a piattaforme centralizzate di dati e a un ventaglio di software dedicati, tutti coloro che sono interessati a raccogliere o verificare informazioni relative a un edificio durante il suo completo ciclo di vita possono farlo in maniera istantanea, interrogando un “gemello digitale” che racchiude sia informazioni tridimensionali di un oggetto (per esempio le dimensioni di un tavolo) sia le sue informazioni tecniche (per esempio materiali, azienda produttrice e nome commerciale). Secondo questa visione, negli anni a venire sarà possibile per proprietari, progettisti, costruttori e utilizzatori accedere a un unico database, fotocopia digitale in perenne aggiornamento dell’edificio in oggetto, offrendo a tutti accesso rapido alle informazioni e coerenza dei dati.
Il BIM, che in Italia è stato introdotto per digitalizzare le opere pubbliche con il decreto ministeriale DM560/2017, viene ufficializzato in Svizzera nel dicembre 2017 con la pubblicazione da parte Società svizzera degli ingegneri e architetti SIA delle linee guida SIA2051.
Sebbene sia partita successivamente nel processo di digitalizzazione rispetto ai vicini di casa Italia, Francia e Germania, la Svizzera sta spingendo sull’acceleratore per colmare il divario, sia perché Germania e Francia sono partner importanti nel settore immobiliare, sia perché molte sono le società elvetiche con un ampio portfolio immobiliare - Ferrovie Federali Svizzere, per citare un esempio - che viene costantemente manutenuto o rinnovato per mantenere il passo con le richieste del mercato, e un supporto digitale integrato offre la possibilità di velocizzare e gestire meglio i processi.
Numerose le aziende che hanno condiviso lo stato dell’arte o casi studio, da FFS AG - Ferrovie Federali Svizzere - che ha presentato la strategia di implementazione fino al 2025 a Digitalswitzerland, che ha mostrato lo stato di avanzamento della digitalizzazione in Svizzera, al rifacimento dell’ospedale Oberwallis a Briga, sviluppato da Burckhardt+Partner AG e Gruner Roschi AG.
Per approfondimenti: bim-kongress.ch
Ibis
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Foto1: presentazione “il BIM in SBB” di Lukas Spengeler, leader del programma BIM@SBB.
Foto2: presentazione “La Svizzera quale hotspot internazionale – le possibilità per il settore costruzioni”, Nicolas Buerer, leader Digitalswitzerland.
Foto 3: Schweizer BIM Kongress 2018, Basilea. 

Viaggio di 2500 anni sui “sentieri del sapere”

È la nuova collana “Filosofica” del Corriere della Sera curata da Roberto Radice
Collana "Filosofica", volume Aristotele

Da martedì 21 febbraio sarà in edicola la nuova collana settimanale del Corriere della Sera sui grandi pensatori della storia. Il primo volume, dedicato ad Aristotele e curato da Roberto Radice, professore ordinario di Storia della filosofia antica all’Università Cattolica di Milano, sarà in vendita al prezzo speciale di un euro oltre il costo del giornale. Le uscite seguenti costeranno 6,90 euro più il prezzo del quotidiano.
La serie abbraccia 2500 anni di filosofia, comprende trenta testi inediti di oltre 200 pagine ciascuno e nasce in collaborazione con i principali atenei. Ogni opera contiene una selezione delle pagine più rappresentative del filosofo, un commento introduttivo e una panoramica in cui sono evidenziate le tematiche fondamentali. L'intera collana è curata da Roberto Radice.
Una grande opportunità per ogni fascia di lettore, la collana. Al di là del fascino che nomi come Voltaire, Montaigne, Erasmo, Nietzsche... hanno esercitato sulle loro epoche, delle dinamiche che la loro speculazione ha sviluppato tra socialità, politica. etica, è il riverbero nel presente e verso pluralità di "possibili" che ne fa dei caposaldi da cui non dovremmo mai prescindere, soprattutto in questi tempi sbadati, scomposti, superficiali. Perché, come scrive Pierluigi Panza nel suo articolo sul Corriere della Sera "La filosofia, il più esotico dei viaggi sui sentieri avventurosi del sapere", «Socrate ci ha insegnato a non venire meno alle nostre idee; Seneca ad essere stoici di fronte ai fatti della vita (dovrebbero conoscerlo almeno i “celoduristi”); sant’Agostino che le nostre vite possono in qualsiasi momento cambiare anche quando siamo diventati per noi stessi un problema. Dobbiamo immaginarci Gottfried Leibniz con un lungo parruccone in una biblioteca della Sassonia alle prese con numeri e infiniti, quelli che lo portarono a realizzare il primo calcolatore e da questo, via via, il computer: quindi grazie, Leibniz più che grazie Steve Jobs».
Questa una nota sull’opera del professor Radice per i nostri lettori.

Filo diretto con i filosofi

Tre anni fa, l’11 febbraio del 2014, il Corriere della Sera dava inizio alla collana Grandangolo-Filosofia che all’origine prevedeva 35 numeri, “collaterali” al giornale, ogni martedì, sotto la direzione di Armando Torno. Poi, non si sa se per amore di cultura o perché la collana risultava remunerativa, o per tutt’e due le motivazioni, la collana si protrasse fino al n. 70. Si trattava di una presentazione - semplificata ma non divulgativa - del pensiero degli autori in una veste editoriale molto innovativa e accattivante. Il Corriere, dopo una seconda serie Grandangolo-storia e Grandangolo scienza, dà inizio ad una nuova serie dal titolo “Filosofica” di livello superiore e più esigente, perché consiste in un rapporto diretto (di tipo antologico) con i testi degli autori. E’ un passo ardito, però è debitamente preparato. In ciascun libro (veri e propri libri che superano le 200 pagine) si troverà una introduzione (dal titolo “Il filosofo”) che serve a stimolare l’appetito (si intende di filosofia), una sezione dei Temi (secondo gli argomenti che compongono il pensiero del filosofo) e infine la sezione “Testi” che corrisponde al piatto forte.
Non ci sono digestivi perché la filosofia va subito in circolo.
Post scriptum:
Non sforzatevi di capire; leggete e sottolineate solo quello che vi è chiaro e vi ha colpito. Se alla fine del libro le sottolineature superano i 30 cm. siete portati alla filosofia. Se superano i due metri, telefonatemi perché siete dei geni.
Roberto Radice 

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Le uscite fino a luglio 2017

Aristotele  21/2

Nietzsche 28/2

Platone  7/3

Kant 14/3

Sant'Agostino 21/3

Pascal 28/3

Socrate 4/4

Erasmo 11/4

Montaigne 18/4

Hegel 25/4

Kierkegaard  2/5

Voltaire 9/5

Spinoza 16/5

Epicuro 23/5

Sant'Anselmo30/5

Seneca 6/6

Wittgenstein 13/6

Leibniz 20/6

Plotino 27/6

Hume 4/7

Mendrisiotto (Svizzera), venti candeline per la Regio Insubrica

A Mezzana festeggiato l’anniversario dell’organismo transfrontaliero – È stato creato a Varese il 19 gennaio 1995 per consolidare la collaborazione fra il Canton Ticino e le confinanti province italiane di Como, Varese e Verbania
i relatori

A Mezzana, nel Mendrisiotto (Svizzera), il Centro professionale del verde ha ospitato, lunedì 19 gennaio, la cerimonia per il ventennale della Comunità di Lavoro Regio Insubrica, nata esattamente 20 anni fa, il 19 gennaio 1995, a Varese, per volere dei rappresentanti della Repubblica del Canton Ticino e delle Province di Como, Varese, Novara (per conto della costituenda Provincia di Verbano Cusio Ossola), ai quali poi si è aggiunta, nel 2007, la Provincia di Lecco.
Erano presenti il presidente del Consiglio di Stato del Canton Ticino, Manuele Bertoli, il governatore della Lombardia, Roberto Maroni, la responsabile affari esteri del Piemonte, Giulia Marcon, e il presidente della Comunità di lavoro (oltre a presidente della Provincia del Verbano Cusio Ossola), Stefano Costa, insieme con il segretario della Comunità di lavoro, il ticinese Giampiero Gianella.
Fiducia nel cammino della collaborazione hanno espresso i vertici delle tre regioni.
Secondo Costa, la programmazione Interreg 2014/2020 offrirà, a breve termine, importanti occasioni di crescita per i territori della Regio. Dal canto suo, Maroni ha auspicato che la Regio Insubrica possa essere protagonista anche nella futura Macro-regione alpina e ha dichiarato che la Lombardia subentrerà alle Province – colpite nelle loro risorse dalla riforma territoriale di livello nazionale – nell’assicurare il sostegno economico al progetto. Per il ticinese Bertoli, gli obiettivi originali della Comunità di lavoro restano di grande attualità e il rilancio delle relazioni transfrontaliere richiede che la Regio possa disporre di strumenti e risorse adeguati.
La giornata si è conclusa con il lancio di un doppio concorso legato alle celebrazioni dei vent’anni della Comunità di lavoro Regio Insubrica. Ai partecipanti sarà chiesto di immaginare un progetto di stage formativo in ambito economico – sul tema dell’accesso al credito per le imprese della zona insubrica – o di elaborare, in alternativa, una presentazione multimediale per le scuole medie superiori, dedicata al tema della cooperazione transfrontaliera. La premiazione avverrà entro la fine dell’anno.