Edizione n.42 di mercoledì 16 dicembre 2020

Rancate (Mendrisio), Nelle intime stanze dei balivi

Alla Pinacoteca Züst rassegna su dipinti e oggetti dell'antico casato Riva di Lugano
Mostra Züst, immagine, www.studioesseci.net

Argenterie, miniature, libri, suppellettili, documenti e oltre settanta dipinti con notevoli pezzi di Giuseppe Antonio Petrini sono i quadri e gli oggetti solitamente celati al pubblico, che dal 29 novembre 2020 al 28 febbraio 2021 sono esposti nella Pinacoteca Züst di Rancate (Mendrisio) in Canton Ticino. Provengono dalle intime stanze dei palazzi appartenuti all’aristocratica famiglia Riva nella Lugano dell’epoca dei balivi (o landfogti), “governatori” confederati che, dall’inizio del Cinquecento fino a fine Settecento, avevano tra i loro compiti l'amministrazione giudiziaria, finanziaria, fiscale e militare.
I Riva sono uno dei più antichi e illustri casati di Lugano e rivestirono una posizione egemonica soprattutto durante l’Antico Regime, vantando una intricata rete di contatti con altre storiche famiglie (Beroldingen, Turconi, Morosini, Bellasi, Somazzi, Moroni Stampa, Rusca, Raimondi, Neuroni). La mostra, curata da Edoardo Agustoni e Lucia Pedrini Stanga con il coordinamento scientifico e organizzativo di Mariangela Agliati Ruggia e Alessandra Brambilla, aggiunge un altro tassello alla vicenda ancora poco nota del collezionismo privato dal tardo Seicento all’Ottocento nelle terre dell’attuale Cantone Ticino.

TRA NORD E SUD
In quei secoli il Cantone guardava, dal punto di vista politico, a nord, dipendendo dai Cantoni svizzeri, mentre da quello religioso e culturale si volgeva a sud, verso l’Italia.
Nella vicina Penisola si stabilirà a metà Ottocento anche una parte della famiglia Riva, legata al ramo dei marchesi grazie all’alleanza matrimoniale con il facoltoso casato piemontese dei Francischelli, che a loro volta si imparentano con i Bisi, ragguardevole famiglia di artisti milanesi. Di qui le numerose opere di Luigi, Giuseppe, Ernesta, Fulvia e Antonietta Bisi, che ancora oggi appartengono al ramo dei marchesi.
La rassegna permette di “entrare” nei palazzi e di scoprire le quadrerie (ritratti, paesaggi, scene religiose, storiche e di genere) appartenenti ai tre rami della famiglia (conti, marchesi e nobili) e un tempo custodite nelle dimore luganesi e nelle residenze di campagna, con la presentazione della città tra Sette e Ottocento. In mostra anche una serie di ritratti dei landfogti provenienti dai Cantoni d’Oltralpe che governavano la prefettura di Lugano e una selezione di pezzi provenienti da collezioni di altri casati e con cui i Riva avevano intensi rapporti o legami di parentela.
AUTORI
Tra gli autori in mostra vanno segnalati, per il Settecento, Marco e Giuseppe Antonio Petrini – di cui la famiglia Riva ha rappresentato il massimo committente –, Carlo Francesco e Pietro Rusca, Giovanni Battista Innocenzo Colomba, Carlo Innocenzo Carloni, Giuseppe Antonio Orelli, Giovanni Battista Ronchelli, Giovanni Battista Bagutti, Francesco Capobianco, Gian Francesco Cipper detto “Il Todeschini”, Antonio Maria Marini. Per l’Ottocento figurano opere di Giovanni Migliara, Giuseppe Reina, Francesco Hayez, Pietro Bagatti Valsecchi e dei Bisi.
Testi in catalogo di Edoardo Agustoni, Riccardo Bergossi, Stefania Bianchi, Pietro Montorfani, Lucia Pedrini Stanga. Orari, prezzi e servizi: 29 novembre 2020–28 febbraio 2021. Da martedì a venerdì: 9-12/14-18, sabato, domenica e festivi: 10-12/14-18. Chiuso: il lunedì; 24, 25 e 31 dicembre; aperto 8, 26 dicembre; 1 e 6 gennaio.
Ingresso: intero: 10 franchi o euro; ridotto (pensionati, studenti, gruppi): 8. Visite guidate su prenotazione anche fuori orario.