Edizione n. 15 di mercoledì 18 aprile 2018

Lungolago di Luino, com'era prima (del monumento) di Garibaldi

 Luino, ante 1867: foto del genovese Celestino Degoix

Si muovono i continenti, scivolano i ghiacciai ma, nel loro piccolo, anche i monumenti - sia pure per mano umana anziché forza della natura - non restano tanto fissi. E non solo per sconquassi politici o in terre peregrine, ma prevalentemente per motivi più sereni e in luoghi vicini.
Alla “mobilità” dei monumenti lo storico Carlo Alessandro Pisoni dedica la “Curiosità” mensile del suo Magazzeno Storico Verbanese nella Newsletter del 3 marzo 2018. E le sorprese non sono poche. State a sentire.
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TRASLOCO DI MONUMENTI (2)
Già altra volta in passato avevamo accennato alle inveterate abitudini che non poche comunità avevano di "traslocare" i propri monumenti da un punto all'altro della città, del borgo o del paese, a seconda della convenienza.
Già si era al tempo accennato a quanto capitato nel 1786, allorché per motivi di viabilità, si decideva di traslocare la statua bronzea di san Carlo Borromeo dal Cordusio alla piazza dirimpetto al palazzo di famiglia, a Milano; altri sparsi e non esaustivi esempi possono darsi per i casi (forse meno importanti per la storia, ma comunque significativi) di Muceno di Porto Valtravaglia (trasloco del monumento ai caduti dalla primitiva sede, presso l'edificio comunale, al parco delle Rimembranze, ai piedi della chiesa di San Giorgio), Cannobio (il monumento è stato traslocato in tempi recenti dalla piazza a lago a un piccolo parco appena fuori dal borgo), Tapigliano nel Vergante (il monumento ai caduti veniva riposizionato in fregio a una via pubblica, dal precedente sito, posto presso la chiesa), Germignaga (la "crocetta" esistente nell'antico camposanto veniva traslocata nel piccolo parco collocato dietro l'abside maggiore, mentre in tempi recenti la statua per i caduti che aveva preso il posto di quella fusa nel 1939 è stata spostata di una cinquantina di metri, per consentire il riassetto urbanistico dell'intera piazza).

Ma grazie alla cortesia di un socio del MSV, siamo in grado di mostrare come era il lungolago di Luino prima dell'erezione della statua di Garibaldi, nel 1867: anche all'antica "crocetta" in pietra che accoglieva il viandante all'ingresso del borgo, presso Palazzo Crivelli Serbelloni e la chiesa di San Giuseppe, toccò per convenienze storiche levarsi da lì, per finire in un canto del camposanto luinese, un poco dimenticata, ma sempre svettante in mezzo ai suoi luinesi, seppur defunti.
FOTO: Luino, ante 1867: foto del genovese Celestino Degoix