Edizione n.6 di mercoledì 20 febbraio 2019

Disabili gravissimi e anziani non autosufficienti, oltre 83 milioni per 17.000 lombardi

Nuovi tipi di intervento e sperimentazione di nuovo percorso per persone ventiloassistite

Nel 2018 in Lombardia i beneficiari disabili gravissimi (misura B1) e i disabili gravi o anziani non autosufficienti (B2) sono stati complessivamente oltre 17.000, di cui 6.635 disabili gravissimi: Quest'anno il dato è stimato in aumento almeno del 10% e per le loro cure sono a disposizione quasi 71 milioni di euro del Fondo nazionale per le non autosufficienze (Fna) e 12,6 milioni di euro aggiuntivi di Regione Lombardia. Il programma operativo è stato varato il 16 febbraio 2019 dalla giunta regionale su proposta dell'assessore Stefano Bolognini.
DISABILITÀ GRAVISSIMA
Per i disabili gravissimi è stato superato il modello di un buono mensile di 1.000 euro attribuito in modo indifferenziato a chi ne aveva diritto. Ora i tipi di intervento sono due.
L'uno è indirizzato a chi è totalmente assistito al domicilio, con l'erogazione di un 'buono' mensile di 1.100 euro al massimo, cui si può aggiungere un 'voucher' mensile per gli adulti fino a 360 euro e per i minori fino a 500 euro.
L'altro è rivolto al disabile che frequenti un servizio educativo o scolastico, oppure inserito in un centro diurno per 14 ore al massimo: prevede un 'buono' mensile di 600 euro come riconoscimento del carico assistenziale per la famiglia, cui si aggiunge un 'voucher' mensile fino a 360 euro per gli adulti e fino a 500 euro al massimo per i minori.
Per i minori c'è un'importante novità. «Ora – spiega Bolognini - verranno sostenuti attraverso il voucher con interventi socio-sanitari e di supporto socio-educativo. In particolare, per quanto riguarda le persone con disabilità gravissima, Regione Lombardia interverrà a sostegno di chi è in dipendenza vitale, ad esempio quanti sono in stato vegetativo, con ventilazione assistita o con Sla in stadio terminale, così pure verso i disabili con disturbi dello spettro autistico, ritardo mentale o gli anziani con demenza».
SPERIMENTAZIONE PARTICOLARE
«Per situazioni che necessitino di un'assistenza continua e di un monitoraggio sulle 24 ore, come per le persone ventiloassistite almeno 16 ore al giorno e/o con nutrizione parenterale - ha aggiunto Bolognini - abbiamo introdotto un nuovo percorso, cui il nucleo familiare può aderire. Riconosceremo un sostegno mensile di 1.900 euro, suddivisi in un buono mensile di 500 euro alla famiglia e in un voucher mensile fino a 1.400 euro per l'acquisto di 20 ore settimanali al massimo di prestazioni assistenziali al domicilio, a integrazione di quelle che già eventualmente vengono ricevute dai servizi di assistenza domiciliare e in base al progetto individuale. Ciò in alternativa a quanto previsto dalla misura B1. Un'offerta sperimentale per sollevare la famiglia dal carico di cura».
ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI
Per quanto riguarda le persone disabili gravi e anziani non autosufficienti (Misura B2) che si rivolgeranno ad Ambiti territoriali/Comuni, Regione Lombardia ha confermato il sostegno alla famiglia che assiste direttamente la persona fragile oppure che si avvale di una persona assunta regolarmente. Rimane l'attenzione per le persone disabili con progetti di vita indipendenti e per i minori disabili per i quali sono confermati gli interventi realizzati l'anno scorso. 

INTERVENTO Tv che non si vede in montagna, Colombero (Uncem): «Dialogo impossibile, se Rai non verrà costretta fare nuovi investimenti»

«Non ci siamo inventati che la tv non si vede, non è certo una fissazione di questo o quel sindaco. È un problema che, unito a quello della telefonia mobile, dimostra la fragilità delle politiche di investimento dei grandi operatori, a partire da Rai e da Tim. Non investono e lasciano scoperte intere porzioni di territorio alpino e appenninico. Ci ha sorpresi molto, nel convegno promosso a Torino dal Corecom, sentire dai vertici di RaiWay che tutto funziona benissimo e che i dati per i quali 600mila piemontesi non vedono i canali Rai non sono realistici. In realtà, va pure peggio. Di giorno in giorno la situazione peggiora e a farne le spese è chi vive nelle valli».
Così Roberto Colombero, membro della Giunta Uncem, sindaco di Canosio e presidente dell'Unione montana Valle Maira. È stato molto incisivo l'intervento del 14 febbraio 2019 in via Alfieri, Sala Viglione, nel denunciare i disservizi.
«Si superano solo con investimenti - ha detto Colombero - fatti d'intesa con gli enti locali. Tim e Rai hanno garantito un servizio solo in alcune aree del Piemonte, e dell'Italia, quelle a più alta densità di popolazione. Nelle valli, non fosse stato per le Comunità montane, oggi Unioni montane, con grandi investimenti in ripetitori, la situazione sarebbe ancor più drammatica. Va detto che noi il Tgr, ad esempio, lo apprezziamo, è a noi vicino e vogliamo vedere quello del Piemonte, non quello della Lombardia o della Campania. Va anche ricordato che vi sono operatori privati del settore televisivo locale che investono loro risorse per garantire capillarità di ricezione. Non sembra così invece per i big player, come Rai e Tim. Il dialogo con gli enti locali, con Uncem, si costruisce solo a fronte di impegni. Chiari e concreti. Investimenti, in un accordo che evita di dire 'tutto va bene, vi state sbagliando'. Le difficoltà che abbiamo nel vedere la tv e a telefonare con i cellulari sono evidenti. La politica regionale e nazionale deve intervenire subito, non rimanga in un angolo a guardare schermi 4K cubettosi o senza segnale...»
Uncem Piemonte 

Studenti a pieni voti, in Lombardia 'dote merito' a 451 “maturi” eccellenti

Premio anche a 1971 studenti delle classi terze e quarte
dote scuola

Un buono da mille a 3mila euro a 451 “maturi” eccellenti di quest'anno per partecipare a esperienze formative in Italia, Europa e resto del mondo e un buono di 500 euro per libri, dotazioni tecnologiche e strumenti didattici a 1971 studenti delle classi terze e quarte promossi con volto alto.
Sono i due tipi di Dote Merito consegnata il 15 febbraio 2019 agli studenti dal governatore della Lombardia Attilio Fontana e dall'assessore regionale Melania Rizzoli a Milano.
La Dote Merito è articolata in due misure. La prima è un buono di 500 euro agli studenti delle classi terze e quarte che abbiano conseguito una valutazione finale media pari o superiore a 9. La seconda, invece, è destinata agli studenti che all'esame di Stato abbiano conseguito una valutazione di 100 e lode, o di 100 agli esami di qualifica o di diploma professionale. «Il nostro obiettivo - ha chiosato Fontana - è che, anche in questo ambito, la Lombardia sia la prima regione in Italia e la prima o, al massimo, la seconda in Europa. Ditelo ai vostri compagni in modo possano partecipare l'anno venturo e contribuiscano a rendere questa platea ancor più affollata».
Il numero più alto di “maturi” premiati è a Milano e provincia, seguita da Brescia (77), Bergamo (60), Monza e Brianza (47), Varese (32), Pavia (29), Cremona (28), Como e Lodi (16), Mantova e Sondrio (10). Potranno scegliere tra 29 destinazioni per vivere un'esperienza di soggiorno nei cinque continenti. «Non basta studiare il mondo, bisogna sperimentarlo» ha dichiarato Rizzoli. «Il merito nasce dall'esercizio della creatività, e questi viaggi promossi e finanziati da Regione Lombardia hanno proprio lo scopo di favorire e stimolare il pensiero, far fruttare la cultura e le conoscenze attraverso l'esperienza diretta».
Tra le varie mete, ci sono l'Australia, la Cambogia, il Nepal, Singapore, Usa, Emirati Arabi Uniti, Isole Mauritius. Le aree tematiche sono agricoltura e ambiente, artigianato e industria, commercio, cultura, design e moda, discipline stem (science, technology, engineering, mathematics), lingue straniere, ristorazione, produzione, somministrazione e vendita di prodotti enogastronomici, sport, teatro e cinema, tecnologie e ict, turismo. 

Lombardia. robot in sala operatoria

robot

Da Busto Arsizio a Milano e Pavia avanza la medicina del futuro grazie a nuovi strumenti di diagnosi, analisi, registrazione e conservazione delle informazioni sanitarie e alla formazione di nuove equipe.
Viene impiegato per il trattamento del tumore alla prostata, coadiuvando il chirurgo con vantaggi da una minore necessità di trasfusioni a un'attenuazione del dolore post-operatorio fino ai tempi di degenza spesso dimezzati. In più, consente anche il trattamento di tumori al rene e, all'orizzonte, potrà essere impiegato per le patologie del colon-retto. È il robot chirurgico 'da Vinci X' - il primo sistema di questo modello in Lombardia, il secondo in Italia – che opera, letteralmente, all'Urologia dell'Istituto Humanitas Mater Domini di Castellanza (Varese), parte del gruppo Humanitas.
Tra robot chirurgici, intelligenza artificiale per le diagnosi e organi stampati in 3D, la medicina del futuro in Lombardia è già di casa, potendo contare su tecnologie all'avanguardia sia nella ricerca, sia nella pratica clinica. È quanto emerge dall'approfondimento settimanale di#LombardiaSpeciale, pubblicato sul sito www.lombardiaspeciale.regione.lombardia.it. A Pavia, altro esempio, il Policlinico San Matteo può vantare il primo laboratorio clinico in Italia di stampa 3D, a disposizione degli specialisti per pianificare in modo più preciso gli interventi chirurgici, insegnare ai giovani medici e farli esercitare.
MEDICINA PERSONALIZZATA
«In Lombardia - ha spiegato l'assessore regionale alla ricerca Fabrizio Sala - stiamo puntando molto sulla medicina personalizzata. Tramite lo sviluppo di nuovi strumenti di diagnosi, analisi, registrazione e conservazione delle informazioni sanitarie e la formazione di nuove equipe capaci di integrare professionalità aggiornate e di nuovi percorsi di cura negli ospedali saremo sempre più in grado di fornire cure ad hoc ad un costo inferiore».
A Milano l'Istituto cardiologico Monzino sta considerando l'ipotesi di creare un'unità di machine learning in cui bioingegneri possano applicare l'intelligenza artificiale all'imaging cardiaco, ovvero a tutti gli esami che si basano su immagini. I super computer sono infatti in grado di elaborare l'enorme quantità di dati clinici, di laboratori e da immagini ormai a disposizione sul cuore per produrre una diagnosi e, automaticamente, suggerire al medico le scelte terapeutiche più appropriate per il singolo paziente.
«L'innovazione è una componente strategica e fondamentale - ha commentato l'assessore al welfare, Giulio Gallera - nel percorso di presa in carico complessivo e globale del paziente che Regione Lombardia sta attuando». Sempre a Milano, l'ospedale San Raffaele ha acquisito una piattaforma di intelligenza artificiale, che analizzerà banche dati, riviste e volumi per elaborare mappe concettuali e scoprire nuovi collegamenti utili alla ricerca scientifica. 

Incendi in Lombardia, bruciati oltre 1000 ettari di bosco

Sollecitata dall'assemblea regionale la promozione della filiera bosco legno e la gestione selvicolturale attiva

A gennaio 2019 la Lombardia ha patito 49 incendi, che hanno bruciato 1068 ettari di bosco e, complessivamente, 1085 ettari di territorio. Per lo spegnimento sono stati sostenuti costi per circa un milione mezzo di euro. A prevenire e scongiurare l’emergenza, il Consiglio regionale ha, il 5 febbraio, approvato all'unanimità una risoluzione, che sollecita la giunta a promuovere la gestione selvicolturale attiva e la filiera bosco-legno.
In Lombardia la superficie boschiva copre complessivamente poco più di 600mila ettari, il 26% del territorio regionale, e rappresenta il 50% della superficie totale nelle aree montane. «La risoluzione - ha sottolineato la relatrice Gigliola Spelzini (Lega) - tende in particolare a rafforzare l’attività di prevenzione degli incendi attraverso la promozione della filiera bosco legno e la gestione selvicolturale attiva, anche con appositi bandi e incentivi».
L'obiettivo è fronteggiare l’abbandono delle aree boschive. «Il costo complessivo degli incendi – ha aggiunto il correlatore Giacomo Cosentino Basaglia (Fontana Presidente) - è stato quantificato, per i soli interventi degli elicotteri regionali antincendio e dei mezzi aerei nel mese di gennaio, in circa un milione mezzo di euro: un costo elevato che dimostra come prevenire ha sicuramente costi inferiori che curare».

Uninsubria Varese, Giulio Facchetti nuovo presidente in scienze della comunicazione

A Varese, per il triennio 2019-2022, il professor Giulio Mauro Facchetti, linguista, è stato eletto presidente dei corsi di laurea triennale in Scienze della comunicazione e magistrale in Scienze e tecniche della comunicazione all'Università dell’Insubria. Già responsabile della didattica, ha cooperato alla riforma dell’ordinamento del corso, accolta da un numero di immatricolazioni balzato dalle 173 del 2014 alle 416 del 2017.
«Molti studenti – ha dichiarato Facchetti - trovano nei nostri corsi la risposta adeguata per una formazione di base umanistica, integrata da una vasta scelta di materie tecniche specifiche dell’ambito della comunicazione». Più che confortante il riscontro postuniversitario. «Secondo i dati di Almalaurea, rileva Facchetti, i nostri laureati trovano occupazione nel mondo del lavoro, grazie anche alla forma mentis che possono sviluppare nel corso degli studi».

Api in Lombardia, oltre 5mila addetti e 140mila alveari

Nel 2019 a disposizione del settore oltre 642.000 euro
giornata 'Api, Uomo, Ambiente'

Una media di circa 143mila alveari censiti nell'ultimo triennio e oltre 350 operatori professionali e più di 5mila addetti. È il patrimonio apistico della Lombardia, che per il 2019 può contare su risorse per 642.000 euro.
Il sostegno contro le criticità dannose alla presenza delle api è stato ribadito dall'assessore regionale Raffaele Cattaneo durante la giornata “Api, Uomo, Ambiente: lotta alle zanzare e salvaguardia degli insetti pronubi” organizzata l'8 febbraio 2019 dall'Associazione produttori apistici della provincia di Varese. «Le api – ha ricordato - sono fondamentali per garantire la produzione di cibo nei nostri territori: solo in Europa, ben 4.000 varietà agricole dipendono da questi insetti». In cantiere il programma triennale apistico per il 2020-2023. 

Neve, a fine marzo in Lombardia skipass gratuiti per under 16

Nei due weekend del 23-24 e 30-31 marzo non pagano in tutte le stazioni sciistiche

Nei due weekend del 23-24 e 30-31 marzo 2019 skipass gratis sulle piste da sci della Lombardia per gli under 16 (fino all'anno di nascita 2003). A disposizione del progetto Free Skipass 2019, promosso dall'assessora regionale Martina Cambiaghi in collaborazione con il consorzio delle aziende funiviarie Anef Ski Lombardia, 500 mila euro.
All'iniziativa aderiscono le stazioni sciistiche di Ponte di Legno e Tonale, Livigno, Bormio, Santa Caterina Valfurva, Aprica, Maniva Ski, Alpe Teglio, Schilpario, Presolana e Monte Pora, Montecampione, Piani di Bobbio e Artavaggio, Skiarea Valchiavenna, Valmalenco, Foppolo e Brembo Ski, Colere, Lizzola, Piazzatorre, Oga, Selvino, Spiazzi di Gromo, Valgerola, Val Palot, Valdidentro e Borno-Monte Altissimo.
È necessario registrarsi sul sito www.skipassLombardia.it per richiedere la tessera e inserire una carta di credito valida (accettate anche le prepagate) come garanzia. La tessera si potrà usare anche in tutti gli altri giorni fuori dalla promozione.
Nei due weekend della promozione non verranno prelevati i soldi dalla carta di credito. I ragazzi o i loro genitori possono registrarsi sia tramite il sito web www.skipasslombardia, sia tramite l'apposita app Snow.App presente sugli store per Android o per Apple.