Edizione n.23 di mercoledì 1 luglio 2020

Livelli lago Maggiore, «Nel 2017 niente innalzamento a 1,50 metri»

Per il Governo, è subordinato alla sperimentazione in atto da parte dell'Autorità di bacino del fiume Po

L'innalzamento dei livelli del Lago Maggiore nella stagione estiva a +1,50 metri, richiesto a gran voce dal Consorzio del Ticino  e da ambienti produttivi lombardi, al momento non è in discussione, ma ogni percorso è subordinato alla sperimentazione in atto da parte dell'Autorità di bacino del fiume Po che dovrà completare entro settembre 2017 il controllo delle portate e il monitoraggio del lago per avere un quadro aggiornato delle dinamiche lacustri.
DECISIONE NEL 2018
A fine 2017, sulla base della relazione dell'Autorità di bacino, si valuterà all'interno del Comitato Istituzionale dell'Autorità di Bacino del Po se portare o meno il livello per la stagione estiva del 2018 a +1,30. Fino a quella data, in ogni caso, il lago nella stagione estiva che va dal 1° marzo al 15 settembre, va limitato alla soglia di regolazione di +1,25 senza ulteriori innalzamenti.
E' questa la novità scaturita dalla discussione tenutasi il 3 novembre alla Camera dei Deputati, in seno alla commissione ambiente, territorio e lavori pubblici, dove la sottosegretaria all'ambiente Silvia Velo è intervenuta nel dibattito introdotto dalle relazioni dei deputati Francesco Prina (Pd) ed Enrico Borghi (Pd).
BILANCIARE INTERESSI IN GIOCO
Secondo quanto riferito in commissione, il governo ha invitato il Consorzio del Ticino a non anticipare la sperimentazione di innalzamento estivo a +1,50 metri senza che fossero state preliminarmente effettuate le necessarie valutazioni.
La sottosegretaria Velo ha definito «incauto procedere immediatamente ad elevare i livelli di mezzo metro, in assenza di dati sperimentali in relazione alla compatibilità dell'innalzamento dei livelli con le esigenze di sicurezza idraulica» e ha dichiarato che «l'operato del governo si è orientato verso una soluzione equilibrata delle problematiche, al fine di bilanciare le ragioni degli agricoltori con quelle dei Comuni rivieraschi e le ragioni dell'ambiente con quelle della tutela dai rischi idraulici e  da alluvione e le ragioni del nostro Paese con quelle di altri Paesi interessati».
«NO FUGHE IN AVANTI»
Al proposito, Enrico Borghi - capogruppo Pd in commissione ambiente a Montecitorio - ha osservato: «Le parole del governo fanno chiarezza, a fronte delle spinte provenienti dalla Lombardia che miravano a introdurre immediatamente l'innalzamento dei livelli estivi del Lago Maggiore. Il fatto che si proceda con la sperimentazione senza colpi di testa o fughe in avanti è la migliore garanzia per procedure corrette ed equilibrate, e ribadisco che a mio avviso nell'attività in corso da parte dell'Autorità di Bacino debbano essere coinvolti, da un lato, i Comuni rivieraschi e, dall'altro, il CNR-Istituto Idrobiologico di Pallanza, per valutare anche l'impatto ecologico-ambientale al fianco di quello idraulico nella proposta di innalzamento del Lago Maggiore».