Edizione n.42 di mercoledì 11 dicembre 2019

Liliana Segre, cittadina onoraria di Luino

Unanime decisione del consiglio comunale

Dopo l'omaggio della comunità culturale nel 2002 ad opera del Liceo scientifico “Vittorio Sereni”, ecco ora quello del mondo politico a Liliana Segre, dal 19 gennaio 2018 nominata senatrice a vita dal presidente della repubblica Sergio Mattarella. Il 28 novembre 2019 il consiglio comunale di Luino le ha conferito, all'unanimità, la cittadinanza onoraria, accogliendo la proposta avanzata il 13 novembre dai consiglieri Pietro Agostinelli (gruppo “Movimento Italia Nazione”) e Franco Compagnoni, Enrico Nogara e Giovanni Petrotta (gruppo “L'Altra Luino”).
La decisione fa onore all'intera rappresentanza politica locale, che si è resa interprete di un analogo sentimento civico, già espresso oltre tre lustri prima. Nell'ottobre 2002 infatti Liliana Segre, non ancora senatrice a vita e dagli anni '90 testimone instancabile della Shoah, accolse l'invito dell'allora preside del Liceo “Sereni” Emilio Rossi e del professore Massimo Roncoroni di raccontare agli studenti la sua drammatica esperienza, successivamente raccolta nella pubblicazione “Sul filo della memoria-Ci sono stati dei Giusti, ma anche degli Ingiusti, che approfittarono in modo spaventoso delle disgrazie altrui”, accompagnata anche da un intervento di Piermarcello Castelli, allora come ora assessore comunale alla pubblica istruzione di Luino.
Liliana Segre, come hanno ricordato i consiglieri comunali nella loro proposta, è stata «una di quei 58.412 cittadini italiani censiti e segnati come “di razza ebraica o parzialmente ebraica” dalle vergognose leggi razziste del 1938».
Nel dicembre del 1943 cercò di fuggire insieme al padre e due cugini in Svizzera, ma, alla frontiera di Arzo nei pressi di Selvetta di Viggiù, i gendarmi rossocrociati li respinsero alle autorità fasciste, che li consegnarono ai tedeschi. Aveva appena tredici anni e dalla frontiera venne trasferita con il padre e i cugini nel carcere di Varese, poi in quello di Como e infine a San Vittore a Milano. Nei registri del carcere dei Miogni al suo nome, come è stato ricordato dal consigliere comunale di Varese Enzo Laforgia nella mozione per il conferimento della cittadinanza onoraria da parte di quell'amministrazione, era stata appuntata la sigla «O.P.». Una ragazzina di tredici anni detenuta, cioè, per motivi di «Ordine Pubblico»!
«Il 30 gennaio 1944 – hanno ricordato i consiglieri – Liliana Segre fu trasferita presso il Binario 21 della stazione centrale di Milano, dove fu formato un convoglio e caricata su un carro bestiame. Destinazione: Birkenau-Auschwitz con tappa a Verona per caricare altri Ebrei provenienti dall'Italia Centrale». Nel campo di sterminio, dove perse il padre e i nonni paterni, fu marchiata sulla pelle con il numero 75.190 e impiegata nei lavori forzati nella fabbrica di munizioni Union. Dei 776 bambini italiani di età inferiore ai 14 anni deportati ad Auschwitz – ricordano ancora i consiglieri - Segre è una dei soli 25 bambini sopravvissuti».

Non solo vergogna e infamia ricorda quell'atroce passato italiano, ma anche pagine di splendida umanità.
«Fra i tanti “Giusti” che hanno aiutato gli Ebrei e i perseguitati – hanno scritto i consiglieri comunali luinesi – vogliamo ricordare il giovane cattolico scout milanese Peppino Candiani, di anni 19, ucciso il 6 maggio 1944 al Ponte di Ferro sulla Tresa mentre accompagnava nella libera Svizzera un gruppo di Ebrei e perseguitati politici; il maresciallo dei carabinieri Enrico Sibona, comandante della stazione di Maccagno arrestato nel 1944, sempre per aver aiutato alcuni Ebrei, ed inviato nei lager nazisti; la famiglia Baggiolini-Garibaldi e don Piero Folli di Voldomino. Don Folli, il 6 marzo 2017, al Comune di Milano, è stato riconosciuto “Giusto delle Nazioni” in una cerimonia cui partecipavano, per il comune di Luino, il prevosto don Sergio Zambenetti, l'assessore Piermarcello Castelli e la consigliera Enrica Nogara».