Edizione n.24 di mercoledì 17 luglio 2019

Le colpe di Evaristo (e i ritardi del Kursaal)

Il complesso percorso dell'inaugurazione di Palazzo Verbania a Luino il 2 giugno 1906
Palazzo Verbania, giugno 2019

L’ingegner Giuseppe Petrolo ha appena appoggiato la penna d’oro sul piano inclinato del tavolo di lavoro. È stanco, ma soddisfatto. Guarda con compiacimento quanto ha appena tracciato su un foglio di carta fissato con puntine da disegno all’ampio tavolo di legno scuro, nello studio tecnico di casa sua: sono gli ultimi particolari delle ringhiere e qualche altro dettaglio delle finiture da passare al fabbro-ferrajo (segue da tempo il lavoro la bottega dei soci Luigi Carmine ed Edoardo Pozzi) e ai decoratori (il Petrolo ha in mente di accordarsi col “Brovelli Riccardo, pittore imbiancatore inverniciatore in Luino”, che ha una buona mano e buoni prezzi...) per terminar un’opera che gli sta proprio a cuore, in quel cantiere della “sua” città. Luino – pensa – val bene una messa... all’opera: non vuol lesinare sforzi, idee, carta, progetti.
Ma Giuseppe Petrolo, classe 1872, poco più che trentenne ambizioso ingegnere, in quei tardi mesi del 1905, oltre che soddisfatto comincia a esser preoccupato. Sin lì le cose hanno marciato bene, come ogni ingegnere desidererebbe: per seguire i lavori senza polemiche su potenziali interessi privati, il giovane Petrolo ha abbandonato la poltrona di sindaco - ottenuta come “popolare” sull’onda dei terribili fatti del ’98 (Frigerio, Storia di Luino e delle sue valli, Varese 2009, p. 283) – occupata almeno fino al novembre 1904, proprio quando si sono manifestati con evidenza gli interessi sul progetto di quell’opera innovativa che è il Kursaal; nell’anno stesso 1904, “fin dalla primavera” si è costituita una Società, pilotata da industriali e maggiorenti locali (i soliti noti: Hussy, Gelpke, Walty, Bodmer, con immancabile contorno di avvocati e notai), per combinare una cosa innovativa, per Luino e il lago: il pool degli industriali vuole ottenere in concessione precaria dal Comune la spiaggia che “dallo sbocco del torrente Luina si estende all’altezza circa del giardino a lago dell’Hotel Simplon”. Già il 4 aprile del 1904 la giunta aveva espresso parere favorevole (ACL, cart. 157, cat. 5, cl. 8, fasc. 1., Estratto di delibera della giunta municipale, convocazione di giunta 1904 apr 4 per approvazione di convenzione di concessione di spiaggia precaria a lago) per “l’occupazione temporanea di tratto di spiaggia a lago per l’erezione di un fabbricato ad uso Kursaal, salvo stipulazione di apposita convenzione”; il 27 novembre del 1904 il sindaco Petrolo si vede atterrare sul tavolo dell’ufficio di palazzo Crivelli la richiesta di deliberare sulla tale Convenzione colla Società Anonima del Kursaal (ACL, cart. 157, cat. 5, cl. 8, fasc. 1., Atti della giunta municipale, convocazione di giunta 1904 nov 27 per delibera e approvazione di convenzione).

Scopo dichiarato del Kursaal è stupire e divertire, sì, ma – per la Società Anonima – anche guadagnarci su: “su tale area sorgerebbe uno chalet a due piani, costituito il primo da grande terrazza a lago ed antistante salone, per feste, concerti, trattenimenti e servizio di caffè-ristorante, ed il secondo da altre sale, sia addette allo stesso, che da adibirsi per circoli o riunioni private. La costruzione, la prima sul lago Maggiore, non potrebbe a meno di costituire una grande attrattiva per il paese, avviandolo forse a quel miglior avvenire cui la posizione sua e le nuove comunicazioni gli danno diritto” (ACL, cart. 157, cat. 5, cl. 8, fasc. 1, Domanda “Senza Data?” - così da attergazione di segreteria, a matita grassa rossa - ma da riferirsi alla primavera 1904, con ottima probabilità a poco prima del 4 aprile).
La progettazione, ovviamente, è data proprio a lui, all’ing. Petrolo, e tutto sta filando liscio. Certo, ci sono un po’ di battibecchi e scontri (come per il caso dell’assessore Battaglia, che in piena assemblea consigliare nel luglio 1905, all’atto della presa in esame, e ratifica della concessione della spiaggia demaniale per sessant’anni, sibila tagliente che “si astiene da ogni discussione e votazione, perché copre la carica di presidente della Società del Kursaal, dichiarando di esser lieto che la pratica sia finita sotto l’attuale amministrazione [...] perché così viene allontanato ogni dubbio o calunnia che egli essendo prima d’ora assessore anziano, avesse favorita l’erezione del Kursaal”. Dopo qualche borbottamento (il consigliere Micotti fa osservare che alla scadenza dei sessant’anni non il Comune, ma il Demanio tornerà proprietario dell’area...), con le astensioni dei consiglieri Battaglia e Petrolo, il comune ratifica la convenzione.
Ma non sono tutte rose e fiori. È vero, i lavori fervono già dall’anno precedente 1904: approfittando del “materiale di rifiuto derivante dalla costruzione della linea ferroviaria Varese-Luino”, “nell’opportunità e urgenza di costruire il muraglione a lago, e le cantine prima che [cominci] lo scarico del materiale, si [] mano ai lavori, consenziente l’amministrazione comunale” (ACL, cart. 157, cat. 5, cl. 8, fasc. 1., lettera 1905 apr 4 di Giuseppe Battaglia al sindaco di Luino, prot. 771 del giorno 5 successivo).
È però cosa normale che capiti qualche ritardo nel cronoprogramma dei lavori... così alla fine del mese di luglio 1905, il Battaglia si fa ancora sotto col comune: “nel desiderio di dare affrettato termine ai lavori del Kursaal” chiede di poter abbattere un filare di robinie e asportare il parapetto in granito che separa lo spazio intorno al Kursaal dalla strada. Il sindaco concede (ACL, cart. 157, cat. 5, cl. 8, fasc. 1., lettera 1905 lug 27 di Giuseppe Battaglia al sindaco di Luino, prot. 1749 del giorno 28 successivo), qualche cittadino con coscienza pre-ecologista (o solo perché bastian-contrario) brontola per le robinie, ma che vale? Importa che i lavori proseguano!
Ma ancora non ci siamo: il Petrolo, e con lui gli altri della Società anonima, sono preoccupati. Sarà anche vero – pensa l’ing. Petrolo - che il Kursaal aveva subito lavori affrettati... ma oramai siamo nel 1906, che diamine! e il Kursaal non è ancora vivo. Lo vedono chiaramente tutti. Perché ritardi a parte, nessuno se la prende troppo per la riuscita delle decorazioni e delle volute in ferro della scala... Piuttosto il Petrolo, i consiglieri comunali, i componenti del comitato degli Azionisti del Kursaal di Luino, che rappresenta la crème della società luinese, forse persino il Macèla, povero di spirito e zimbello della città, ... tutti, ma proprio tutti si chiedono a una sola voce, una sola cosa. Chi diavolo è Evaristo Zangli?

Sono tutti d’accordo: è soprattutto a questo tal Evaristo Zangli che Luino deve un clamoroso ritardo di quasi un anno nell’apertura del suo Kursaal. Passi che Luino si sia fatta “bagnare il naso” da Cannobio e dal suo Carza Palace. C’è da scommetterci – rimugina il Petrolo, leggendolo sulla “Vedetta”, bisettimanale d’informazione intrese, del 16 luglio - che quelli di Cannobio hanno fatto le cose a pezzi e bocconi, arrivando a inaugurare il loro “kursaal” nel luglio 1904 “sebbene non completamente ultimato in tutti i suoi dettagli”, pur di fare uno sberleffo ai rivali luinesi... (La Vedetta, 16 luglio 1904, p. 3); ma adesso è veramente troppo, ed è imbarazzante, per i vari Battaglia, Bodmer, Hussy, Walty, e tutti gli altri maggiorenti luinesi, Petrolo compreso, leggere sul solito foglio locale ben informato (il Corriere del Verbano...), a cui non ne scappa una e che fa sempre le pulci a tutti, che

Il Kursaal si doveva aprire col giorno dell’Epifania, ma invece il bellissimo locale è restato chiuso. La ragione, eccola: la persona che aveva affittato il Kursaal, mancò ad un impegno del contratto e allora la presidenza con lettera raccomandata lo avvertì che il contratto stesso era decaduto. Non mancheranno certo dei nuovi affittuari e siamo sicuri che presto vedremo aperto al pubblico quello che sarà certo un magnifico ed elegante ritrovo luinese. Intanto non vi fu l’assemblea e il banchettissimo sospirato, e qualcuno mangiò di magro. (Il Corriere del Verbano, numero del 10 gennaio 1906).

Il patatràc è successo. Ha un bel dire, poco prima di Natale 1905, questo tal Evaristo Zangli, che lui farà di qui e di là, di su e di giù... si era presentato di bel nuovo, qualche tempo prima, quando fervevano i lavori edilizi: sembrava che parlasse da svizzero, quindi precisino e puntuale, e aveva incantato tutti raccontando delle proprie esperienze a Milano... aveva lasciato intendere che lui era stato a lavorare per il sciùr Campari, per quell’altro grande imprenditore della ristorazione, il Cesare Vidoni, che gestiva il Gambrinus, e la Birreria Casanova; e poi giù le promesse, puntualmente riprese dal foglio locale, con tanto di date e particolari:

Il sig. Evaristo Zangli, già direttore in varii caffè restaurant di Milano, Campari, Gambrinus, Casanova ecc., che ha preso in affitto il nuovo ed elegante Kursaal di Luino, intende farne l’apertura il 26 dicembre in corso. Ora si sta mobigliandolo elegantemente, e quando sarà addobbato e terminato, sarà uno splendido ritrovo (Il Corriere del Verbano, numero del 6 dicembre 1905).

Qualcuno, però, aveva subito cominciato a sospettare ... e per vero, neppure oggi, per nessuna di quelle rinomate insegne della ristorazione meneghina, l’Archivio Storico Civico, e l’Anagrafe meneghina e i maggiori quotidiani restituiscono il nome di Evaristo Zangli; ci si perdoni le solite noiose divagazioni da dilettanti di storia locale, ma una rapida ricerca mostra come intorno alla piazza del Duomo si concentra una bella fetta della storia della caffetteria italiana: nel 1892, alla sua fondazione, il Gambrinus, o meglio, Gambrinus Halle – sede grosso modo di fronte all’attuale Centenari, in Galleria, lato piazza Scala – non aveva alcuno Zangli come direttore, bensì un Celso Colombo (Corriere della Sera, numero del 12 maggio 1892), alle dipendenze del proprietario, “signor Wasserman” (ovvero Davide Wasserman, che dalle risultanze in Archivio della Camera di Commercio di Milano apriva nel 1892 ed era attivo almeno sino al 1895); in quello stesso 1892 il Gambrinus aveva almeno due camerieri, tali Jori e Chiappa (Corriere..., cit.). Subentrava poi nel 1902 Cesare Vigoni, in società con altri, per intraprendere l’attività di Ristorante, caffè e birreria (Arch. CCIAA, ad vocem). La Birreria Casanova, poi Carminati, sita nel grande palazzo che dividendo via Orefici da piazza Duomo, fronteggia la grande piazza e sta dirimpetto al Duomo, si trasforma, ad opera della Società Bonetti, Negri e C. in “Birreria Restaurant Nazionale del Duomo” costituendosi in società nel 1905; tra i vari passaggi societari e di proprietà troviamo ancora una volta quello in cui compare Cesare Vigoni con una propria società anonima; egli, da almeno una fonte iconografica in https://urbanfilemilano.blogspot.com/2014/09/zona-duomo-restauri-anche-p..., risulta aver gestito come proprietario la Birreria Casanova, poi divenuta “Carminati” dopo la Prima Guerra Mondiale. Il notissimo Caffè Campari nasce, per fortunatissima intuizione di Davide Campari, nel 1867 (praticamente con la Galleria...) come bar, caffè e sala da tè, e si insedia all’imbocco del grande “salotto coperto” della Città, con due esercizi che divengono in breve punti di ritrovo di mezza Milano.
Insomma, nella perplessa Luino dell’autunno 1905, l'Evaristo Zangli e le sue proposte si dissolvono nel nulla, e dopo il dicembre 1905 la Società degli Azionisti del Kursaal si ritrova nelle peste. A gennaio, il Petrolo vede con preoccupazione “saltare” l’assemblea dei soci, e il “banchettissimo” lasciare a bocca asciutta tutti; il gestore del Kursaal non si trova, e viene delusa anche la speranza di lanciare l’elegante edificio per l’Epifania: “si doveva aprire col giorno dell’Epifania, ma invece il bellissimo locale è restato chiuso”. Le occasioni sprecate si accumulano, i “Comitati pei festeggiamenti” (come quello dei Congressisti Automobilisti nel maggio 1906) che puntano a Luino, sicuri di poter organizzare un buon pranzo in un fascinoso ritrovo appena costruito sulla riva del lago, restano delusi o devono ripiegare sul solito Simplon.
Finché, con un colpo di coda, il due giugno 1906, con gli sforzi congiunti di tutti, comune, società anonima, progettista, si riesce finalmente a inaugurare il Kursaal. È un sabato sera, il due giugno, “la splendida sala si [mostra] in tutto il suo sfolgorìo di luce che degnamente [illumina] le ricche mense fiorite”; i commensali sono oltre settanta, “in rappresentanza di tutto quello havvi di elegante, di buono e di bello in Luino e nei paesi vicini; ed il banchetto, servito dalla somma e nota abilità del sig. Percivalli di Runo, [è] un trionfo di affiatamento, di espansione... e dell’arte culinaria”. Prendono la parola “allo champagne” il Battaglia, e tra gli altri l’avv. Terruggia, il Bodmer, l’avv. Pellegrini, il dottor Maggi... e vien “proposto poi un telegramma al Presidente della Confederazione Elvetica a Genova”, telegramma che è “approvato con uno scroscio di infiniti applausi e con un evviva incessante alla Svizzera” (Il Corriere del Verbano, n. del 6 giugno 1906). Il Kursaal luinese è finalmente inaugurato, mancano solo da espletare le inevitabili faccende burocratiche: il 30 luglio 1906 il funzionario Attilio Bonali, ingegnere di Sezione incaricato dal suo Capo, ing. Paribelli, del comasco ufficio del Genio Civile, visita in compagnia del Petrolo, del Battaglia, e dell’assessore anziano Giovanni Tolini “il fabbricato ad uso ristorante e locale pel Club, feste e trattenimenti [che] è già stato costruito fin dallo scorso anno 1905”; e ritrova che il fabbricato stesso “venne fin dallo scorso mese di giugno [= 1906] adibito al suo scopo” (ACL, cart. 157, cat. 5, cl. 8, fasc. 1., Processo verbale della visita tecnica effettuasi il 30 luglio 1906...; va emendata in 2 giugno 1906 la data proposta come “giugno 1905” in F. Crimi-F. Petrolo, Per Giuseppe Petrolo architetto (1872-1952), in “Verbanus” 22-2001, p. 218, n. 11).
Ma adesso, in una solare estate del 1906, Luino tranquilla può gioire del suo più moderno gioiello: dopo che nella tersa sera del due giugno, davanti a un “lago lucente e calmo che pareva vinto e spossato dal vento impetuoso della giornata”, erano a lungo riecheggiate “le battute di un delizioso valzer [sic!]”, ora sì, finalmente, la belle époque luinese ha il suo ritrovo: la Storia nuova di una nuova Città può iniziare.
Giacomo Premoli