Edizione n.40 di mercoledì 14 novembre 2018

La Società svizzera di radiotelevisione apre 30 anni di archivi nelle istituzioni culturali

immagine di repertorio, LUGANO, Casa Hesse, foto Ibis

Il 27 ottobre, Giornata mondiale Unesco del patrimonio audiovisivo, è stato scelto da SSR, la Società svizzera di radiotelevisione, per dare il via all'apertura dei propri archivi, insieme alla Fonoteca nazionale svizzera (Ufficio federale della cultura) e a Memoriav, l'associazione per la salvaguardia della memoria audiovisiva svizzera.
Il patrimonio degli archivi radiotelevisivi, i cui contenuti risalgono ai primi anni '30, è enorme: due milioni le ore di storia svizzera rese accessibili. Altrettanto fertili, estesi e multiformi gli argomenti che spaziano in ogni ambito e rispondono alla vastità di domande che tanta dovizie fa nascere in chiunque. Come sono cambiati i suoni, i paesaggi, i villaggi, le città, le persone, le personalità elvetiche, i bisogni, le attese, l'informazione nel corso dell'ultimo secolo in Svizzera?
Dal 27 ottobre si può predisporre un accesso locale di ricerca agli archivi digitali della SSR, alle banche dati audiovisive della Fonoteca nazionale e di Memoriav in più di sessanta biblioteche, centri di documentazione, università e scuole aperte al pubblico in tutta la nazione. Ricercatori, studenti, docenti e appassionati di storia contemporanea possono ora effettuare ricerche per parole chiave o tematiche e visionare o ascoltare i documenti. Gli audio e i video possono essere utilizzati anche nell'ambito dell'insegnamento scolastico.

«Già dal 2017 - spiega l'azienda - sono a disposizione dei programmatori metadati degli archivi attraverso un'interfaccia pubblica. L'apertura degli archivi attraverso postazioni per la consultazione locale in istituzioni culturali dovrebbe soprattutto dare nuova linfa alla ricerca storica e alle forme di insegnamento innovative. Dal punto di vista dell'utente, è particolarmente pratico poter consultare i documenti SSR assieme ad altre fonti importanti della storia contemporanea. Pertanto, la Società svizzera di radiotelevisione collabora con Memoriav, con l'Ufficio federale della cultura e, nelle regioni, con le biblioteche, i centri di documentazione, le scuole e le università.
Naturalmente, il processo di apertura degli archivi nel mondo digitale avanza di pari passo con la soluzione di problemi di natura giuridica, tecnica e anche qualitativa connessi al canale di comunicazione. Da inizio 2019 le aziende mediatiche private potranno effettuare ricerche negli archivi della SSR (una delle prime case mediatiche, a livello mondiale, ad adoperarsi in modo così sistematico per la digitalizzazione e l'apertura dei propri archivi) e utilizzare i documenti presenti.