Edizione n.30 di mercoledì 4 settembre 2019

Incidenti in montagna, escursionismo e sci in pista le prime cause

Nuova convenzione tra Regione Lombardia e Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico - Nel 2019-21 contributo complessivo di 150.000 euro per servizi di soccorso elicotteristici aggiuntivi e 33 apparecchi radio
soccorso alpino

Cadute (37%), malori (12,7%), ma anche perdita di orientamento (7,8%), ecco le principali cause degli incidenti in montagna o in altro ambiente impervio in Lombardia. Età delle persone soccorse, prevalentemente compresa tra i 40 e i 60 anni (28% circa), ma sempre alto anche il numero dei non più giovani (28%). Tra gli sciatori, si registrano più infortuni tra i giovanissimi.
Sono alcuni dati emergenti dalle rilevazioni del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico lombardo (Cnsas) e dal censimento annuale effettuato da Regione Lombardia in collaborazione con le Comunità Montane e i gestori delle piste.
Per migliorare efficienza e sicurezza negli interventi, una nuova convenzione riconosce al Cnsas un contributo regionale di 150.000 euro complessivi nel triennio 2019-2021. Al fine di ridurre i tempi di intervento e aumentare la sicurezza degli operatori, il Cnsas potrà reperire sul mercato servizi elicotteristici al di fuori della convenzione con l'Agenzia regionale di emergenza urgenza (Areu) e al di fuori delle attività convenzionate.
Lo schema, firmato il 25 luglio 2019 dall'assessore regionale Pietro Foroni e dal presidente di Cnsas Lombardia Gianfranco Comi, prevede inoltre che Regione Lombardia fornisca in comodato d'uso al Cnsas 33 apparecchi radio portatili (uno per ogni stazione) per migliorare l'integrazione tra i rispettivi sistemi di radiocomunicazione. 

ESCURSIONISMO E SCI IN PISTA
Il Cnsas lombardo fa parte delle strutture operative del Servizio nazionale di protezione civile e dispone di un'ampia base di volontari qualificati, di tecnici e di figure professionali specialistiche addestrate alla movimentazione e al soccorso in ambiente montano, ipogeo e ostile. Nel 2018, in controtendenza con i dati nazionali (da cui si evince il più alto numero di missioni nella storia del Soccorso alpino, 9.554), ha registrato un lieve calo nel numero di eventi, ossia 1233 rispetto ai 1270 del 2017. In particolare, su 1273 persone soccorse, 483 - ossia meno del 30% - sono risultate illese, 60 decedute e 15 disperse.
Le principali cause degli incidenti in montagna o in altro ambiente impervio (secondo i dati del Cnsas) sono le cadute (37%), i malori (12,7%), ma anche la perdita di orientamento (7,8%). Le attività invece praticate al momento dell'infortunio e della conseguente richiesta di soccorso sono in linea con le tendenze nazionali. Per il 36,5% le chiamate riguardano l'escursionismo, per il 12,4% lo sci alpino in pista, per il 5,9% l'alpinismo, per il 5,5% la mountain bike e per il 4,9% la ricerca dei funghi.
ETÀ
L'età delle persone soccorse è prevalentemente compresa tra i 40 e i 60 anni (28% circa), ma è ancora alto anche il numero dei non più giovani soccorsi (28%).
Anche dal censimento annuale, effettuato da Regione Lombardia in collaborazione con le Comunità montane e con i gestori delle piste, emerge una diminuzione media degli infortuni del 9% nei diversi comprensori sciistici lombardi nell'ultimo anno. La causa degli infortuni sciistici risulta quasi sempre accidentale (79%), tranne nel caso di scontri con altri sciatori (circa il 7%). La maggior parte degli infortuni riguarda uomini (nel 58% dei casi) e avviene in piste di media difficoltà ('rosse' per il 65% dei casi), solo una minima parte sulle facili ('blu', il 20%) e sulle più difficili ('nere', il 15%). L'età prevalente delle persone coinvolte in incidenti sciistici sulle piste da sci lombarde va dagli 11 ai 20 anni.