Edizione n.27 di mercoledì 7 agosto 2019

Delocalizzazioni, le imprese dovranno restituire i contributi ricevuti

Via libera in Lombardia all'applicazione di una legge del 2018

Le imprese che porteranno fuori dalla Lombardia lavoro e occupazione dovranno restituire i contributi regionali. Il 18 luglio 2019 la commissione attività produttive dell'assemblea regionale, presieduta da Gianmarco Senna (Lega), ha dato, a larga maggioranza, il via libera al Regolamento, in ottemperanza a una specifica alla legge regionale approvata nel gennaio del 2018 “Misure per la tutela degli investimenti pubblici regionali e per il sostegno dell’occupazione”.
Il provvedimento, relatrice Silvia Scurati (Lega), regola l'erogazione di contributi in conto capitale che costituiscono aiuti di Stato per investimenti produttivi. Tra le cause di decadenza, con conseguente restituzione del contributo erogato, rientra la delocalizzazione fuori dal territorio regionale, in Stati appartenenti all’Unione Europea o aderenti allo Spazio Economico Europeo, entro cinque anni dalla data di conclusione dell'iniziativa o del completamento dell'investimento agevolato.
Il provvedimento prevede che, a garanzia del puntuale adempimento degli obblighi inerenti sia al divieto di delocalizzazione sia al mantenimento dei livelli occupazionali, il beneficiario di contributi è tenuto alla presentazione di una garanzia fideiussoria pari al valore complessivo dell’aiuto di Stato concesso. Su osservazione del Movimento 5 Stelle (Monica Forte), emendata dalla relatrice Silvia Scurati, sono state inserite a questo proposito misure di controllo relative ai requisiti di affidabilità, solvibilità e solidità finanziaria delle imprese che rilasciano la garanzia fideiussoria per conto del soggetto beneficiario del contributo.
In fase di erogazione del contributo di Stato, i beneficiari assumeranno l’impegno a mantenere i livelli occupazionali ed eventualmente a comunicare tempestivamente - al responsabile del procedimento di erogazione del contributo - la riduzione superiore al 10 per cento dei livelli occupazionali degli addetti all’unità produttiva o all’attività interessata dal beneficio nei cinque anni successivi alla data di conclusione dell'investimento agevolato, oppure la riduzione superiore al 50 per cento dei livelli occupazionali sempre nei cinque anni successivi alla data di conclusione dell'investimento agevolato.