Edizione n.13 di mercoledì 15 aprile 2026
Dario Fo, il giullare da Nobel
Non poteva mancare anche dai luoghi delle sue origini l’omaggio a Dario Fo nel centenario della nascita, avvenuta a Sangiano il 24 marzo 1926, e nel decennale della scomparsa, il 13 ottobre 2016 a Milano.
Il calendario nazionale delle celebrazioni promosso dalla Fondazione Fo Rame accoglierà alcuni momenti significativi a cura del Comune di Varese e dell’Università degli Studi dell’Insubria, e un contributo del Festival Tra Sacro e Sacro Monte, con iniziative che mettono al centro il legame tra i due grandi artisti e il territorio, che non è mai mancato nelle loro tournée e dove dal 29 marzo 2025 un teatro porta il loro nome, a Luino.
Dario Fo, insignito del Premio Nobel per la letteratura il 9 ottobre del 1997, nacque a Sangiano (Varese) il 24 marzo 1926 da Felice Fo, ferroviere, e Giuseppina Rota, zia paterna di Davide Rota, anch'egli autore, attore e scrittore, e autrice del libro Il paese delle rane (Einaudi). Da Sangiano la famiglia si trasferì prima a Portovaltravaglia e poi a Luino. Qui a Dario Fo, il 16 ottobre 1996, l’amministrazione comunale a guida del sindaco Piero Tosi avrebbe conferito la cittadinanza onoraria all'inaugurazione del Teatro Sociale, poi dedicato a lui e a Franca Rame dall’attuale amministrazione del sindaco Enrico Bianchi.
CELEBRAZIONI VARESINE
L’Università degli Studi dell’Insubria partecipa alle celebrazioni con un percorso che unisce didattica, ricerca e valorizzazione culturale. Saranno in parte dedicati allo studio dell’opera del Nobel due corsi della cattedra di Letteratura italiana di Elena Valentina Maiolini: Linee di letteratura italiana del Novecento e Didattica della letteratura italiana. Negli spazi dell’Ateneo l’Insubria ospiterà, inoltre, in autunno uno spettacolo di Dario Fo a cura dell’attrice Marina De Juli, nata in provincia di Varese e per anni parte della compagnia Fo Rame.
Tra i tanti spettacoli e le occasioni di incontro con la provincia una data particolarmente significativa è quella del 17 giugno 2015. Quel giorno, a Varese, Fo fu accolto nell’ateneo per la presentazione del suo libro "Un uomo bruciato vivo. Storia di Ion Cazacu", scritto con Florina Cazacu, la figlia dell’operaio romeno Ion Cazacu ucciso nel 2000 a Gallarate dal datore di lavoro, che, al culmine di una lite, lo cosparse di benzina e gli diede fuoco: morì dopo una settimana di agonia.
Sempre all’Insubria, un’attenzione particolare sarà dedicata all’affabulazione su San Francesco, che Fo portò in scena nel 1997 con una interpretazione interessante e controversa. Elena Valentina Maiolini si occuperà dello studio del testo, anche attraverso materiali preparatori come appunti manoscritti e copioni, testo che assume un significato speciale nell’anno in cui ricorre l’ottavo centenario della morte del Frate d’Assisi (1226-2026).
Proprio «Lu santo jullare Francesco» sarà portato in scena a luglio da Mario Pirovano, tra i più importanti interpreti del teatro di Fo, alla Quattordicesima cappella del Sacro Monte, nell’ambito del Festival Tra Sacro e Sacro Monte diretto da Andrea Chiodi.
Nelle immagini: Dario Fo a Luino nel 1996 (foto Ibis); Dario con Florina Cazacu a Varese nel 2015 (foto Uninsubria); funerale di Franca Rame, Dario Fo esce dal Piccolo di Milano a salutare la folla (foto Ibis, maggio 2013); francobollo delle Poste Italiane del 24 marzo 2026 dedicato a Dario Luigi Angelo Fo.





