Edizione n.23 di mercoledì 20 giugno 2018

Commissione europea, migliorare la protezione del lavoro dalle sostanze chimiche cancerogene

Altro passo avanti della Commissione europea per promuovere salute e sicurezza sui luoghi di lavoro nell'Unione Europea. In aprile ha infatti proposto la terza tornata di modifiche alla Direttiva sugli agenti cancerogeni e mutageni (2004/37/CE).
Le modifiche vogliono in particolare limitare l'esposizione a cinque sostanze cancerogene in aggiunta alle ventuno già figuranti nella normativa o in proposte e prevenire ulteriori casi di malattie oncologiche e di altre patologie di origine professionale. Marianne Thyssen, Commissaria responsabile per l'Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, ricorda come limitare l'esposizione dei lavoratori ad altre cinque sostanze chimiche cancerogene migliorerebbe «la protezione di oltre 1 milione di lavoratori in Europa e contribuiremo a rendere i luoghi di lavoro più sani e più sicuri, nel rispetto di uno dei principi fondamentali del pilastro europeo dei diritti sociali».
In concreto, la Commissione propone l'introduzione di nuovi valori limite nella Direttiva sugli agenti cancerogeni e mutageni e fissare la concentrazione massima nell'aria di una sostanza chimica cancerogena sul luogo di lavoro. L'invito si basa su dati scientifici e fa seguito ad approfondite discussioni con i portatori di interessi, in particolare rappresentanti dei datori di lavoro, dei lavoratori e degli Stati membri.

Nella terza tornata di revisione della Direttiva sono state selezionate le seguenti cinque sostanze cancerogene:
· il cadmio e i suoi composti inorganici;
· il berillio e i suoi composti inorganici;
· l'acido arsenico e i suoi sali come pure i composti inorganici di arsenico;
· la formaldeide;
· il 4,4'-metilene-bis(2-cloroanilina) (MOCA).
Le prime tre sostanze sono frequentemente utilizzate in settori quali la produzione e la raffinazione del cadmio, la produzione di batterie al nichel-cadmio, la galvanoplastica meccanica, la fusione dello zinco e del rame, le fonderie, la produzione del vetro, le attività di laboratorio, l'elettronica, la chimica, le costruzioni, la sanità, l'industria della plastica e il riciclaggio.
L'imposizione di misure efficaci per impedire l'esposizione elevata alle cinque sostanze e ai gruppi di sostanze indicati avrà ripercussioni positive molto più significative della sola prevenzione oncologica.
Secondo stime, attuare limiti potrebbe prevenire più di 22 mila casi di malattie professionali, non solo per quanto riguarda i tumori. Con tali argini si ridurrà anche l'incidenza di altre importanti patologie dovute a sostanze cancerogene e mutagene. Per esempio, oltre al tumore polmonare l'esposizione al berillio causa anche la berilliosi, una grave malattia cronica.
Inoltre, valori limite a livello europeo servono a promuovere la coerenza, in quanto contribuiscono a pari condizioni di concorrenza per tutte le imprese e un obiettivo chiaro e comune per datori di lavoro, lavoratori e autorità di controllo. Da questo punto di vista, si andrebbe quindi nella direzione di un sistema più efficiente di protezione e anche di un mercato unico più equo.
 
I dati indicano che il cancro costituisce la maggiore causa di mortalità professionale: ogni anno il 52% delle morti legate a un'attività professionale è provocato dal cancro, rispetto al 24% dovuto a malattie del sistema circolatorio e al 2% per lesioni. L'esposizione a determinati agenti chimici sul luogo di lavoro può causare il cancro. Per quanto i tumori sianoi una categoria complessa e alcuni fattori eziologici siano difficili da individuare, è evidente che le patologie oncologiche per 'esposizione a sostanze chimiche sul luogo di lavoro possono essere prevenute riducendo o eliminando l'esposizione.
Nell'intento di proteggere i lavoratori da tali rischi l'UE ha adottato nel 2004 la Direttiva 2004/37/CE sugli agenti cancerogeni e mutageni, che stabilisce le misure da mettere in atto per eliminare o ridurre l'esposizione a tali agenti e dunque per contribuire a prevenire i casi di tumore professionale e malattie correlate.
Le conoscenze scientifiche sulle sostanze cancerogene o mutagene sono in continua evoluzione e il progresso tecnologico consente di migliorare la protezione. Per garantire che i meccanismi di protezione abbiano la massima efficacia e che in tutti gli Stati membri siano in vigore misure preventive aggiornate è necessario che la Direttiva sia riveduta a intervalli regolari.