Edizione n.35 di mercoledì 28 ottobre 2020

Celeste oltre le colonne d'Ercole

Le nuove esplorazioni del gatto detective
Gatto Celeste

Perché stare in un solo luogo, Milano, per esempio? Perché fermarsi ai successi raggiunti? Perché non curiosare oltre gli spazi già perlustrati, noti?
Il gatto Celeste «formidabile “aggiustatore di destini”» e, bisogna aggiungere, «noiosissimo e petulante conoscitore della storia dell'arte», non ha intenzione di gongolarsi, ama troppo indagare, interagire, aiutare, che siano suoi simili che siano amici umani. Anche questa volta prende in mano la situazione e con la progettuale lucidità dei felini, zampetta dietro zampetta, studia, calibra. Simpatico e perspicace, ormai esperto, come nelle precedenti anche in questa avventura (la terza andata in stampa) si muove su più livelli, non temendo di affrontare evoluzioni internazionali insieme a qualcosa di ben più complicato, l'amore.
La sua mamma-autrice, Doretta Cecchi, ha dato un nome a questa storia, “Il gatto Celeste e il segreto di Cocteau”, e accanto al micione, un po' siamese e un po' no (questo già dice il caratterino), ha raccolto un gruppo mica male di comprimari. Non solo gatti: ci sono uno scoiattolo, dei cani bassotto, una tartaruga col suo tartarugo nobile principe di Tessaglia e gli umani con le loro imperfezioni e attese capeggiati dal sodale di Celeste per eccellenza, il professor Leonardo Santini, «il più grande esperto di arte contemporanea».
Che combinano questa volta?
Tutto parte con un matrimonio e il fatidico “Viva gli sposi”, quindi si passa all'ambiente, Antibes, al suo Museo Picasso. Ci sono un lui che lascia la barriera corallina australiana per sposarsi (per ora siamo nel mondo a due zampe) e una misteriosa villa di una centenaria viscontessa, collezionista d'arte. Ci sono, fondamentali nella vicenda, la memoria con il poeta e artista Jean Cocteau e un diario che appare a svelare un amore forse anch'esso misterioso forse solo nascosto; ci sono i sentimenti di amicizia, di comprensione e di dedizione, e l'intreccio di avvenimenti in cui i vari protagonisti dialogano, obiettano mettendo in scena la propria talentuosità, ma anche le criticità e il bisogno di essere ascoltati.
Tanto colore, in queste pagine, la luce della Costa Azzurra, festa, fantasia e osservazione psicologica coinvolgente. Doretta Cecchi, con la sua modulazione attenta, trasporta nel romanzo la dimensione che da sempre le appartiene, quella delle arti. Laureata in Storia della Critica d'arte alla Statale di Milano, ex giornalista, lei stessa artista, si occupa da sempre di Narrative Art. Negli ultimi anni si è dedicata in particolare alla scrittura e con "Il gatto Celeste e il segreto di Picasso" (Mursia, 2015) ha vinto il Premio Bastet dell'Accademia dei Gatti Magici di Fiesole.
Doretta Cecchi, “Il gatto Celeste e il segreto di Cocteau”, Porto Seguro Editore,157 pp, 14,90 euro.