Edizione n.32 di mercoledì 16 agosto 2017

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Ricovero anziani, voucher da 1000 euro ai più bisognosi

Stanziati in Lombardia 10 milioni di euro per ridurre i costi delle rette - Beneficiarie circa 10mila persone

Voucher da 1.000 euro per gli anziani particolarmente gravi ricoverati stabilmente in Rsa (residenze sanitarie assistenziali) per 360 giorni annui. A disposizione, 10 milioni di euro. Destinatarie, circa 10.000 persone residenti in Lombardia. È quanto prevede una «misura innovativa» della giunta regionale della Lombardia, approvata il 31 luglio 2017 su proposta dell'assessore al welfare Giulio Gallera.
L’intervento è diretto ai ricoverati in tutte le Rsa accreditate e a contratto del territorio, classificati nelle classi Sosia 1 e Sosia 2, sia su posti ordinari sia in Nuclei Alzheimer, per una durata di almeno 360 giorni, nel periodo dal 1° ottobre 2016 al 30 settembre 2017. Queste persone presentano maggiori livelli di fragilità e quindi maggiore bisogno di cura e di risorse.
La delibera regionale si aggiunge a un’intesa raggiunta tra Gallera e i sindacati. «Se il numero degli aventi diritto dovesse essere inferiore a quanto previsto o il finanziamento dovesse essere integrato anche con successivi provvedimenti», ha spiegato l’assessore, le risorse disponibili saranno assegnate, «tramite un voucher di valore pari a quello dei primi beneficiari, alle persone ricoverate in Rsa - sempre relativamente al periodo dal 1 ottobre 2016 al 30 settembre 2017 - anche per una durata inferiore ai 360 giorni, con modalità progressive comunque non al di sotto dei 180 giorni. In caso di periodo identico prevale la maggiore età dell'ospite». 

Alzheimer, in Lombardia circa 200.000 malati

Alla cronicità e fragilità degli anziani dedicate innovative misure di sostegno

In Lombardia si contano circa 200.000 persone affette da forme di demenza (Alzheimer e altre) e dal 2004 a oggi sono aumentate del 22% le persone ospitate nelle residenze sanitarie assistenziali (Rsa). Questi dati, emersi il 21 aprile a Milano durante la presentazione di una ricerca di Aima e Censis sull'impatto economico e sociale della malattia di Alzheimer, indicano che la cronicità e la fragilità degli anziani sono sempre più un tema centrale per le politiche socio-sanitarie.
'RSA APERTA'
Alla condizione delle persone e dei loro familiari la Lombardia, secondo l’assessore regionale Giulio Gallera, offre un sostegno innovativo con l'evoluzione del Sistema socio-sanitario. Una delle misure è la 'Rsa Aperta', introdotta attraverso il Fondo per la famiglia. Interventi diversificati, personalizzati e flessibili aiutano la famiglia a gestire la fragilità-cronicità dell'anziano al proprio domicilio.
VOUCHER DI AUTONOMIA – Un altro sostegno è il 'Voucher di autonomia". Oltre a favorire l'autonomia delle persone anziane, mira a migliorare le condizioni di vita del suo intero nucleo familiare attraverso la concessione di un contributo di 400 euro al mese per 12 mesi.
LEGGE ASSISTENTI FAMILIARI – Un’ulteriore misura arriverà dalla definizione delle “Linee guida” per l'applicazione della legge regionale a favore del lavoro svolto dagli assistenti familiari. La legge prevede, tra l'altro, l'istituzione di Registri territoriali che contengono informazioni circa le competenze, la formazione e le disponibilità orarie degli assistenti. 

Sostegno alle gravi disabilità, in Lombardia a disposizione 60 milioni

Per l’assistenza a domicilio previsti buoni mensili e voucher

Aumentate dagli oltre 51 dell’anno scorso ai circa 62 milioni di euro del 2015 le risorse in Lombardia per l’assistenza alle persone in dipendenza vitale e in condizione di non autosufficienza e grave disabilità.
Il “Programma operativo regionale”, varato il 30 ottobre da Palazzo Lombardia su proposta dell’assessore Giulio Gallera, stanzia 60.645.000 euro per garantire cure a assistenza a domicilio. Spetterà alle Asl in collaborazione con i Comuni creare un progetto di assistenza su misura per ciascun destinatario, tenendo conto non solo delle condizioni funzionali della persona ma anche di quelle sociali, familiari, abitative e ambientali.
Due i tipi di intervento previsti dal piano.

DIPENDENZA VITALE
La prima misura dispone di 30.322.500 euro (7 milioni in più rispetto al 2014) a sostegno delle persone in dipendenza vitale, che a fine 2014 erano circa 2500, il 35% delle quali minori. Si tratta di persone con compromissione gravissima delle funzioni respiratorie e nutrizionali e dello stato di coscienza, prive di autonomia motoria e/o bisognose di assistenza da parte di terza persona per garantirne l'integrità psico-fisica.
Per loro saranno erogati buoni mensili di 1.000 euro a compenso delle prestazioni di assistenza e monitoraggio assicurate dal caregiver familiare e/o da assistente personale impiegato con regolare contratto. Inoltre, vi sono dei voucher socio-sanitari mensili (valore massimo di 360 euro) per il monitoraggio delle condizioni di salute della persona, che per i minori possono incrementarsi fino ad un massimo di 500 euro.

DISABILITÀ GRAVI E ANZIANI NON AUTOSUFFICIENTI
La seconda misura - 30.322.500 milioni di euro (2 in più rispetto al 2014) - è destinata alle persone con disabilità gravi e anziani non autosufficienti. L’obiettivo è garantire una piena possibilità di permanenza nel loro contesto di vita.
Particolare attenzione sarà rivolta alle persone che abbiano già in atto progetti di “vita indipendente” e anziani non autosufficienti. Anche in questo caso saranno erogati buoni sociali mensili (valore massimo di 800 euro), che copriranno diverse tipologie di prestazioni. 

Lavoro e prestazioni accessorie, Lombardia in testa nell'uso dei voucher

Secondo i rilievi Inps, al 30 giugno 2015 venduti oltre 212 milioni di buoni - Più di un milione le persone retribuite in un anno

Il mondo del lavoro sta rispondendo positivamente all'opportunità di utilizzare buoni lavoro per la retribuzione delle prestazioni accessorie. Detti anche voucher, i buoni venduti da quando sono stati introdotti nell'agosto 2008 al 30 giugno 2015 sono 212,1 milioni. Lo rileva l'Inps che a inizio ottobre ha pubblicato i dati sul suo sito insieme a un'analisi circa la distribuzione.
Dallo studio emerge che la vendita dei voucher è aumentata nel tempo con un tasso medio di crescita del 70% dal 2012 al 2014 e del 75% nel primo semestre del 2015 rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. In costante aumento è anche il numero di persone retribuite con questa formula, che nel 2014 ha superato il milione (1.016.703).
La tipologia di attività per la quale è stato acquistato il maggior numero di
voucher rientra nel commercio (18%). Seguono i servizi (13,7%) e il turismo
(13%).
Quanto a territori, il ricorso ai buoni lavoro appare concentrato nel Nord Italia e in particolare nel Nord-est, che con 82 milioni di voucher venduti incide per il 38,7%. La Lombardia, con 37,5 milioni, è la regione in cui sono stati venduti più buoni. Dietro di lei sono Veneto (29,9 milioni) e Emilia Romagna (26,3 milioni).
Alla diffusione di questo metodo di pagamento pare aver contribuito, oltre l’estensione degli ambiti di utilizzo, anche l’ampliamento delle modalità di acquisto. Inizialmente i buoni erano reperibili solo presso le sedi Inps o con procedura telematica. Più tardi si è allargato il numero dei luoghi dove possono essere acquistati che includono tabaccai (FIT), Banche Popolari, uffici postali.  

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