Edizione n.13 di mercoledì 15 aprile 2026

Valganna

Valganna, pista ciclopedonale al Lago di Ghirla

L’opera prevista in un piano regionale di interventi
Valganna, pista ciclopedonale al Lago di Ghirla

C’è anche un percorso ciclopedonale al Lago di Ghirla, dalla località Colibrì alla via Tre Lago, nel piano regionale di nuove piste ciclabili nelle province di Bergamo, Milano, Monza Brianza e Varese, varato il 30 marzo 2026. Costo complessivo dell’opera, 220.000.
Tutti i lavori approvati sono frutto di accordi tra Regione Lombardia ed enti locali e saranno sostenuti da uno stanziamento complessivo regionale di 630mila euro, al quale si aggiungeranno i singoli contributi comunali. Questi gli accordi approvati e i lavori previsti.
*SPIRANO (Bergamo): pista ciclopedonale tra Spirano e Pognano. Costo complessivo, 190.000 euro (di cui 60.000 a carico del Comune).
*CARATE BRIANZA (Monza Brianza): collegamento ciclopedonale tra la zona residenziale attigua a viale Mosé Bianchi (presidio ospedaliero), il centro urbano e la pista ciclabile esistente su viale Brianza. Costo complessivo dell’opera (da realizzare entro il 2026) 265.000 euro; oneri comunali 165.000 euro.
*ARCONATE (Milano): manutenzione straordinaria e riqualificazione del percorso ciclopedonale lungo il canale Villoresi e la messa in sicurezza della passerella pedonale. Intervento da realizzare entro il 2026.  L’investimento è di 430.000 euro (130.800 a carico comunale. Il comune dovrà sostituire le balaustre di protezione installate lungo il canale Villoresi presenti sul percorso ciclopedonale nel tratto compreso tra largo della Chiusa e via Moiona, riqualificare l’impianto d’illuminazione pubblica, oltre alla messa in sicurezza della passerella pedonale.
*VALGANNA: percorso ciclopedonale al Lago di Ghirla (dalla località Colibrì alla via Tre Lago). Costo complessivo dell’opera, 220.000 euro (122.000 a carico comunale).
Nella foto Ibis, vegetazione Valganna

Grotte della Valceresio, trent’anni di esplorazioni e studi

Scoperte dagli speleologi oltre 70 grotte e una quarantina di risorgenze
speleologia

Oltre un trentennio di ricerche, esplorazioni e studi condotti sulle principali aree carsiche della Valceresio, alle porte di Varese. La scoperta di oltre 70 grotte e una quarantina di risorgenze, patrimonio naturale di grande importanza per la conoscenza e gestione delle risorse idriche locali. Informazioni preziose ed esclusive raccolte dagli speleologi e donate alla collettività attraverso una pubblicazione di elevato spessore scientifico.
Sono, queste, le coordinate del volume scientifico “Le grotte e le sorgenti carsiche dei Monti Monarco, Rho, Minisfreddo e Useria (Valceresio–Va)-Meteorologia e idrologia ipogea Chimismo delle acque" recentemente realizzato da Gian Paolo Rivolta, Guglielmo Ronaghi ed Edoardo Raschellà con la collaborazione del Gruppo Speleologico Prealpino e il sostegno della Fondazione Comunitaria del Varesotto. L'opera è stata presentata il 28 settembre a Villa Recalcati a Varese e ha inaugurato la mostra "Speleologia: immagini dal mondo sotterraneo", aperta dal 29 settembre all'1 ottobre a cura di Provincia di Varese, Cersaiac (Centro Ricerche e Studi su Ambiente, Ipogei e Acque Carsiche), Gruppo speleologico prealpino, Gruppo Grotte Cai Carnago.

CATASTO DELLE GROTTE
Le grotte si formano prevalentemente sulle montagne calcaree, aree caratterizzate da roccia di colore grigiastro formatasi anticamente da fondali marini.
Un esempio di casa nostra è rappresentato dal monte Campo dei Fiori, dalla Valceresio e dalla Valganna, luoghi ove sono presenti alcune centinaia di cavità naturali scoperte dagli speleologi. La più profonda di esse si trova sul monte Campo dei Fiori. La grotta Schiaparelli, scoperta nella seconda metà degli anni ’80, è stata esplorata sino ad oltre 700 metri di profondità, superando pozzi, gallerie, sale, cunicoli e ambienti ostili e pericolosi che impegnano gli esperti per lunghe ore, a volte per giorni interi, durante le loro ispezioni sotterranee.
Grazie all’opera di questi specialisti del sottosuolo, si è potuto istituire il catasto delle grotte, importante ed esclusivo archivio dove sono riportate tutte le grotte scoperte, l’esatta ubicazione dell’ingresso, la loro lunghezza e profondità, nonché le caratteristiche idrologiche e meteorologiche della cavità.
Al coraggio e alla preparazione di questi ricercatori si deve l'esplorazione delle acque sotterranee e la conoscenza di forme di coleotteri e insetti che, in molti casi, vivono esclusivamente negli ambienti bui e umidi delle grotte, formazioni minerali spettacolari e rare, creazioni della natura che devono assolutamente essere preservate. 

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