Edizione n.23 di mercoledì 20 giugno 2018

Urbanistica

Basta consumo del suolo in Lombardia, Aree dismesse verso bonifica e recupero

Censimento e monitoraggio costante delle aree dismesse in tutto il territorio; ricognizione dei programmi regionali già operativi e loro integrazione; nuovi strumenti normativi per incentivare e semplificare il recupero e la bonifica di aree dismesse. Sono questi tre punti essenziali del provvedimento approvato l'11 giugno dalla Giunta lombarda, su proposta dell'assessore al Territorio, urbanistica e protezione civile.
Obiettivo è l'azzeramento del consumo di suolo in Lombardia nei prossimi anni. In questa ottica la delibera è stata impostata per rendere più conveniente e più facile recupero di aree dismesse, ristrutturazione e recupero di vecchi edifici rispetto al costruire ex novo. «Oggi diventiamo ufficialmente la regione apripista a livello nazionale nella rigenerazione urbana, grazie a misure che configurano per la prima volta una strategia unitaria e integrata di indirizzo», commenta l'assessore al Territorio.
RILEVAMENTO E MONITORAGGIO Un sistema di rilevamento e monitoraggio individuerà le cosiddette Aree della rigenerazione, cioè quelle dismesse, da bonificare, degradate, inutilizzate e sottoutilizzate. I comuni potranno raccogliere online le informazioni e il loro aggiornamento, così da predisporre le Carte del consumo di suolo dei Piani generali territoriali.
RICERCA DI FINANZIAMENTI Prevista una ricognizione dei principali piani e programmi regionali di settore e dei bandi di finanziamento che incoraggino la rigenerazione urbana, in modo da arrivare a una loro integrazione a livello regionale. Regione Lombardia preannuncia che aiuterà concretamente i comuni dal punto di vista formativo, di ricerca di finanziamenti (anche europei), ricerca attiva di investitori interessati alle opere di riqualificazione, incentivazione dei processi.
SEMPLIFICAZIONE E INCENTIVAZIONE Suggerimenti anche per introdurre nei PGT ulteriori misure di semplificazione e di incentivazione, come, ad esempio, localizzare uffici e funzioni di interesse pubblico nelle aree della rigenerazione perché siano volano di attrattività, privilegiare gli interventi nelle aree già con infrastrutture, incoraggiare il riuso anche temporaneo del patrimonio edilizio esistente, individuando un unico responsabile dell'amministrazione cui fare riferimento nelle fasi dei procedimenti.

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