Edizione n.24 di mercoledì 8 luglio 2026

Università dell’Insubria

Unisubria, corso di specializzazione sul sostegno didattico

Pochissimi giorni alla scadenza del bando dell'Università dell'Insubria per il corso di specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità (XI ciclo). Le domande di ammissione vanno presentate entro le ore 12 del 10 luglio. Il corso è diretto dal professor Stefano Bonometti, nell’ambito del Centro Formazione Insegnanti di cui è coordinatrice la professoressa Paola Biavaschi.
«Nonostante i tempi ristretti imposti dal decreto ministeriale, abbiamo voluto offrire al territorio questa opportunità straordinaria - sottolinea Paola Biavaschi -. L'Università dell'Insubria ha organizzato le lezioni per consentire a chi vive nelle nostre province di frequentare il corso senza doversi spostare altrove e di conseguire la specializzazione per l'insegnamento di sostegno nella scuola secondaria di primo e secondo grado».
Dettagli sul sito dell'Ateneo:
https://www.uninsubria.it/ateneo/ci-presentiamo/comunicazione/tutte-le-notizie/corso-di-specializzazione-sul-sostegno

Varese, contro l’anemia alimenti fortificati con nanoparticelle

La frontiera aperta da una ricerca di studiosi dell’Università degli Studi dell’Insubria e dell’Università di Cambridge
Uninsubria, Bossi e Gornati

Forse non è così lontano un supercibo contro l’anemia. In campo potrebbero arrivare alimenti fortificati con nanoparticelle di ferro. Una ricerca firmata da studiosi dell’Università dell’Insubria e di Cambridge, pubblicata il 12 settembre 2017 sulla rivista inglese Scientific Reports del gruppo Nature, rivela il possibile sviluppo di alimenti, integratori e farmaci fortificati con nanoparticelle di ferro per correggere diverse forme di anemia.
Lo studio è stato condotto nel Dipartimento di Biotecnologie e Scienze della Vita di Uninsubria e ha visto coinvolte due professoresse, Elena Bossi e Rosalba Gornati (nella foto da sinistra), responsabili dei laboratori di Fisiologia Cellulare e molecolare e di Biologia Cellulare, il direttore del Dipartimento, professor Giovanni Bernardini, e un dottorando in Medicina sperimentale e transazionale, Daniele Zanella.
I due gruppi Insubri hanno collaborato alla scoperta con il supporto di un gruppo di chimici dell’Università di Cambridge. Il sostegno finanziario è venuto dal Fondo di Ateneo per la Ricerca dell’Università dell’Insubria e dalla Fondazione Cariplo nell’ambito del bando di ricerca “Nanoparticles, nanotechnologies and ultrafine particles”.
«APPROCCIO PERCORRIBILE»
«Ancora oggi – spiega la professoressa Bossi - le forme di anemia da mancanza di ferro sono ampiamente diffuse per cause sia nutrizionali sia patologiche. La cura prevede nella maggior parte dei casi la somministrazione di ferro in forma ionica accompagnato da acido ascorbico per evitarne l’ossidazione e migliorarne l’assorbimento. Purtroppo spesso questa formulazione non può essere utilizzata come additivo fortificante aggiunto agli alimenti, in quanto ne altera considerevolmente le proprietà organolettiche.
«Utilizzando nanoparticelle di ferro, questa problematica – prosegue la professoressa Bossi - può essere risolta e la scoperta che le nanoparticelle sono in grado di attraversare direttamente la membrana plasmatica, senza incorrere nel sequestro da parte del comparto lisosomiale che ne ridurrebbe la disponibilità, apre nuove prospettive nella fortificazione dei cibi. Lo studio – conclude la scienziata - ha mostrato come questo nuovo approccio sia effettivamente percorribile e ne spiega la fattibilità grazie anche alla caratterizzazione chimico-fisica delle nanoparticelle fornita dai colleghi di Cambridge». 

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