Edizione n.19 di mercoledì 2 giugno 2020

Uninsubria

Varese, scoperta sui tumori da virus

Premio internazionale a una ricerca condotta dall’équipe del professor Roberto Accolla nell’Università dell’Insubria

L’argomento è molto tecnico, ma di portata, per tutti, immediatamente percepibile. Nel campo della lotta ai tumori la scienza progredisce a passi da gigante e una recente scoperta di studiosi varesini aggiunge un altro mattone alla costruzione di un futuro pieno di risultati. A Varese l’Università dell’Insubria ha effettuato una ricerca che a Tokio, il 10 marzo 2017, ha riscosso il riconoscimento del 18° Congresso mondiale della International Retrovirology Association per il professor Roberto Accolla, ordinario di Patologia generale.
Il gruppo diretto da Accolla - e in particolare il dottorando di Medicina sperimentale e traslazionale Marco Baratella e la ricercatrice del laboratorio di Patologia generale e Immunologia Greta Forlani - ha dimostrato che la proteina virale HBZ è espressa specificamente nel citoplasma delle cellule dei pazienti con Paraparesi Spastica Tropicale, mentre non è espressa o si localizza in altre sedi in tutti gli altri soggetti infettati dal virus, inclusi i pazienti leucemici.
SCOPERTA
<Il riconoscimento - spiega Accolla - è stato attribuito per la nostra recente scoperta, pubblicata nella rivista scientifica PLoS NTD, riguardante l’espressione differenziale e la localizzazione subcellulare della proteina oncogenica HBZ del virus HTLV-1 in pazienti infetti. Il virus HTLV-1, il primo retrovirus oncogeno umano scoperto agli inizi degli anni ’80, ha infettato attualmente più di 20 milioni di persone al mondo ed è l’agente causale, nel 5-7% dei soggetti infettati, di una leucemia delle cellule linfocitarie T umane nell’adulto allo stato ancora intrattabile da un punto di vista clinico e letale in pochi mesi>.
Secondo il professor Accolla, <gli effetti dell’infezione da parte del retrovirus HTLV-1 si fanno sentire anche sul sistema nervoso producendo nel 4-5% dei soggetti infettati una sindrome infiammatoria cronica altamente debilitante, anch’essa dall’esito infausto, che prende il nome di Paraparesi Spastica Tropicale o TSP perché molto diffusa nelle regioni tropicali e nella regione subsahariana>.
RILEVANZA
Quale la portata della ricerca? <La scoperta – ha precisato Accolla - rappresenta la prima dimostrazione dell’esistenza di un marcatore a localizzazione definita nella malattia neurologica e permette quindi di formulare la diagnosi di Paraparesi Spastica Tropicale indotta da virus in maniera precisa e specifica>.
Non è tutto. <Il fatto di avere a disposizione questo criterio diagnostico molecolare e cellulare - continua la spiegazione - ci permetterà di comprendere meglio la patogenesi della malattia e di definire molto più precocemente l’evoluzione dell’infezione verso la sindrome neurologica invalidante, dandoci quindi la possibilità di approntare in un futuro prossimo mezzi terapeutici più appropriati per interrompere o ritardare in maniera significativa la malattia stessa>.

Varese, a punto il pedegree delle piante planetarie

Uno studio internazionale ha definito un potente strumento di classificazione funzionale di un quarto della vegetazione terrestre – All’indagine ha partecipato anche il botanico dell'Università degli studi dell'Insubria Bruno Cerabolini

Le piante sono state trasformate in numeri e così è stato possibile indagare le caratteristiche di quasi un quarto delle piante esistenti sulla Terra.
A fine dicembre 2015, la rivista americana Nature ha pubblicato online il più completo studio sui caratteri morfologici e funzionali delle piante, condotto con il coinvolgimento di 14 Paesi e la guida della scienziata argentina Sandra Diaz (Universidad Nacional de Córdoba). Alla ricerca ha, per l’Italia, partecipato il professor Bruno Cerabolini (nella foto), docente di Botanica Applicata all’Università degli Studi dell’Insubria.

DAL MINUSCOLO ORGANISMO ALLA SEQUOIA
“Lo Spettro globale di forme e funzioni delle piante (The global Spectrum of plant form and function)” ha trasformato le piante in numeri, indagando le caratteristiche (traits) di quasi un quarto delle piante esistenti sulla Terra.
Dalla minuscola Arabidopsis, utilizzata come organismo modello negli studi di genetica vegetale, alla maestosa sequoia, dal rovo al noce del Brasile, dalla canapa all’Araucaria, dalla ninfea alle acacie delle savane, sono stati presi in considerazione i seguenti parametri: altezza delle piante, superficie delle foglie, peso dei semi, azoto contenuto nelle foglie, biomassa e densità di foglie e fusti.
Quello che è emerso è che gli aspetti fondamentali della forma e della funzione della piante, come ad esempio le dimensioni delle piante intere, delle foglie e dei semi, ma anche le proprietà fisiche e chimiche dei loro tessuti, tendono a combinarsi tra di loro secondo poche modalità comuni, selezionate dall’ambiente nel corso dell’evoluzione.
«In pratica non esiste un numero di combinazioni infinito nel mondo vegetale» spiega Cerabolini. «Ad esempio, banalmente, una pianta di piccole dimensioni con dei semi enormi in natura non esiste, ci sono dei limiti biofisici che lo impediscono. Lo Spettro globale dei caratteri delle piante ci permette di vedere come ciascuna specie si colloca funzionalmente rispetto al resto del mondo vegetale, e di poter prevedere il suo comportamento all’interno degli ecosistemi».

VENT’ANNI DI DATI
Il ruolo dell’Università degli Studi dell’Insubria è stato quello di fornire dati accumulati nel corso di venti anni, in particolare quelli relativi al contenuto di azoto delle foglie, e soprattutto quello di procurare informazioni sulle piante acquatiche di laghi e fiumi. «Uno studio non semplice, quest’ultimo, proprio per le difficoltà legate alle misurazioni delle loro caratteristiche, sia in campo sia in laboratorio» ha commentato Cerabolini.
«Ora che possediamo un potente strumento di classificazione funzionale delle piante, bisogna subito rimettersi al lavoro, trasferendosi al livello degli ecosistemi. Solo così potremo avere una realistica valutazione dei servizi gratuitamente offerti dalle comunità vegetali come la capacità di produrre biomassa anche per altri organismi, uomo compreso, di depurare l’acqua e l’aria, di regolare il clima, e di offrire un ambiente esteticamente e culturalmente valido per il benessere umano».

Milano, mostra su Antonia Pozzi fotografa

Allo Spazio Oberdan esposti fino al 6 gennaio 450 fotografie e sei filmini custoditi dal Centro Internazionale Insubrico di Varese
Dalla mostra “Sopra il Nudo Cuore"

Materiali fotografici inediti di Antonia Pozzi (Milano, 1912-1938), una delle più alte voci della poesia novecentesca, saranno esposti, a cura di Giovanna Calvenzi e Ludovica Pellegatta, a Milano nello Spazio Oberdan della Fondazione Cineteca Italiana. Fino al 6 gennaio 2016 si potranno vedere circa 450 immagini realizzate da Antonia nell’amata Pasturo, sulle Dolomiti, e durante i suoi viaggi, a Milano, in città e nei circoli culturali, ma anche nelle zone povere e periferiche, tra i bambini, i mercati e le botteghe degli antichi mestieri.
La mostra “Sopra il Nudo Cuore. Fotografie e film di Antonia Pozzi” è stata realizzata dal Centro Internazionale Insubrico “C. Cattaneo” e “G. Preti” dell’Università degli Studi dell’Insubria di Varese, in collaborazione con la Fondazione Cineteca Italiana di Milano, Regione Lombardia, Comune di Milano, Città metropolitana di Milano.

PIANURA PADANA E “SCUOLA DI MILANO”
Molte delle fotografie, custodite dall’Università degli Studi dell’Insubria a Varese, sono state realizzate dalla Pozzi negli ultimi anni della sua breve vita, quando intendeva documentare i lavori agricoli per scrivere una storia della Pianura Padana, prestando particolare attenzione anche alla presenza femminile e a quella dei bambini.
I visitatori potranno immergersi nel suo mondo, nei suoi ambienti connessi alla “Scuola di Milano” legata al magistero di Antonio Banfi e i suoi migliori allievi (Enzo Paci, Remo Cantoni, Dino Formaggio, Giulio Preti, Daria Menicanti, Vittorio Sereni), che rivivranno anche grazie a postazioni interattive. Inoltre, la mostra presenterà una selezione dei sei film inediti in formato super8 girati da Antonia e da suo padre.

QUINDICI ARCHIVI
Il Centro Internazionale Insubrico ha voluto organizzare a Milano questa prima grande mostra delle foto inedite di Antonia Pozzi allo scopo di far conoscere al grande pubblico la presenza a Varese dello straordinario archivio della poeta milanese. «L’archivio Pozzi - ha spiegato il direttore scientifico Fabio Minazzi - si intreccia con gli altri quindici archivi conservati e studiati presso il Centro Internazionale Insubrico di Varese.
Allo stato attuale, questo Centro varesino si configura, effettivamente, come uno spazio di ricerca di riferimento nazionale giacché conserva una significativa quantità di rari e preziosi documenti attinenti alla storia della “Scuola di Milano” e di tutte le sue varie vicende, poetiche, filosofiche, storiche e umane».

RASSEGNA CINEMATOGRAFICA
Accompagnerà la mostra una rassegna cinematografica di sessanta tra documentari, corti e lungometraggi legati alla figura umana e artistica di Antonia Pozzi, con riferimento in particolare alla fotografia, alla poesia e agli anni Trenta.
Tra gli eventi speciali figurano in programma: il recital “L’infinita speranza di un ritorno. Vita e poesie di Antonia Pozzi”, con Elisabetta Vergani e Filippo Fanò; il concerto “Le parole e le musiche dell’educazione sentimentale italiana nel Ventennio”, Con Fulvia Maldini, Giorgio Penotti e Rudi Bargioni; il concerto “Per Antonia”, con le improvvisazioni jazz al pianoforte di Antonio Zambrini sui filmati in 8mm di Antonia Pozzi.
Ulteriori info sul sito web: www.cinetecamilano.it 

Alle origini dell'amministrazione nel Mediterraneo antico

Viaggio interdisciplinare tra aspetti inediti e misconosciuti di vita quotidiana e burocrazia dall'Età del Bronzo fino al Tardo Antico - La ricerca curata dalla luinese Paola Biavaschi

Una nuova finestra sulla formazione della vita associata e sull'organizzazione pubblica nel Mediterraneo antico è stata aperta da una ricerca a più mani curata dalla luinese Paola Biavaschi, docente di Diritto dell'Informazione e deontologia professionale all'Università dell'Insubria, di Latino giuridico alla Statale di Milano, di Diritto privato comparato presso SSML Varese-Scienza della Mediazione. L'opera s'intitola "Questioni Amministrative del Mediterraneo Antico" ed è pubblicata da Ed. Arcipelago Milano.
Agli albori dell'amministrazione
Sin dagli albori della formazione delle realtà politiche di carattere statuale, una delle esigenze fondamentali riguardò l’organizzazione dell’amministrazione della cosa pubblica, in principio nei suoi aspetti più concreti, in particolare dal punto di vista della contabilità, del computo e della gestione delle risorse, successivamente anche in merito all’organizzazione e al coordinamento dell’apparato burocratico. Quest’ultimo tendeva a crescere e quasi a ingigantirsi con l’aumentare delle dimensioni dello Stato cui faceva capo, e i grandi imperi, come quello romano, ebbero a un certo punto il problema del ridimensionamento e dell’ottimizzazione dell’apparato burocratico-amministrativo, un aspetto in realtà non strettamente peculiare solo dell’Antichità.
Una nuova miniera
Nella penuria di fonti di cui tanto spesso gli antichisti si lamentano, il settore dell’amministrazione, in realtà, offre notizie anche per i periodi più risalenti, poiché la necessità pratica del rendiconto dei beni pubblici o della regolamentazione dei procedimenti amministrativi tramite l’operazione del prendere nota per iscritto, rappresenta un’esigenza fondamentale che neppure una tradizione del sapere di carattere prevalentemente mnemonico può sostituire.
In questo contesto, le sfaccettature e i punti di vista in cui può essere studiato tale fenomeno sono innumerevoli e sottoposti a mutazione anche in relazione al dipanarsi delle vicende storiche e al farsi sempre più complesse delle macchine burocratiche: la riflessione linguistica e quella giuridica affrontano tali problemi in prospettive che si possono coordinare e completare vicendevolmente, essendo entrambe indispensabili per la comprensione dei testi di riferimento.
Approccio e contributi
La presente raccolta di contributi, lungi ovviamente da ogni pretesa di completezza, vuole presentare alcuni argomenti dibattuti o inediti diversi tra loro a livello diacronico (a partire dall’Età del Bronzo, fino alle ultime propaggini dell’Antichità), ma uniti dal fil rouge tematico della centralità del ruolo dell’amministrazione o delle amministrazioni, anche nelle difficoltà che il loro stesso sorgere produsse. Non è, tuttavia, solamente il soggetto a essere comune, quanto, ancor più, il metodo impiegato dagli autori, che è per tutti quello dell’analisi testuale e dell’esegesi delle fonti: il punto di partenza è sempre il testo pervenuto dall’antichità, sia esso più strettamente amministrativo, finanziario o giuridico, oppure privatistico con la partecipazione di soggetti appartenenti alla pubblica amministrazione.
I contributi sono stati suddivisi in tre parti, corrispondenti alle tre macro-epoche dell’Età del Bronzo, dell’Età Classica (storicamente intesa) e del Tardo-Antico: all’interno di questi grandi periodi, alcuni momenti e alcuni temi sono stati considerati particolarmente critici e significativi e, per tale motivo, scelti per venire a creare quel quadro d’insieme che non vogliamo (e non possiamo) in alcun modo pensare come esaustivo, quanto piuttosto come un insieme di temi considerati dagli autori rilevanti, o semplicemente degni di interesse.
Consumi, amministratori, funzionari
L’oggetto dell’attenzione muta da contributo a contributo: si va dal lessico dei beni di consumo al ruolo degli amministratori pubblici nella gestione della cosa pubblica e nei rapporti con i privati, alla rilevanza dei funzionari nella gestione dei momenti di crisi politica e/o militare, alla necessità di una formazione giuridica e culturale dell’amministratore stesso: il fenomeno amministrativo, nella molteplicità dei suoi aspetti, è presentato come chiave di lettura di società ancora poco note (negli scritti di Facchetti, Negri e Notti); con attenzione al rapporto con istituti privatistici come quelli successori (Biavaschi, Signorini) o contrattualistici (Pulitanò); in relazione a eventi storici di grande rilievo come la sconfitta dei Romani ad Adrianopoli del 378 d.C. (Spina), oppure come il di poco successivo ingresso dei Goti in qualità di foederati nell’impero romano (Biavaschi), o, infine, come l’allontanamento dei Bizantini dalla Penisola Iberica a causa della definitiva egemonia visigotica in quelle terre (Biavaschi).
Fonti e ricostruzioni
Spesso gli articoli propongono in primo luogo spunti di lavoro per i punti critici analizzati: i testi in oggetto sono, infatti, come usualmente accade per le lingue frammentarie, ma anche per le fonti classiche, molte volte interlocutori, se non enigmatici, le notizie prosopografiche degli amministratori vaghe e incomplete, le stesse leggi o i frammenti del Digesto ambigui, il pensiero dei letterati talora inseguito tra le righe: gli autori, allora, basandosi su un’analisi severa delle fonti, propongono ipotesi di lavoro e ricostruzioni parziali.
La speranza è quindi che si apra un dibattito, che gli argomenti discussi, il più delle volte del tutto inediti, altre volte misconosciuti dalla linguistica o dal diritto, infine spesso solamente dimenticati o negletti dalle scienze dell’antichità, trovino seguito e attenzione, anche grazie all’approccio interdisciplinare e trasversale qui frequentemente proposto.
Ne risulta un collage articolato e complesso in cui aspetti diversi, eppure spesso convergenti, legati all’amministrazione dello Stato nell’Antichità, si intersecano e a volte tornano alla luce in epoche tra loro anche lontane, trovando soluzioni adatte alla società e alla realtà politica dei vari tempi.
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Questioni Amministrative del Mediterraneo Antico
Ed. Arcipelago, Milano
a cura di P. Biavaschi
(pp. 266, 16 euro) 

Uninsubria Varese, estate con aule aperte al padiglione Monte Generoso

Aule studio aperte per gli studenti dell’Università dell’Insubria da giovedì 22 giugno. Fino a luglio infatti, l’ateneo rende disponibili con un orario più ampio due locali dedicati ai ragazzi in padiglione Monte Generoso, al Campus dell’area di Bizzozero.
Le aule, climatizzate e munite di collegamento wi-fi, sono aperte dal lunedì al venerdì fino alle 23 e il sabato fino alle 18. Resta aperto anche il locale attrezzato con le macchinette per bibite e snack.
«L’Università dell’Insubria – sottolinea il rettore Alberto Coen Porisini - innanzitutto risponde a un’esigenza manifestata dagli studenti di avere spazi a loro dedicati. Questa misura, inoltre, fa parte di una strategia che mira a rendere sempre più vivo il Campus dell’ateneo, ormai parte integrante del tessuto cittadino. Proprio in quest’ottica, il Cus Insubria ha lanciato un calendario di iniziative dedicate alla cittadinanza nei mesi estivi: un cartellone di intrattenimento dal 15 giugno al 9 settembre, Insubria Marittima».
L‘apertura aule di via Monte Generoso proseguirài in via sperimentale (dopo la pausa di agosto) anche in settembre.

Varese, quel ponte di immigrazione tra Italia e Argentina chiamato Tango

Da sabato 20 in corso fino a domenica 28 maggio la Settimana dedicata da Uninsubria al ballo e alla cultura sudamericana

Mostre, conferenze, musica e danze argentine, concerti e spettacoli, proiezioni all’insegna di quel ponte tra Mediterraneo e Atlantico, Sudamerica e Europa, Italia e Argentina chiamato tango. È il menù della “Settimana dedicata al Tango e alla cultura argentina”, organizzata tra il 20 e il 28 maggio a Varese e provincia dal Centro di Ricerca sui Fenomeni Linguistici e Culturali (CRiFLi) del’Università dell’Insubria e dall’associazione culturale El Hogar del Tango di Varese, in collaborazione con il Comune di Solbiate Arno e con l’Associazione ImmaginArte di Varese
A idearla e coordinarla è, anche quest’anno, lo scrittore e giornalista italo-argentino Sabatino Annecchiarico, che l’ha presentata insieme con la direttrice del CRiFLi Alessandra Vicentini e il presidente dell'associazione varesina Luigi Tufano. La manifestazione, come precisato dagli organizzatori, quest’anno intende «rendere un tributo alle nuove generazioni di musicisti, cantanti, ballerini, studiosi e appassionati amanti del Tango argentino, che, dopo Astor Piazzolla, artefice indiscusso dell’ultima rivoluzione del Tango, insuperata fino ad oggi, si pongono l’obiettivo di riscrivere la storia del “fenomeno più originale del Plata”, come lo definì Ernesto Sabato».
PRODOTTO DI UN INCONTRO
Aperta sabato 20 maggio a Varese con una “Gran Milonga” in piazza Monte Grappa, la Settimana del Tango e della cultura argentina è, come ha ricordato la professoressa Alessandra Vicentini, «un’occasione fondamentale per ricordare quanto il tango sia il prodotto di un incontro fra la comunità argentina e quella italiana, fra diverse lingue e popoli. Una storia di integrazione tramite un processo migratorio che dovrebbe far riflette tutti noi, e in primis i più giovani, una storia in cui il tango ha dato vita a uno dei canali espressivi del sentimento di un popolo, quello argentino, che è passato attraverso rivolgimenti storici e sociali del tutto particolari».
UNA BIBLIOTECA E UN CONCORSO
Tra i vari appuntamenti spiccano l’inaugurazione a Solbiate Arno di una biblioteca riservata al tango e alla cultura argentina e il concerto-spettacolo “Argentina sola andata… e poi Tango!”, affidato all’orchestra di giovani musicisti varesini “I Piccoli Musici del Tango” costituita ad hoc. Nell’arco del programma sarà lanciato un concorso per selezionare dieci coppie di giovani da “iniziare” alla cultura argentina e al ballo del tango, con appositi corsi e incontri a partire dall’autunno 2017. Per candidarsi mandare una e-mail a: elhogardeltango@gmail.com.
Foto da sinistra: Tufano, Vicentini, Annecchiarico.
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APPUNTAMENTI :
*SABATO 20, Varese, GRAN MILONGA SENTIMENTAL di benvenuto.
*LUNEDÌ 22, Università dell’Insubria (Varese), film “Tango” di Carlos Saura (1998).
*MARTEDÌ 23, Biblioteca comunale di Solbiate Arno, apertura mostra “Huellas en el mar” (Impronte nel mare) del pittore argentino Roly Arias.
*MERCOLEDÌ 24 (ore 14.30), Università dell’Insubria Varese, aula magna via Dunant 3, incontro “Tra Gardel e Borges. Tango e cultura argentina” con Diego Lemmi Moreno e Gianmarco Gaspari.
*MERCOLEDÌ 24 (ore 18.30), Biblioteca Comunale di Solbiate Arno, inaugurazione Biblioteca del Tango e della cultura argentina. Il pittore argentino Roly Arias dipingerà ispirato dal canto e dalla musica eseguita dal vivo da Diego Lemmi Moreno.
*GIOVEDÌ 25 (ore 10), Università dell’Insubria Varese, aula magna via Ravasi 2, concerto-spettacolo “Argentina sola andata… e poi Tango!”, con I Piccoli Musici del Tango, diretti da Carlo Taffuri dell’Associazione ImmaginArte di Varese, e con la partecipazione della cantante italo-argentina Paola Fernández dell’Erba e dei ballerini Pietro Ripoli e Marta Buccoliero.
*GIOVEDÌ 25 (ore 21), Varese (bar Cuba, via Francesco del Cairo 4), Tango Illegal.
*VENERDÌ 26 (ore 22), Sesto Calende (Varese), salone “La Marna”, Concerto e Milonga di Otros Aires, unica data italiana.
*SABATO 27 (ore 11), Varese, Galleria Ghiggini, presentazione del libro “Tango Tano, i migranti italiani nel tango argentino”, di Sabatino Annecchiarico.
*SABATO 27 (ore 21.30), Castellanza, Il Melograno, Gran Milonga.
*DOMENICA 28 (ore 12), Barasso, Casa del Sole, manifestazione conclusiva ‘Asado criollo pampeano (tradizionale grigliata argentina)’, musica e danze.
Per info e prenotazioni per gli eventi che richiedono l’iscrizione: elhogardeltango@gmail.com. 

Varese, mostra sui predatori del microcosmo

A Villa Mirabello esposizione di piccoli animali e insetti insoliti – Con un evento guidato a pagamento è anche possibile assistere alle tecniche di predazione e alimentazione di alcuni animali
mostra

Non capita tutti i giorni di assistere al pranzo di mantidi che sembrano orchidee, scorpioni fosforescenti, rane pacman. A Varese, dall’8 novembre, i Musei Civici di Villa Mirabello (Piazza della Motta 4) espongono un vero e proprio viaggio tra prede e predatori – piccoli animali e insetti - che hanno sviluppato una capacità mimetica straordinaria.
È la mostra di animali vivi e storie fotografiche “I predatori del Microcosmo. Zanne, corazze e veleni: le strategie di sopravvivenza degli animali”, promossa dall'Università degli Studi dell'Insubria e dal Comune di Varese. In terrari che riproducono l'ambiente naturale di ciascuna specie si possono vedere ragni grossi come una mano, mantidi-fiore, piccoli sauri e altri insoliti animali, nati e cresciuti in cattività.
Con l’itinerario guidato “Indovina chi viene a cena” (a pagamento e su prenotazione), il sabato pomeriggio dalle 17 alle 18, si può assistere alle fasi di alimentazione di alcuni degli animali, osservando direttamente le diverse tecniche di predazione. Posti limitati (max 25 persone). Oltre la prenotazione, sono richiesti l’acquisto del biglietto speciale (2 euro) e del titolo d’ingresso al Museo.
Per la prenotazione obbligatoria è necessario contattare i responsabili dell’organizzazione delle visite (0332-421448; mostramicrocosmo@uninsubria.it). Valutata la disponibilità di posti per la data prescelta, si dovrà compilare il modulo scaricabile online e inviarlo via e-mail all'indirizzo: mostramicrocosmo@uninsubria.it. 

Varese, l’archivio segreto del filosofo Banfi e il convegno sul Razionalismo critico europeo

Durante l'evento organizzato da Uninsubria anche la poesia “Una donna” di Vittorio Sereni, musicata da Luigi Rognoni

Nella settimana in cui veniva dedicato tra Milano e Luino un convegno a Vittorio Sereni nel centenario della nascita, l’Università degli Studi dell’Insubria ha portato il 25 e 26 ottobre nella sua sede varesina di via Ravasi un altro convegno a Sereni molto vicino poichè al centro è stato il filosofo Antonio Banfi, di cui il poeta luinese seguì i corsi durante l'università. Argomento dei due giorni, «Sul razionalismo critico di Antonio Banfi alla luce degli inediti del suo “archivio segreto”. La ragione quale meta-riflessione?».
L’evento è stato un’occasione di approfondimento della storia del Razionalismo critico europeo, con particolare attenzione alla lezione del fondatore della “Scuola di Milano” e, al tempo stesso, ha rappresenta un momento di apertura e confronto Varese e le sue scuole da un lato e l’Università dell’Insubria e il Centro Internazionale Insubrico dall’altro. L’iniziativa infatti si colloca all’interno degli approfondimenti filosofici della quinta edizione del “Progetto Giovani Pensatori" destinato agli studenti varesini, dalle primarie alle superiori.
Il Centro Internazionale Insubrico è depositario del cosiddetto “archivio segreto banfiano”, complesso di circa cinquemila lettere inedite che consentono di ricostruire – e ridefinire – la biografia intellettuale di Banfi.
L’organizzazione del convegno ha preso le mosse non soltanto dalla considerazione che il filosofo milanese sia uno dei maggiori pensatori della filosofia europea del Novecento, ma anche dalla volontà di far conoscere alla città e alle sue scuole il lavoro di ricerca che l’università sta conducendo su questi preziosi materiali inediti. «Proprio lo studio, la catalogazione e la piena valorizzazione di queste nuove carte inedite consentono di aprire nuove piste di ricerca, nuovi scenari per meglio comprendere l’opera e il pensiero di Banfi» spiega il professor Fabio Minazzi, direttore del Centro e presidente del convegno.
Venerdì 25 ottobre, in serata, anche uno speciale momento di intrattenimento con la prima assoluta dell’“Omaggio alla Scuola Banfiana. Luigi Rognoni interprete musicale di Vittorio Sereni”, interpretazione della poesia “Una donna” di Vittorio Sereni, musicata da Luigi Rognoni, con l’attrice Elisabetta Vergani, il soprano Alessandra Molinari e Kingsley Eliot Kaye, compositore e pianista. Minazzi ha anche presentato il volume “Nel sorriso banfiano”, che raccoglie cartolettere e foto di allievi banfiani.
E poi anche un'iniziativa che parla di attesa e futuro. Sabato, dopo la seconda sessione di lavori, nell’area di Bizzozero adiacente al Collegio Cattaneo si è svolta “Seminare alberi e cultura”, mettendo a dimora alcune piante, in collaborazione diretta con il progetto dei Giovani Pensatori, con studenti e docenti dell’Università degli Studi dell’Insubria e delle scuole varesine.
Perché mettere a dimora delle piante in occasione di un convegno di filosofia? «Per diverse ed articolate ragioni – spiega Minazzi, ma soprattutto perché mettere a dimora una pianta costituisce un gesto educativo che concerne la nostra intera società civile. Né possiamo dimenticare come tutti noi viviamo in una città come Varese denominata “Città giardino» . 

Varese, Scuola mondiale per matematici

Dopo il concorso degli aspiranti matematici a Castelveccana, questa settimana studenti doc e post doc da tutto il mondo partecipano alla Rism School dell’Università dell’Insubria
Maxim Kontsevich

Una settimana fa il raduno annuale dei Pitagora in erba a Caldè di Castelveccana, questa settimana invece un circolo di Pitagora veri riuniti a Varese. A Villa Toeplitz, lunedì 31 luglio 2017, sono arrivati dall’Italia ma anche da Usa, America latina, Europa, Cina, India una sessantina di studenti doc e post doc per partecipare, fino al 4 agosto 2017, alla Scuola di interconnessione tra geometria quantistica e fisica RISM5.
L’evento è organizzato annualmente dalla Riemann International School of Mathematics (RISM) in collaborazione con l’Università degli studi dell’Insubria. Le lezioni portano la firma dei più importanti esperti del settore QFT, tra cui il “nobel” Maxim Kontsevich, Fields medal 1998 (nella foto). Il consiglio scientifico della RISM è composto da Enrico Bombieri, Ron Donagi, Ivar Ekeland, Louis Nirenberg e Alfio Quarteroni.
La School è diretta da Ron Donagi, professore dell’University of Pennsylvania e leader nella geometria algebrica applicata alla QFT, ed è organizzata da Daniele Cassani e Sergio Cacciatori dell’Uninsubria. Sponsor, la Simons Foundation, la più importante fondazione americana per finanziare la ricerca di base in particolare per la Matematica e la Fisica.
La prossima RISM6 si terrà nel luglio 2018 e sarà diretta dall’ultima Fields Medal Martin Hairer. 

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