Edizione n. 1 di mercoledì 15 gennaio 2020

terapie biologiche personalizzate

Varese, diagnosi oncologica, apparecchiature di avanguardia

Avviate all'Ospedale di Circolo nuove tecnologie ad alta risoluzione
Ospedale Circolo Varese, prof. Sessa e collaboratori

A Varese, all'Ospedale di Circolo, la maggior parte dei pazienti a cui venga diagnosticato un tumore solido potrà sottoporsi a test che permettono di ottenere un ritratto molecolare molto preciso di quello specifico tumore e quindi ricevere terapie biologiche personalizzate e, di conseguenza, di massima efficacia. Dall'inizio del nuovo anno, nel Centro di diagnostica oncologica molecolare è entrata a pieno regime l'attività di apparecchiature all'avanguardia, che consentono analisi genetiche complete lavorando contemporaneamente su più marcatori.
Non si tratta di una novità assoluta. Da diversi anni, infatti, nel Laboratorio di anatomia patologica dell'ospedale funziona una sezione dedicata alla genetica oncologica. Nel corso del 2019, grazie ad investimento annuo di oltre 400mila euro, la sezione è stata integrata con nuove tecnologie ad alta risoluzione, il cui risultato è un ritratto puntuale del tumore nel suo profilo sia mutazionale sia di espressione genica. 

LE NUOVE TECNOLOGIE
«Con queste nuove macchine – spiega Fausto Sessa, direttore dell'Anatomia Patologica dell'Asst dei Sette Laghi e docente all'Università dell'Insubria - è ora possibile l’analisi dettagliata di un gran numero di tumori solidi di varie sedi come il melanoma, il carcinoma al colon, al polmone, alla mammella, alla tiroide, all'ovaio e dell'endometrio». Nel Laboratorio vengono attualmente eseguiti ogni anno oltre 3.500 test molecolari di genetica oncologica. «Ora abbiamo a disposizione un sistema aperto, che consentirà una più approfondita conoscenza dei tumori e un'accelerazione importante della sperimentazione clinica e dell'utilizzo di nuovi farmaci».
Le nuove apparecchiature sfruttano le tecnologie Nanostring, di Next Generation Sequencing e Easy Pgx. La prima tecnologia consente di caratterizzare in modo simultaneo l’accensione e spegnimento di geni multipli in un tumore, la seconda permette il sequenziamento in parallelo del DNA e la terza consente di analizzare specifiche alterazioni genetiche a elevata sensibilità diagnostica.
«Per fare alcuni esempi - chiarisce la professoressa Daniela Furlan, dell'équipe del professor. Sessa – la tecnologia Nanostring verrà impiegata per caratterizzare la biologia dei carcinomi mammari e predire l'andamento della malattia e personalizzare la terapia. Una seconda applicazione sarà nell’ambito di tumori eleggibili a trattamenti immunoterapici per i quali la definizione del profilo infiammatorio sarà cruciale per prevedere la potenziale efficacia di queste terapie».
Nella foto: il professor Fausto Sessa con i suoi collaboratori. 

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