Edizione n. 20 di mercoledì 19 giugno 2019

supercalcolo

Supercalcolo, a Bologna uno degli otto centri europei

Entro il 2020 supercomputer di prim'ordine aiuteranno mondo accademico, industria e settore pubblico nello sviluppo di applicazioni per progettazione di farmaci e materiali, bioingegneria, cambiamenti climatici

Anche in Italia i ricercatori avranno presto accesso a supercomputer di prim'ordine, una risorsa strategica per il futuro dell'industria europea. A Bologna sorgerà uno degli otto centri di supercalcolo dell'Unione Europea selezionati dall'Impresa comune europea per il calcolo ad alte prestazioni (EuroHPC). Sosterranno lo sviluppo di applicazioni importanti in ambiti quali la medicina personalizzata, la progettazione di farmaci e materiali, la bioingegneria, le previsioni meteorologiche e i cambiamenti climatici.
Gli altri siti saranno ubicati a Sofia (Bulgaria), Ostrava (Cechia), Kajaani (Finlandia), Bissen (Lussemburgo), Minho (Portogallo), Maribor (Slovenia) e Barcellona (Spagna) e ospiteranno le nuove macchine per l'elaborazione automatica dell'informazione ad alte prestazioni. In totale, diciannove dei ventotto Paesi partecipanti all'impresa comune faranno parte dei consorzi che gestiranno i centri e il bilancio complessivo, con i fondi dell'UE, sarà pari a 840 milioni di euro.

RETE PANEUROPEA AD ALTA VELOCITÀ
L'impresa comune EuroHPC è stata istituita dal Consiglio dell'UE nel novembre 2018 allo scopo di dotare l'UE di un'infrastruttura di supercalcolo di prim'ordine entro la fine del 2020. Insieme ai siti ospitanti selezionati, prevede di acquisire otto supercomputer: tre precursori di macchine a esascala (in grado di eseguire oltre 150 petaflop, ovvero 150 milioni di miliardi di calcoli al secondo), che saranno tra i cinque migliori al mondo, e cinque macchine a petascala (in grado di eseguire almeno 4 petaflop, ovvero 4 milioni di miliardi di operazioni al secondo).
I nuovi supercomputer saranno collegati alla rete paneuropea ad alta velocità Geant, come i supercomputer esistenti che fanno parte di Prace, e dovrebbero diventare operativi nella seconda metà del 2020 per gli utenti europei provenienti dal mondo accademico, dall'industria e dal settore pubblico.
Il supercalcolo è una priorità fondamentale del programma Europa digitale dell'UE proposto dalla Commissione nel maggio 2018 e può contare per il periodo 2021-2027 su un finanziamento di 2,7 miliardi di euro. Il bilancio consentirà all'impresa comune di sostenere l'acquisizione di supercomputer a esascala (in grado di eseguire 1018 calcoli al secondo, ovvero mille petaflop) entro il 2023 e di sviluppare applicazioni di punta destinate a questi supercomputer e le competenze necessarie per il loro uso. 

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