Edizione n. 12 di mercoledì 14 aprile 2021

Statistica

Mercato del lavoro, a Varese persi 9mila posti

Penalizzate dall’emergenza sanitaria soprattutto le donne e giovani tra i 15 e i 29 anni
tabella Camera commercio
tabella Camera commercio

A fine 2020, in provincia di Varese gli occupati sono scesi a 375mila dai 384mila dei dodici mesi precedenti. A subire il peso dell’allerta sanitaria sono state soprattutto le donne e i giovani tra 15 e 29 anni. Il polso del mercato del lavoro è stato testato, su base Istat, dall'Ufficio studi e statistica di Camera di Commercio.
Dall'analisi è emersa in particolare la profonda sofferenza del comparto del commercio e, in particolare, del settore alberghiero e della ristorazione, dove si sono persi 6.600 posti di lavoro. E questa è solo la faccia visibile della luna. «Vi sono aspetti dell’emergenza occupazionale – ha osservato il presidente Fabio Lunghi - non ancora catturati appieno dai numeri: gli ammortizzatori sociali, il blocco dei licenziamenti e gli aiuti economici erogati alle imprese hanno di fatto, per il momento, attenuato l’onda di piena più severa sul mercato del lavoro».
SCORAGGIAMENTO
Il tasso di occupazione provinciale è sceso dal 66,7% al 65,5%, in linea con la dinamica negativa registrata a livello lombardo (da 68,4% a 66,9%) e nazionale (da 59% a 58%). La diminuzione dell’occupazione, causa lo scoraggiamento dell’attuale situazione, non si è riversata in un aumento della disoccupazione, delle persone cioè alla ricerca attiva di un lavoro. La maggior parte di loro ha ingrossato il numero degli “inattivi”, coloro che non sono né occupati né alla ricerca di un’occupazione, portandolo da 164mila a 173mila con un incremento del tasso di inattività, passato dal 29,4% al 31%.
«Paradossalmente – rileva la Camera di commercio - il tasso di disoccupazione provinciale è sceso dal 5,4% al 4,9%, evidenziando la stessa dinamica che si registra a livello regionale (dal 5,6% al 5%) e nazionale (dal 10% al 9,2%), ma non è da leggersi come un segnale incoraggiante. Nel 2020, in provincia di Varese, sono oltre 19mila le persone in cerca di occupazione, di cui 9mila uomini e 10mila donne».
DONNE E GIOVANI
La crisi ha colpito, ancora una volta, le donne. Lampanti i motivi: sono prevalentemente occupate nei settori e nelle professioni più esposti alla crisi (turismo, ristorazione, commercio e servizi in genere), più spesso sono impiegate con contratti a termine, sono le più esposte alla difficoltà di conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, che si sono acuiti nell’ultimo anno.
Rimane invece stabile l’occupazione maschile a livello provinciale probabilmente per effetto delle misure governative con un tasso del 74% (74,3% il dato lombardo e 67,2% quello nazionale). «In generale – spiega la Camera di commercio - risultano penalizzati anche i giovani dai 15 ai 29 anni, spesso impiegati con contratti a termine o atipici e meno tutelati, che vedono salire il livello di disoccupazione al 17% dal 13,5% del 2019, superando la media lombarda (13%) ma rimanendo ampiamente al di sotto del dato italiano (22%). Parallelamente è diminuita l’occupazione giovanile, che è scesa dal 38% al 35,6% (38,2% a livello lombardo e 29,8% a livello nazionale)».
Altro dato preoccupante riguarda i lavoratori indipendenti. Per loro è stata registrata una variazione negativa più marcata in termini percentuali: -5,1%, con quasi 4mila occupati in meno, mentre i dipendenti registrano un -1,8%, pari a poco meno di 5.500 persone. 

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