Edizione n.40 di mercoledì 14 novembre 2018

Stagione

Varese, stangata del clima sul miele

Tra gelate primaverili e siccità estiva gli apicoltori dicono addio al 70% del miele
il marchio dop del miele varesino

Situazione produttiva «disastrosa» per i 517 apicoltori del Varesotto. Tutta colpa del gelo prima e del caldo africano poi. Per alveari bollenti e fiori secchi dovranno dire addio - secondo un monitoraggio della Coldiretti provinciale sui più di 21mila alveari - al 70% del miele di quest’anno.
Non diversa la prospettiva per l’intera Lombardia. Con i suoi 5mila apicoltori e le sue 143mila arnie, rischia di avere quest’anno 500 tonnellate in meno di miele e di prodotti dell’alveare rispetto alle 1.700 tonnellate delle annate normali.
L’andamento climatico è stato inclemente. «In primavera - ha spiegato il direttore di Coldiretti Varese Raffaello Betti - il ritorno di freddo mentre la robinia pseudoacacia fioriva ne ha ridotto le produzioni dell’80%. Successivamente è arrivato il maltempo, che ha costretto le api a rimanere nelle arnie. Infine il caldo africano ha mandato in sofferenza le piante con effetti sulla produzione dei nettari». Per il Miele Varesino, che rappresenta una delle cinque varietà miele dop italiane, il danno sarà «enorme».
DAL BASSO ALL’ALTO VARESOTTO
Da un capo all’altro del territorio le segnalazioni sono simili.
Nel sud della provincia le gelate primaverili hanno fatto cadere i fiori dalle piante, causando una perdita dell’80% del dop d’acacia. «Né migliore è la situazione dei mieli estivi» racconta Luigi Soldavini, titolare di un’azienda che produce miele dal 1923. «Colpa della siccità e del forte calore: siamo riusciti a fare un po’ di castagno, ma non il millefiori».
Nella zona di Viggiù l’acacia è stata rovinata da vento, gelo e acqua. Inoltre, come aggiunge l’apicoltore Guglielmo Avellini, «la produzione del millefiori è andata in sofferenza a causa del poco ciliegio e poco tarassaco, ma stanno andando nella media, invece, le produzioni di castagno e tiglio».
Qualche filo di speranza viene dalla zona del lago e dell’alto Varesotto, dove la produzione dei mieli estivi ha invece retto. «Abbiamo perso - spiega l’apicoltore Andrea Carera di Oltrona al Lago - il 70% del miele d'acacia dop per colpa delle gelate primaverili. Regge invece la produzione delle varietà estive, nonostante il caldo influisca sulle covate delle regine e quindi sulle popolazioni degli alveari». 

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