Edizione n.11 di mercoledì 25 marzo 2020

spesa a casa

Pazienti in terapia, spesa e farmaci a casa

Iniziativa regionale 'Negozi a casa tua' in collaborazione con Anci, Confcommercio e Confesercenti della Lombardia

Consegna a domicilio dei prodotti alimentari e di prima necessità, oltre che dei farmaci che garantiscono la continuità assistenziale dei pazienti, evitando l'accesso in ospedale per il ritiro dei medicinali.
L'esecutivo regionale, in collaborazione con Anci, Confcommercio e Confesercenti della Lombardia, promuove l'iniziativa di comunicazione 'Negozi a casa tua', finalizzata alla pubblicazione, sul sito dei comuni, dei dati degli operatori commerciali che effettuano la consegna a domicilio sul territorio comunale con relativi riferimenti telefonici e/o di posta elettronica.
Analoga l'iniziativa sul piano sanitario. Con l'obiettivo di ridurre gli accessi dei pazienti in ospedale per il ritiro dei medicinali e, al contempo, supportare la continuità assistenziale dei pazienti, Regione Lombardia ha accolto la proposta di collaborazione dell'azienda multinazionale di biotecnologie Amgen e della azienda Phse srl, leader in Italia nel trasporto di prodotti biofarmaceutici a temperatura controllata nel settore ospedaliero e home delivery. Obiettivo delle due iniziative è, come ha spiegato l'assessore regionale al bilancio Davide Caparini, «favorire i cittadini a seguito dell'emergenza coronavirus».

SPESA
I commercianti, rispettando le norme igienico-sanitarie e la correttezza delle transazioni e dei rapporti con i clienti, consegnano i prodotti a domicilio. Gli esercizi che vorranno pubblicizzare il servizio potranno scrivere a negoziacasatua@regione.lombardia.it, indicando il link al quale fare riferimento.
MEDICINALI
Anche nel caso dei prodotti medicinali è determinante il contributo di quelle aziende farmaceutiche. «Si sono rese disponibili - ha sottolineato Caparini - a collaborare con i presidi sanitari territoriali per assistere coloro che devono assumere farmaci per proseguire le terapie senza lasciare il domicilio». 

Con Campagna Amica nel Varesotto cibo e prodotti direttamente a casa

Nelle difficili giornate del coronavirus Campagna Amica si mobilita e va incontro alle necessità delle persone portando i suoi prodotti (ortaggi, frutta, carne, formaggi miele, uova, salumi e altro) direttamente a casa. Avviene grazie al servizio di delivery attivato dalle imprese che solitamente danno vita agli AgriMercati nel comprensorio prealpino. È un servizio a diffusione locale questo che permette di ricevere la spesa a casa e è stato firmato dagli imprenditori del Varesotto.
Al 17 marzo già diciassette le imprese agricole della provincia prealpina che si sono attrezzate per le consegne dei prodotti direttamente a domicilio (ma si conta di incrementare l'elenco in modo da consolidare l'offerta). «E’ un servizio importante e di rilievo sociale, utilissimo per quanti non possono e non vogliono lasciare le loro abitazioni, nemmeno per fare la spesa. Pensiamo soprattutto agli anziani, ma anche alle famiglie: e così, sono le imprese agricole a organizzarsi per effettuare la vendita diretta direttamente al domicilio dei cittadini», commenta il presidente di Coldiretti Varese Fernando Fiori.
Il nuovo servizio si aggiunge allo sforzo che l’agricoltura sta compiendo per assicurare continuità dei rifornimenti alimentari in ogni canale di distribuzione disponibile. I rilevamenti dell'associazione dicono come siano oltre tre milioni gli italiani che continuano a lavorare nella filiera alimentare, dalle campagne alle industrie fino ai trasporti, ai negozi e ai supermercati, per garantire continuità di flusso di cibo e bevande. «L’approvvigionamento alimentare – annota Coldiretti - è assicurato in Italia dal lavoro di 740mila aziende agricole e stalle, 70mila imprese di lavorazione alimentare e una capillare rete di distribuzione tra negozi, supermercati, discount e mercati contadini di Campagna Amica, nonostante le preoccupazioni per la sicurezza, i vincoli, le difficoltà economiche e gli ostacoli oggettivi all’operatività, dalla ridotta disponibilità di manodopera ai blocchi alle frontiere per i trasporti con l’88% delle merci che in Italia viaggia su gomma. Un impegno quotidiano senza sosta che deve fare i conti con la chiusura di bar e ristoranti ma anche con un balzo degli acquisti delle famiglie in una situazione in cui con l’emergenza Coronavirus quasi 4 italiani su 10 (38%) hanno fatto scorte di prodotti alimentari e bevande per il timore ingiustificato di non trovali più disponibili sugli scaffali di negozi, supermercati e discount, secondo l’indagine Coldiretti/Ixe».

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