Edizione n.11 di mercoledì 25 marzo 2020

spesa

“Spesa di guerra” ai tempi del virus, raddoppiata la richiesta dei prodotti primari

Anche a Varese schizzano gli acquisti di uova, latte e pasta di semola – Attivata da imprese agricole la consegna a domicilio dei prodotti – Contro la speculazione alleati agricoltori, industrie alimentari e distribuzione commerciale

Anche a Varese è “spesa di guerra” al tempo del Coronavirus. In diversi casi, la richiesta dei prodotti primari è più che raddoppiata. Raddoppiati gli acquisti di uova, pasta di semola e farina. I dati confermano l’andamento nazionale, che vede schizzare in alto anche gli acquisti di caffè macinato e acqua, ma con percentuali più contenute (rispettivamente del 17% e del 9%). I dati sono fotografati da una analisi di Coldiretti.
In testa alla hit degli acquisti c’è la pasta di semola (+59%), seguita da uova (+50%) e latte UHT (+47%). Ma nei supermercati e negozi del Varesotto è boom anche per gli acquisti di riso e farina, con la quale sempre più cittadini hanno riscoperto l’arte di preparare in casa pane, pasta e torte. «Il timore di non trovare più i beni agricoli di consumo è ingiustificato» rassicura il presidente di Coldiretti Varese Fernando Fiori». «L’agricoltura lavora e lavorerà per assicurare gli approvvigionamenti».

COMPORTAMENTI IRRAZIONALI
Sale la tendenza ad accumulare prodotti a lunga conservazione come Grana Padano e Parmigiano (+38%), tonno sott’olio (+34%) e salumi (+22%). Ma nella top five dei prodotti alimentari più venduti nell’ultimo mese di emergenza ci sono – precisa la Coldiretti - le farine a pari merito con i legumi secchi (+83%), seguiti dalla carne in scatola (+82%), dai fagioli conservati (+72%) e dal lievito di birra (+70%)
Secondo l’indagine Coldiretti/Ixe, in quattro famiglie su dieci (38%) sono state ammassate scorte di prodotti alimentari e bevande per il timore ingiustificato di non trovarli più disponibili sugli scaffali. «Un comportamento irrazionale – sottolinea Fiori – che, oltre a costringere a pericolose file, mette sotto pressione il lavoro di oltre tre milioni di italiani ai quali è stato richiesto di continuare ad operare nella filiera alimentare, dalle campagne all’industrie fino ai trasporti, ai negozi e ai supermercati, per garantire continuità alle forniture di cibo e bevande alla popolazione». Tra loro ci sono anche le imprese agricole del Varesotto, molte delle quali si sono anche attivate per la consegna a domicilio dei prodotti agricoli.

ALLEANZA CONTRO LE SPECULAZIONI
Le iniziative per far arrivare sulle tavole le eccellenze del territori a chilometri zero sono visibili sul sito www.varese.coldiretti.it. Una rete diffusa lungo anche nel Varesotto viene quotidianamente rifornita da stalle, serre e aziende.
Per affrontare l’emergenza Coronavirus e combattere le speculazioni tipiche dei momenti di guerra, è nata inoltre “l’alleanza salva spesa Made in Italy”. «Agricoltori, industrie alimentari e distribuzione commerciale – spiega Fiori - si impegnano a garantire regolarità delle forniture alimentari agli italiani e a combattere qualsiasi forma di speculazione sul cibo dai campi alle tavole». L'alleanza è stata promossa a livello nazionale da Coldiretti e Filiera Italia insieme ai grandi gruppi della distribuzione commerciale Conad, Coop, Auchan, Bennet, Cadoro, Carrefour, Decò, Despar, Esselunga, Famila, Iper, Italmark, Metro, Gabrielli, Tigre, Oasi, Pam, Panorama, Penny, Prix, Selex, Superconti, Unes, Vegè. 

Varese, rispunta il “fatto in casa”

Con l'emergenza coronavirus cambiano le abitudini di spesa e si riscoprono vecchi stili di vita
spesa Made in Italy

Ai tempi dell’emergenza coronavirus a Varese cambiano le abitudini di spesa e si riscopre l’arte del “fatto in casa”. Il blocco della mobilità extradomestica stronca le uscite per la spesa e fa riemergere stili di vita ancorati al tempo, dalle ricette di recupero al pane e alla pasta fatti in casa.
Sotto l'incalzare dell'epidemia i consumi di farina sono cresciuti dell'80% e il latte ha segnato un +20%. E’ quanto afferma Coldiretti Varese a commento dell'indagine nazionale “la spesa degli italiani nel tempo del coronavirus" che  ha stilato l’elenco dei dieci prodotti alimentari più richiesti per riempire la dispensa nel periodo dal 24 febbraio all’8 marzo 2020. «Pane e pasta fatti in casa – ha commentato il presidente dell’organizzazione agricola Fernando Fiori – ma anche gnocchi di pane, biscotti, torte di pane, oltre alle ricette di una cucina “gustosa e di recupero” per ottimizzare quanto resta in frigo, dai fondi di carne e salumi che possono essere un’ottima base per la frittata rognosa o le polpette (i celebri mondeghili lombardi), mentre i formaggi avanzati sono ottimi per accompagnare la polenta».
PRODOTTI E PROVENIENZA
Se la farina con un balzo dell’80% rispetto alla media del periodo è stata il prodotto più acquistato, sul podio salgono anche carne in scatola con un aumento del 60% e i legumi in scatola con un balzo del 55%. Nel carrello della spesa degli italiani sono finiti soprattutto, nell’ordine, la pasta con un +51% e il riso con un +39%, ma si registra una crescita del 39% anche per le conserve di pomodoro, mentre le vendite dello zucchero salgono del 28%, quelle dell’olio da olive del +22%, il pesce surgelato del 21% e il latte Uht del 20%. «Percentuali che – sottolinea la Coldiretti provinciale – si confermano nel nostro territorio: i varesini stanno premiando i prodotti essenziali e penalizzano le scelte di gola o tendenza, dagli aperitivi (-9%) alle creme spalmabili (-8%)».
Una particolare attenzione – ha aggiunto Fiori - «è stata anche riposta alla provenienza dei prodotti acquistati con un deciso orientamento a sostenere gli acquisti di prodotti Made in Italy per aiutare lavoro ed economia». Secondo l'indagine Coldiretti/ixe', l'obiettivo è sostenuto dalla grande maggioranza dei consumatori (82%), per la quale «in questa fase è importante acquistare prodotti italiani per tutelare una filiera agroalimentare che dal campo alla tavola garantisce all'Italia il primato nella qualità e nella sicurezza alimentare». 

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