Edizione n. 1 di mercoledì 15 gennaio 2020

siti Unesco

Castelseprio, giovani archeologi della Cattolica scavano alla Casa Longobarda

Al progetto parteciperà successivamente il Politecnico di Milano – Il finanziamento di 356mila euro viene da Provincia di Varese e Regione Lombardia
scavi Castelseprio

A Castelseprio (Varese), dal 4 luglio, trenta giovani archeologi della Cattolica di Milano lavorano allo scavo della Casa Longobarda all’interno del sito Unesco. Sono studenti della facoltà di Scienze dei beni culturali e della Scuola di specializzazione dei beni archeologici.
L’obiettivo è studiare la stratificazione e iniziare a indagare anche le parti esterne all’abitazione, oggi ancora coperte dal mistero e dalla terra.
L’intervento rientra nel più ampio progetto denominato “Tecnologie innovative per la gestione integrate e interventi di valorizzazione”, che prevede anche una serie di azione già portate a termine. Tra queste vi sono la realizzazione di una foto leader dell’area archeologica, che ha permesso di ottenere una più approfondita mappatura dell’intero complesso e il recupero e la riqualificazione delle aree boschive di pertinenza della Provincia.
Dopo il lavoro agli scavi, entrerà in azione il Politecnico di Milano, altro partner del progetto, che creerà un sistema informativo territoriale, la rielaborazione della foto leader già eseguita e la mappatura digitalizzata dell’intera area.
Quello che sta interessando la Casa longobarda non è il primo scavo e l’ultimo risale ormai agli anni Ottanta. Ora gli studenti, sotto la direzione scientifica dei docenti Silvia Lusuardi Siena, Marco Sannazzaro e Caterina Giostra, lavoreranno sul restauro delle mura e delle pertinenze già riportate alla luce, indagheranno le aree non scavate attorno alla casa ed elaboreranno un nuovo studio stratigrafico.
Il progetto è stato avviato qualche anno fa e prevede un investimento di 252 mila euro. È stato finanziato, oltre che da Provincia di Varese con bando per siti Unesco, anche da Regione Lombardia per un importo di 104 mila euro. 

Lombardia, 800.000 euro per aree archeologiche e siti

In terra varesina finanziati 6 dei 23 progetti regionali

Ci sono anche sei aree archeologiche e siti Unesco del Varesotto tra i ventitré progetti finanziati con 800mila euro da un bando regionale della Lombardia. Sono: 1) parrocchia e 2) cripta di Santa Maria del Monte di Varese, 3) Golasecca Archeologia Multimediale, 4) chiesa di San Biagio di Cittiglio, 5) Monastero di Torba a Gornate Olona, 6) palafitta di Bodio Lomnago. Le graduatorie sono state annunciate il 29 luglio 2017 dall’assessora alle Culture, Identità e Autonomie Cristina Cappellini.
Questi i progetti finanziati in provincia di Varese, il soggetto beneficiario e la sede dell'intervento:
- BODIO LOMNAGO, 'Archeologia subacquea, promozione e divulgazione', Comune di Bodio Lomnago, contributo previsto: 14.000 euro.
La palafitta di Bodio e quella presso Cazzago Brabbia furono scoperte contemporaneamente all'Isolino nel 1863. A partire dal 2005 sono stati avviati interventi di archeologia subacquea ai fini di ricerca e tutela, delimitando il perimetro della palafitta e recuperando materiali in ceramica e selce. Il progetto prevede la realizzazione di una delimitazione galleggiante che consenta l'individuazione del sito di Bodio ai fini di informazione, tutela e sicurezza. A Cazzago Brabbia, invece, verrà effettuata una ricerca subacquea sulla palafitta Ponti per determinare e georeferenziare i limiti del sito e raccogliere campioni per le analisi archeologiche.
- CITTIGLIO, 'Studio e valorizzazione del sagrato della chiesa di San Biagio', Università degli Studi dell'Insubria, contributo previsto: 22.500 euro.
Il progetto intende proseguire le indagini archeologiche ed antropologiche dell'ex area cimiteriale esterna della chiesa di San Biagio in Cittiglio per giungere ad una migliore e completa contestualizzazione storico-archeologica e paleodemografica del sito. Il progetto prevede attività di rivalutazione e valorizzazione del sito attraverso un moderno approccio metodologico.
- GOLASECCA, 'Golasecca Archeologia Multimediale' (GAM), Comune di Golasecca, contributo previsto: 63.067 euro.
L'area di Golasecca fu il centro dell'omonima civiltà della prima Età del Ferro, presente nell'ambiente sud alpino fino alla confluenza del Ticino con il Po e caratterizzata dal rito crematorio e dalle tecniche in campo ceramico. Il progetto prevede la riorganizzazione dell'area espositiva di Golasecca, anche in raccordo con il museo di Sesto Calende, con la creazione di un Centro multimediale sulla Civiltà di Golasecca, di una Sala specialistica archeologica con l'esposizione dei reperti di proprietà dell'Amministrazione comunale e di una sala laboratorio con i servizi collaterali di educazione ambientale, laboratori interattivi, simulazione archeologica e animazione culturale. Verrà inoltre inserito un bookshop dedicato e verranno organizzate attività multimediali immersive e visite alla necropoli del Monsorino.
- GORNATE OLONA, MONASTERO DI TORBA, 'Il Cantiere della conoscenza. Studi e ricerche. 4ª campagna di scavo - anno 2017', Fai, Monastero di Torba, contributo previsto: 11.835 euro.
Il Monastero è di proprietà del Fai dal 1977, anno della donazione di Giulia Maria Mozzoni Crespi. Nel 2016 i visitatori sono stati 20.000. Dal 25 giugno 2011 l'area di Castelseprio-Torba con il Castrum, la Chiesa di Santa Maria Foris Portas e la Torre è iscritta nella Lista del Patrimonio mondiale dell'Unesco all'interno del sito seriale 'I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)'.
- VARESE, 'Il patrimonio tra ricerca e valorizzazione: dallo studio dei graffiti murari della Cripta, una riflessione sui valori del patrimonio culturale del Sacro Monte di Varese', Fondazione Paolo VI per il Sacro Monte di Varese, Varese, contributo previsto: 25.856 euro.
- VARESE, 'Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia: una mostra fotografica per la valorizzazione e come strumento per un nuovo progetto di comunicazione', parrocchia di Santa Maria del Monte (Varese), Varese, contributo previsto: 17.984 euro.
I nove Sacri Monti dell'Italia settentrionale, eretti tra il XVI e il XVII secolo, sono stati iscritti nel 2003 nella Lista del Patrimonio mondiale dell'Umanità riconosciuto dall'Unesco. La teoria di cappelle, che attraverso statue, dipinti ed affreschi racconta episodi e misteri della vita sacra, si amalgama con l'accogliente contesto naturale ed ambientale e contribuisce a definire i lineamenti di ciascun complesso monumentale.
Il progetto prevede, tra l’altro, il rilievo di tutti i graffiti presenti nella Cripta del Sacro Monte, riaperta grazie al contributo della Regione Lombardia, la loro documentazione attraverso una campagna fotografica e lo studio e classificazione del singolo graffito per una valutazione e un inquadramento storico-sociale. 

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