Edizione n. 20 di mercoledì 19 giugno 2019

Sesto Calende

Ferrovia Luino-Gallarate, sarà un'estate calda

Bus invece di treni su Laveno-Besozzo-Gallarate e treni da Luino per Gallarate-Milano o Malpensa dirottati via Ispra-Sesto Calende
Giovanni Mele a Mi manda raitre

Lo diceva sempre e, a Luino e dintorni, nessuno degli amministratori gli dava retta: «La bretella ferroviaria di Sesto Calende potrà salvare Luino dall'eventuale isolamento». Poi la sua voce fu portata da politici lungimiranti dal deserto lacuale nella stanza dei bottoni e la bretella di Sesto Calende divenne una realtà. Proprio grazie a quella battaglia combattuta per anni da Giovanni Mele e sostenuta anche dal Corriere del Verbano ora l'estate ferroviaria luinese, che inizierà il prossimo 9 giugno 2019, sarà calda ma non torrida.
Nella stazione di Laveno scalpitano ruspe, macchinari, cumuli di pietrisco, rotaie e tutto quanto sa di ferrovia, pronti a partire per inderogabili lavori programmati da Rfi che si protrarranno fino a settembre accompagnati dal gentile annuncio “Ci scusiamo per il disagio”.
Da una sbirciatina sull’orario Trenord, fino a pochi giorni fa silenzioso circa le novità estive, si scopre che la circolazione della ferrovia luinese sarà completamente sconquassata da soppressioni, bus sostitutivi o treni che sopravviveranno ma con innaturali percorsi “via Ispra” e fermate nella “stazione di Vergiate”, posta sulla linea di Domodossola, che nulla ha da spartire con i treni di Luino.
Perché Ispra e Vergiate? A svelare l’arcano della circolazione in piena estate è il palinsesto di Trenord. Ed ecco le sorprese: 1) da Laveno-Besozzo-Gallarate spariscono treni sostituiti da bus. 2) resteranno in vita alcuni treni provenienti da Luino per Gallarate-Milano o Malpensa dirottati, però, via Ispra-Sesto Calende.
Che cosa vuol dire dirottati? Lo abbiamo chiesto a Giovanni Mele, che della Bretella di Sesto Calende può legittimamente essere considerato il grande paladino, fortunatamente ascoltato da parlamentari di Lombardia e Piemonte. Questa la sua spiegazione (nella foto: Mele durante il suo intervento del 31 maggio 2019 alla trasmissione televisiva Mi Manda RAI 3).

LUINO-SESTO CALENDE-GALLARATE, STORIA
DI UN BYPASS FERROVIARIO

Per capire che cosa rappresenta la Bretella di Sesto Calende, è il caso di fare un passo indietro nella storia, quella più antica di fine Ottocento e quella di qualche decennio fa a noi più vicino.
La ferrovia del Gottardo (1882) fu progettata per collegare l’Europa a Genova, passando da Luino, attraverso la cosiddetta Linea per Novara, impiantata per l’occasione. Ispra fa parte di quel percorso. In pieno fervore dei trafori alpini nel 1905 toccò al Sempione con la nascita della Domodossola-Milano (Vergiate è parte di quella tratta) a doppio binario, di maggior prestigio e più veloce. Fra le due tratte, seppur scollegate fra loro, fu costruita la stazione di Sesto Calende.
A partire dal 1975 a Luino, intravedendo un vantaggio per la circolazione ferroviaria di merci e passeggeri, mi chiesi: «Perché non collegare la linea di Luino (Novara) a quella di Domodossola (Milano) attraverso lo scalo di Sesto Calende? Sarebbe sufficiente costruire una “bretella” da utilizzare in caso di necessità, consentendo ai convogli di passare da una linea all’altra».
Quella realizzazione avrebbe alleggerito di molto il traffico passeggeri da Luino verso Gallarate, appesantito dai numerosi treni merci.
LA SVOLTA DEL 1996
La mia idea fu per anni inascoltata dalle Fs. Quell’opera era ritenuta inutile e costosa e colui che l’aveva proposta fu anche deriso in ambito locale. Senza demordere, però, continuai la battaglia dalle pagine di questo giornale, fino a quando nel 1996 il luinese Piero Pellicini, eletto al Senato, convinto delle istanze del sognatore-visionario, mi scelse come suo consulente per la materia.
Mi resi conto della necessità di aprire una breccia a Roma presso la direzione delle Fs e caldeggiai una task force parlamentare. I senatori Piero Pellicini (An), Luigi Peruzzotti (Lega Nord) e Sergio Vedovato (Pds), accantonando ogni competizione politica, si mobilitarono a sostegno della bretella. Finalmente coloro che avevano sghignazzato cominciarono a capire che la “bretella” non era un “accessorio per sostenere i pantaloni” ma una importante opera pubblica per la circolazione ferroviaria.
CONVEGNO DEL 2001
Nel novembre 2001 a Luino, in una affollata conferenza nella sede Avav, a sindaci del territorio e della comunità montana, alla presenza del presidente del Consiglio regionale dell’epoca Attilio Fontana, vennero illustrati i contenuti dell’opera, quasi un uovo di Colombo, un po’ costoso, certamente, ma utile e indispensabile. Una curva di circa trecento metri (con annessi indispensabili lavori di assestamento dell’area circostante, collocazione di nuovi binari, deviatoi e segnali) a Sesto Calende, che le Fs, finalmente, avevano finanziato con alcuni miliardi di lire e stavano realizzando, grazie alla quale dalla Luino-Novara si passava sulla Domodossola-Milano e viceversa. I partecipanti al convegno si dissero entusiasti della infrastruttura e alcuni quasi si scusarono con le ironie scaricate su chi aveva assunto l’iniziativa.
La Bretella fin dal primo giorno non ha deluso le aspettative, dimostrandosi quasi un doppio binario fra Luino e Gallarate. In questi giorni grazie a lei l’estate ferroviaria 2019 avrà qualche disagio in meno. Utilizzando la Bretella, nonostante la totale chiusura della linea Besozzo-Gallarate, sopravviveranno alcuni treni diretti a Gallarate-Milano-Malpensa “via Ispra- Sesto Calende con fermata a Vergiate”.
Giovanni Mele
ninomele35@gmail.com  

Grandi laghi italiani, 500mila euro per la sicurezza

Anche Luino, Besozzo e Sesto Calende tra i 25 comuni coinvolti
Luino da Colmagna

Ci sono anche Luino, Besozzo e Sesto Calende tra i venticinque comuni tra i 9mila e i 30mila abitanti (capoluoghi esclusi) interessati al mezzo milione di euro erogato dal Viminale per la sicurezza su dieci laghi nazionali. Ogni ente locale riceverà 20mila euro.
Il ministero dell’Interno ha esteso la seconda edizione dell' iniziativa Spiagge Sicure, che per la stagione 2019 mette a disposizione 4,2 milioni di euro per cento comuni affacciati sul mare. Raccogliendo le richieste del territorio, il Viminale ha con l’operazione Laghi Sicuri erogato altri contributi per alcune realtà lacustri, scelte con criteri statistici e oggettivi.
I sindaci potranno rafforzare i controlli straordinari, assumere vigili o finanziare campagne informative contro la contraffazione e il commercio abusivo. Tra Spiagge Sicure e Laghi Sicuri sono coinvolti centoventicinque comuni e investiti 4,7 milioni.

I comuni beneficiati da Laghi Sicuri sono:
*LAGO GARDA: Desenzano del Garda (Provincia di Brescia); Montichiari (Bs); Castiglione delle Stiviere (Mn); Bussolengo (Vr); Arco (Tn); Sona (Vr); Riva del Garda (Tn); Lonato del Garda (Bs); Valeggio sul Mincio (Vr); Castelnuovo del Garda (Vr); Calcinato (Bs); Bedizzole (Bs); Gavardo (Bs); Salò (Bs); Peschiera del Garda (Vr).
*LAGO MAGGIORE: Luino (Va); Arona (No); Sesto Calende (Va); Castelletto sopra Ticino (No); Besozzo (Va).
*LAGO DI COMO: Mandello del Lario (Lc).
*LAGO TRASIMENO: Castiglione del Lago (Pg); Magione (Pg).
*LAGO D’ISEO: Iseo (Bs); Costa Volpino (Bg).

Volandia (Somma Lombardo), rivive l’idrovolante della trasvolata di Balbo

I primi pezzi della replica del S.55 X Siai Marchetti saranno esposti al convegno dedicato al progettista Alessandro Marchetti
Dalla locandina, Alessandro Marchetto

Sta per rivivere l’idrovolante S.55 X che nel 1933 solcò l’Oceano Atlantico nella trasvolata di Italo Balbo. L’aereo, ideato dall’ingegner Alessandro Marchetti (Cori, Latina, 16 giugno 1884 – Sesto Calende, Varese, 5 dicembre 1966), partì il 1 luglio 1933 da Orbetello e unito a uno stormo di 24 apparecchi sorvolò l’Europa, l’Islanda, Montreal, Detroit, Chicago e atterrò il 12 luglio 1933 a New York.
Il Savoia Marchetti Historical Group, coordinato da Filippo Meani, ha promosso una sua ricostruzione con il sostegno di altre associazioni di volontari. La replica in scala reale del velivolo - 24 metri di apertura alare – si basa sui disegni originali e sulle tecniche degli anni Trenta. Le parti già finite - i timoni e le derive - saranno presentate al pubblico il 3 dicembre a Volandia (Somma Lombardo).
TRA SESTO CALENDE E VOLANDIA
Palcoscenico dell’evento sarà il convegno “L’eredità dell’ingegner Alessandro Marchetti a cinquant’anni dalla sua scomparsa”, organizzato dal Parco e Museo del Volo e dal Savoia Marchetti Historical Group insieme con il Gruppo Lavoratori Seniores SIAI Marchetti e l’Associazione Amici di Volandia. Il convegno sarà preceduto da una mostra-conferenza commemorativa il 2 dicembre al Comune di Sesto Calende.
A Volandia il presidente Marco Reguzzoni accoglierà il sindaco della città natale di Marchetti, il nipote dell’illustre progettista, il team della Sezione Divulgazione Storica Multimediale dello Stato Maggiore dell’Aeronautica e varie personalità del mondo aeronautico.
PIONIERI
L’ingegnere Marchetti fu protagonista, insieme con l’imprenditore lombardo Luigi Capè, della trasformazione di una segheria in un’industria aeronautica che, senza contare l’indotto, arrivò a impiegare più di 11.000 persone. A Volandia saranno esposti un suo busto celebrativo, il tecnigrafo da lavoro, il diario, un libro voli e un motore Isotta Fraschini “Asso” del tipo che equipaggiò il velivolo.
I timoni e le derive sono stati realizzati dall’Aerosviluppi di Lonate Pozzolo e il timone di profondità dalle Officine Villella di Sesto Calende. Altre parti sono in fase di realizzazione grazie alle ditte Merletti Aerospace, Gilegno di Grossoni Ernesto e Figli, Aviotecnica Srl, Faber di Stilo Massimo, Falegnameria Franchini, G&B Barberi, Bonomi di Bonomi Arnaldo & C. e Bramante Model & Service.  

Somma Lombardo, un secolo sulle ali della Siai Marchetti

A Volandia ripercorsa la storia dell’azienda sestese

A Volandia c’è anche l’idrovolante SM 80 bis tra le circa 100 macchine esposte o in fase di restauro. Di proprietà della Provincia Autonoma di Trento, resterà per lungo tempo nei padiglioni di Vizzola Ticino, a fianco di altri gioielli della Siai Marchetti, fondata a Sesto Calende (Varese) nell'agosto del 1915.
All’azienda aeronautica il Museo del Volo di Somma Lombardo (Varese) ha dedicato, sabato 26 settembre, un incontro pubblico diretto a celebrare il “Centenario Siai Marchetti. Testimonianza e conferma della simbiosi tra industria aeronautica e territorio”. Accolti dal presidente Marco Reguzzoni, sono, tra gli altri, intervenuti il capo di stato maggiore dell'Aeronautica, generale Pasquale Preziosa, il presidente di Confindustria Univa Riccardo Comerio, il sindaco di Sesto Calende Marco Colombo e il presidente del Comitato per il Centenario, Giuseppe Orsi.

Migliaia erano, una volta, i lavoratori Siai e a tutt'oggi non esiste famiglia sestese che non abbia avuto un genitore o un parente nell’azienda, alla quale rimangono legate indimenticabili imprese aeronautiche. Celebri sono la Crociera Atlantica di Italo Balbo, i coraggiosi Raid intorno al mondo o le competizioni aviatorie come la Parigi Istres Damasco, realizzate dagli ultimi prodotti usciti dagli stabilimenti di Vergiate e Sesto Calende.
Il marchio Siai Marchetti ha accompagnato – e accompagna ancora oggi - macchine sempre tecnologicamente avanzate, dai bombardieri SM72 al Siai Marchetti SF 260, che nelle sue diverse e numerose varianti è l'apparecchio italiano più costruito dal dopoguerra ed è tuttora, dopo circa cinquant'anni, in produzione presso Alenia. A conferma della qualità del prodotto Siai, va - sempre nel settore addestramento avanzato - anche ricordato il Siai 211. Primo e ultimo velivolo a reazione progettato, oltre ad avere avuto un notevole successo commerciale all'estero, sarà il futuro aereo che sostituirà i Macchi MB339 della Pattuglia acrobatica italiana.
La Fondazione Museo dell’Aeronautica è impegnata a diffondere la cultura aeronautica nel territorio e, tra le molteplici iniziative, Volandia punta anche a un traguardo speciale per la Siai Marchetti. È una replica del più importante aereo mai realizzato in Italia, il Siai 55, quale testimone della storica fabbrica. Il comitato scientifico, guidato da Claudio Tovaglieri, sta raccogliendo un diffuso desiderio di costituire un gruppo di lavoro che esamini la fattibilità del progetto. 

Sesto Calende, rilancio del Circolo Sestese Canoa Kayak

Per la riqualificazione disponibile uno stanziamento regionale di 2,5 milioni di euro

A Sesto Calende (Varese) il Circolo Canoa Kayak può contare su un rilancio della sua vocazione di turismo sportivo. Il 17 luglio 2017 la giunta regionale della Lombardia ha stanziato 2,5 milioni di euro a sostegno del nuovo Accordo di programma, che integra il precedente e va incontro ad alcune criticità emerse.
Il circolo Sestese è, come ha dichiarato l’assessore lombardo allo sport Antonio Rossi, «una società di rilievo nazionale e internazionale che merita una sistemazione più consona per le attrezzature e le imbarcazioni».
La riqualificazione dell’impianto prevede, innanzi tutto, la demolizione dell'edificio della Marna e sua successiva ricostruzione come sala civica polivalente, delocalizzandolo sul sedime di piazzale Rovelli e dei giardini pubblici di via Remo Barbieri. Al piano inferiore sarà realizzato un nuovo parcheggio ampliato, riprogettato e potenziato, mentre l'attuale bar Moderno sarà demolito.
Nell'area oggi occupata dalla Marna e dal bar Moderno sorgerà poi la nuova sede del Circolo sestese Canoa Kayak e nell'area urbana troveranno collocazione spiaggia, parco giochi e nuova piazza. Concluderà l’operazione una nuova pista ciclabile, che unirà il centro con il quartiere Sant'Anna. 

Sesto Calende, dove nascono i pony campioni d'Italia

Un cavallo sportivo dell’azienda La Corte primo nel salto a ostacoli
Flying Sky High

È nato ed è stato allevato nell’azienda agricola La Corte di Sesto Calende il pony campione d’Italia nel salto a ostacoli. Si chiama Flying Sky High e domenica 2 luglio a Cervia ha concluso con successo la competizione nazionale.
Fantina - e vincitrice nella categoria Promesse - era Camilla Pagan Griso, cavallerizza di appena 12 anni e figlia di Celeste Pagan Griso, proprietario dell’azienda. «Alleviamo questi animali da 27 anni – ha dichiarato Celeste Pagan Griso — e vederli vincere ripaga il duro lavoro che c'è dietro a questo tipo di imprenditoria agricola. Ai miei figli ho saputo trasmettere la passione per i cavalli e l’agricoltura, ed è per questo che il fantino sulla groppa di Flying Sky High è la mia Camilla».
L’azienda agricola di Sesto Calende alleva, come spiega Coldiretti Varese, cavalli sportivi da sella italiani. Questa tipologia di equini è ottima per l’impiego in diverse competizioni, quali il salto ostacoli, il dressage, il completo e l’endurance, grazie al suo temperamento vivace, volenteroso e affidabile. 

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